Review of TriOperas at The Peacock Theatre, London

L-R Shoreina Pereira, Lucy Aiston & Lucy Kay - TriOperas - Peacock Theatre - Photograph by Tristram Kenton

L-R Shoreina Pereira, Lucy Aiston & Lucy Kay – TriOperas – Peacock Theatre – Photograph by Tristram KentonThe world premiere of TriOperas is quite simply live theatre at its best. It made me glad to be alive and privileged to be in the audience. The mastermind behind TriOperas is the one woman polymath Pamela Tan-Nicholson. Not only is the concept of reimaging three great operas – Turandot, Madam Butterfly and Carmen – hers but so also is the music and lyrics, the design and the choreography!

She has created a totally original and jaw-dropping show. Part Cirque de Soleil, part Strictly Come Dancing, part puppetry, part ballet, she mixes flamenco, tap, pole dancing, hip-hop, rap, pole and lion dancing, not to mention Ikebana (Japanese flower arranging) martial arts, singing and the music to create a total work of art. Moreover, she does it with a panache, energy and style that takes the breath away. She never forgets that the audience wants to be entertained and to have a good time. Boy, do you get your money’s worth. Each opera last for half an hour and there is an interval between each one, so nice and relaxed. Perfect summer’s entertainment.

From the moment Turandot the Chinese Warrior Princess comes swooping down from the gods onto the stage you just know that this is going to be a wonderful show. The fight scenes are exhilarating, there is a very realistic beheading and some great comedy – especially the Royal maidens singing “Go away, you idiot.” There is so much to enjoy about this show. Especially perhaps its originality. Geishas tap dancing, or Carmen pole dancing, a traditional Chinese Lion transformed into a Spanish bull by adding horns of course, or the use of hidden trampolines to aid Carmen’s escape from the police.

As we move from China in the first opera (Turandot) to Japan in the second (Madam Butterfly) and Spain in the third (Carmen) we get a sense of one world, one globe, one human community. Pamela Tan-Nicholson (her name suggests as much) finds stimulation and excitement in the coming together of different traditions. If we are to create a global cosmopolitan community I would put my money on Pamela Tan-Nicholson and the arts. The evening filled me with hope, not only that the arts can bring us together globally, but equally importantly reaching out socially. We hear too much about opera and elitism and not enough about opera and inclusivity, so I was delighted to see some wonderful performances last night from students from the Brit School in Croydon. As the Brit School’s Stuart Worden noted “TriOperas would open new doors to students who may not have ever experienced opera before” and the Brit school students would “fire up the art form”. If you’ve never seen an opera before or think that it’s not for you, then I would urge you to see this show. It’s the best introduction to opera you could possibly ask for you. You get three for the price of one. Superb.

5 Star Rating

Review by John O’Brien

Three legendary operas come together for an unforgettable journey of love, vengeance, tears and laughter with shortened versions of Turandot, Butterfly and Carmen in one spectacular triple bill.

TRIOPERAS features the beautiful classics that you know and love, including Nessun Dorma, One Fine Day, Humming Chorus, Habanera and The Toreador Song, merged with punk, rap, rock and hip-hop.

This high adrenaline show is a dazzling experience, with an incredible display of acrobatics, kung-fu, puppetry, breakdancing, tap, ballet, salsa and even Chinese lion wushu and parkour.

TriOperas
23 May – 1 Jul 2018
The Peacock Theatre, Portugal Street, Holborn, WC2A 2HT, London

Xenia Black : Pole Dance from London

Oggi intervistiamo Xenia Black Pole Dancer  Nata in Sicilia ma la sua vita è altrove. Tutto parte da un lungo viaggio esplorativo, da una ricerca interiore, un esasperato tentativo di riconciliazione con l’io più profondo, parliamo di una persona che diventa ben presto personaggio, provocante, ma dotata di intelligenza raffina, ed ecco la sua intervista che si racconta e ci racconta.

Parlaci dell’inizio della tua carriera.

Una volta fortificato il corpo, non ho perso tempo nel realizzare video amatoriali nella mia vecchia stanza berlinese, mentre danzo su varie tracce musicali che più mi emozionano. Sul web hanno subito riscosso successo e alcuni artisti mi hanno contattata per essere parte dei loro progetti musicali o a performare ai loro eventi. Due anni fà è iniziato un climax di collaborazioni.

