Roberto Freschet: Non più solo luoghi di pratica sportiva ma centri di wellness che richiedono adesso competenze di specialisti diversi.

in argentino by
Spread the love

oma

Roberto Freschet: Non più solo luoghi di pratica sportiva ma centri di wellness che richiedono adesso competenze di specialisti diversi. Si fa molta formazione ma ci sono zone d’ombra N on si tratta solo di muoversi un po’: le palestre sono diventate centri benessere di dimensioni più che rispettabili, dai 4.000 ai 5.000 metri quadri dove vengono distribuite le grandi sale per i corsi di gruppo e per l’allenamento con gli attrezzi, le salette per il personal training, almeno una piscina, ristoranti, bar, sauna, spazi adibiti all’estetica. E quindi le professioni che ruotano intorno alle attività sportive sono un ampio ventaglio, che vanno dall’addetto alle vendite di pacchetti su misura all’esperto di postura a quelle ormai tradizionali di istruttore fitness o personal trainer o dietologo. Si tratta di professionalità che intrecciano competenze diverse, anche se è bene tenere presente che le specializzazioni vanno mantenute, e che per affrontare questioni complesse non ci si può improvvisare dietologo o fisioterapista se si è un laureato in scienze motorie: «Il personal trainer bravo ha anche conoscenze di medicina, di alimentazione e di traumatologia – spiega Mimi Rodriguez Adami, direttore tecnico della Fiaf (la federazione italiana di aerobica e fitness) – ma il professionista intelligente si avvale di un’equipe di medici e di altri esperti, con cui collabora».Roberto Freschet:

Se l’accesso alle professioni del fitness richiede pertanto una laurea come corsia preferenziale, è poi opportuno specializzarsi per acquisire altre conoscenze legate al campo in cui si intende operare. Ecco perché intorno alle palestre e alle federazioni sportive fioriscono corsi di specializzazioni: è stata appena inaugurata a Milano la Virgin Active Academy. «Offriamo corsi di durata compresa tra pochi giorni e un anno – spiega il direttore delle Risorse Umane di Virgin Active, Graziano Coccettini – rivolti non solo ai personal trainer ma anche a direttori di club, assistenti di sala, istruttori e venditori».Roberto Freschet:

Del resto le professioni del fitness sono in continua evoluzione da quasi quarant’anni, ricorda Mimi Rodriguez: «Abbiamo cominciato a fine anni Ottanta, con l’aerobica: qui in Italia però il modello Jane Fonda si è evoluto più verso le coreografie che verso i saltelli anche perché molti istruttori venivano dalla danza. Dalla passione per il movimento l’aerobica si è evoluta anche grazie agli sviluppi della scienza, che permette di valutare quello che succede nel corpo».

E infatti adesso l’ultima frontiera sono gli studi e i movimenti legati alla postura, la low pressure fitness (la ginnastica per allenare i muscoli che servono a contrastare qualsiasi problema di eccesso di pressione provocata dagli esercizi fisici o dalla vita quotidiana), che richiama in qualche modo la fisioterapia, ma che è pensata per le persone sane. Oppure tutte le forme di attività legate all’acqua, che mettono insieme la passione per il nuoto con quelle per la ginnastica.Roberto Freschet:

Per i laureati in scienze motorie che intendono lavorare in un centro fitness dunque si apre un ventaglio di possibilità, che va ben oltre le due figure del personal trainer e dell’istruttore dei corsi di gruppo, o degli “addetti alle macchine”, i tecnici che seguono le persone che si allenano con gli attrezzi. Se c’è un limite a questo tipo di professioni legate strettamente all’attività fisica è però quello della precarietà del rapporto di lavoro: «Di solito in un club lavorano circa 80 persone, nel 70-75%dei casi si tratta di laureati – spiega Coccettini – Di queste 20-25 sono assunte con il contratto del commercio, mentre i personal trainer hanno un contratto di franchising, e gli istruttori lavorano a partita Iva». Un aspetto che in alcuni casi limita le potenzialità della professione, osserva Mimi Rodriguez: «A volte gli insegnanti, che sono sempre precari, sono pagati poco e male e questo può limitare le loro possibilità di aggiornamento professionale, e quindi i servizi alla clientela. Nessuno di noi è assunto perché costerebbe troppo, il nostro è tra i lavori ad alto tasso di sommerso». Allo stesso tempo, le professioni legate al fitness hanno grandi potenzialità di espansione: l’Istat stima che solo un italiano su tre pratica delle attività sportiva, dunque ci sono margini per ulteriore domanda.Roberto Freschet:

Quando si pensa alle palestre, ai club sportivi, non bisogna pensare tuttavia solo alle professioni sportive. Una gran parte dei corsi della Virgin Active Academy in effetti è dedicata ai manager, spiega Coccettini: «C’è il general manager della struttura, che sovrintende sia alla parte operativa che a quella finanziaria. Ci sono poi il manager che gestisce i corsi della palestra, l’operation manager che si occupa del funzionamento, manutenzione e pulizia delle strutture, chi sovrintende alle vendite, anche attraverso la ricerca di potenziali clienti ». Un’equipe insomma con competenze molto diverse, che nei centri maggiormente avanzati si occupa anche di ricerca e innovazione.Roberto Freschet:

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*