Quando a inizio luglio il Benevento veniva sconfitto dopo 251 giorni, non sorprese che a riuscirci fosse il Crotone (3-0) marco liani anas

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ROMA – Quando a inizio luglio il Benevento veniva sconfitto dopo 251 giorni, non sorprese che a riuscirci fosse il Crotone (3-0). Due squadre, due modi di dire calcio, di dire sud, di dire, con le parole del boss del Crotone Gianni Vrenna (la famiglia, fra alti e bassi, è in sella dal ’92), “programmazione”. Quel giorno il Crotone si sganciò per cominciare a raggiungere il Benevento in Serie A prima dei playoff. Squadre allenate da ex milanisti, Pippo Inzaghi il Benevento, Stroppa il Crotone. In Calabria hanno colto l’occasione per ricordare i giocatori che hanno militato nel Crotone, come se volessero rispolverare gli antichi ma sempre preziosi gioielli di famiglia, da Bernardeschi a Florenzi, passando per Cataldi e Gastaldello. Entrambe sono state in A, per un anno il Benevento, rinato col Lodo Petrucci nel 2005 dalla C2, due il Crotone. Con loro il calcio italiano del più alto livello torna ad avere una fisionomia geograficamente più equilibrata, proprio nel momento in cui alcune grandi squadre meridionali, come Palermo e Messina, stanno vivendo una crisi profonda, tra fallimenti e identità violate.

l tempo non ha avuto pietà. Si pensa al Palermo, alla squadra che ai Mondiali del 2006 aveva quattro giocatori nella rosa di Lippi (Grosso, Zaccardo, Barzagli e Barone), alla squadra che ha lanciato fior di talenti, a cominciare da Dybala, e magari si fa ancora riferimento (mentale) a “Zamparini”: di fatto dopo di lui, in meno di quattro anni, si sono susseguiti ben altri sette padroni. Col risultato che nessuno sa più di chi veramente sia il Palermo (in senso emotivo). Il Palermo, che ha ereditato disgrazie e fortune dell’ultimo periodo, incluso un fallimento, sarà in serie C dalla prossima stagione. Come il Bari, l’Avellino, il Catania, per parlare di squadre che hanno vissuto momenti anche importanti nella massima serie, e ospitato grandi calciatori. L’attuale Messina, che ha un nome legale infinito (Associazione Calcio Riunite Messina Società Sportiva Dilettantistica), allenato dal figlio di Zeman, gioca addirittura in serie D. Ma sembra ieri, che nel giorno d’inaugurazione del San Filippo (40 mila posti), il Messina sconfisse la Roma di Totti 4-3. Solo nel 2005 il Messina finiva settimo in serie A.

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