Riconoscimenti professionali, esempio attestati

Dopo varie esibizioni in varie città europee, dò vita al mio primo vero spettacolo d’arte che presento al Pole Art Croatia edizione 2017, tenutosi in un grande teatro. Lo show è stato molto intenso per via della trance agonistica sulle note di Diamanda Galas e il mio estremo dipinto proiettato sul grande schermo dietro di me, ha enfatizzato il sentimento viscerali miei e del pubblico. Di fronte a una giuria di leggende della pole dance com Marione Crampe, Nadia Sharif, Josh Taylor, Daria Chebotova, mi sono classificata terza.

Com’è la tua vita fuori dallo sport.

Sono molto produttiva e cerco di utilizzare il tempo in ciò che possa giovare al mio spirito, barcamenandomi in lavori e collaborazioni con vari artisti, i cui frutti sono spesso avvincenti, persino le conseguenziali affezioni umane. Trascorro tante ore a dipingere, ballare, leggere, scrivere, cucinare e non per ultimo, dedicare del tempo a chi amo e impreziosisce la mia vita.

Sei una sognatrice?

Da sempre vivo nel mio favoloso mondo, cercando si trasformare i grandi sogni in realtà e allontanando quest’ultima da standard sociali che abborro. Per quelle come me è difficile invecchiare e scoraggiarsi. Quello che mi aiuta a non perdere quest’attitudine è la forte positività nel credere i miei desideri realizzabili e continuare ad osare tutte le volte, eludendo rimpianti e rimorsi.

Ci racconti tutto dall’inizio come ti sei avvicinata a questo sport

A sei anni mi approccio alla danza classica, poi crescendo sfogo la voglia di muovermii sul dancefloor di vari festival e clubs, fino a che tre anni fà sopro sul web un video di una delle più rinomate pole dancers, JenyneButterfly, che mi inchioda allo schermo per la spettacolarità delle movenze. Mi immedesimo nell’immediato, mentre una voce dentro mi esorta a cominciare l’avventura della pole dance, di cui sono diventata dipendente il giorno dopo, grazie alla prima lezione al Soul Flight studio di Berlino. Ossessionata dalla sfida, ho iniziato a crederci con tutta me stessa, tendendo fisso l’obiettivo e calzando le punte da ballet anche sul palo.

Oggi guardandoti allo specchio come ti definisci?

Vedo una persona determinata, ambiziosa, che ascolta il pulsare dei propri battiti e la propria saggezza senza lasciarsi condizionare dal mondo circostante e che è riuscita con le proprie capacità e intraprendenza a dare un’elettrizzante forma alla propria vita. Selvaggia, esplosiva e con gli occhi colmi di lacrime.

Hai un motto?

Una rivisitazione dell’originale.: “Chi si accontenta non gode”, “Vivi e lascia vivere”, “Impossible is nothing”.

Quali sono le tue aspirazioni future.

Vorrei continuare a competere agli eventi internazionali, così da poter mantenere la mia adrenalina sempre viva ed affermare il mio nome, per poter poi organizzare workshops nel mondo e con la scusa, visitarlo tutto. In generale, essere felice non facendo quello che non mi và. Spero di essere sorpresa da splendide opportunità lungo il mio sentiero.

 Ci sono stati momenti scoraggianti in cui stavi per mollare tutto.

Non ho mai pensato solo un attimo di mollare, anzi ho accelerato i tempi perché mi rimproveravo di non averlo scoperto prima l’infinito mondo che si nasconde dietro la pole dance. Le sfide mi sono sempre piaciute e di solito vada fino in fondo, costi quel che costi.

Sul piano fisico in particolare quali sono i maggiori benefici.

Ho sempre avuto un fisico molto tonico, proporzionato e la pole dance mi ha reso più delineata e muscolosa, così da stupire soprattutto i miei amici maschi. Gli addominali diventano una tavola da surf e le braccia da culturista, ma in me non è così evidente. Grazie a questa disciplina non solo puoi godere di buona salute, se non cadi, ma impari a sviluppare l’equilibrio, affrontare la vertigine e fluttuare nello spazio a testa in giù, sfidando le leggi della gravità.

È necessario integrare la pole con qualche altra attività tipo la corsa o la palestra.

C’è chi si avvale di altri strumenti per diventare più forte ma io ho sempre preferito allenarmi solo con il palo, che trovo già abbastanza completo per raggiungere lo scopo. Servono tante dosi di pazienza e buona volontà per allenarsi spesso.

Un consiglio a chi vuole iniziare.

Se il desiderio è quello di riuscire nell’intento, consiglio di non demordere davanti a dolori, testate, ematomi, paure iniziali, ma di seguire con tenacia un percorso che gradualmente porterebbe al raggiungimento degli obiettivi, perchè gli sforzi sono sempre ripagati. Pole dance è solerzia, costanza, passione e nel mio caso, vera devozione.