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Oscar 2018, l’Italia vince con James Ivory. top dei film ‘La forma dell’acqua’

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Del Toro miglior regista, Gary Oldman miglior attore e Frances McDormand. Sam Rockwell miglior non protagonista e Allison Janney miglior attrice non protagonista. Per il movimento Time’s Up sul palco Annabella Sciorra, Salma Hayek e Ashley Judd

 

 

La creatura anfibia di Guillermo Del Toro, Dio o mostro a seconda dello sguardo che vi si posa, porta a casa il premio Oscar come miglior film e miglior regista. Il film The Shape of Water – La forma dell’acqua del regista messicano (13 nomination) conquista 4 premi con la sua favola politica. Del Toro commosso cita Spielberg e Douglas Sirk e dedica il premio ai giovani cineasti “perché credano che con il fantasy si può raccontare la realtà”. Per l’Italia è arrivato il riconoscimento che si sperava. Il maestro americano James Ivory conquista il suo primo Oscar per l’adattamento del romanzo di André Aciman di Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino. Delle quattro nomination questa per la sceneggiatura non originale era il premio più probabile ed è arrivato con soddisfazione del regista e commozione dell’autore che ha detto: “Ringrazio Luca Guadagnino per la sua sensibilità di regista”.

L’anno della diversità. È stato l’anno della celebrazione della diversità, di una serie di premi distribuiti su tantissimi titoli. È stato l’anno di Wes Studi che sul palco parla Cherokee, della giovane regista del corto Silent Child che ringrazia nella lingua dei segni, di due premi al cartoon Coco che celebra la possibilità per ogni bambino messicano di riconoscersi in un personaggio da cartoon. È stato l’anno del premio a James Ivory, quasi novantenne, il premiato più anziano della storia anch’essa novantennale dell’Academy che dice “non importa se siamo omo o etero ma tutti siamo passati attraverso l’esperienza del primo amore”. È stato l’anno delle vittime di Weinstein che sul palco si augurano che i prossimi 90 anni siano di “diversità e uguaglianza”. Ma anche del terzetto di filmaker Pixar: la produttrice che ringrazia la moglie, un regista il marito e l’altro moglie e tre figli, degli applausi al brano manifesto This is me cantato dalla “donna barbuta” di The greatest showman a Frances McDormand che fa alzare in piedi tutte le donne candidate quest’anno.

La cerimonia. Cerimonia non particolarmente brillante condotta per il secondo anno da Jimmy Kimmel ma almeno senza incidenti. Apertura vintage in bianco e nero, voce stentorea da primi radiogiornali: “Un grande onore essere qui. Lo scorso anno mi hanno chiesto se volevo fare una gag con i notai e io ho detto di no, così hanno scelto di fare un numero comico tutto loro”. Già dalle prime parole il presentatore ha fatto i conti con la clamorosa gaffe dello scorso anno, con lo scambio di buste e il premio per il miglior film al titolo sbagliato e avvertito la platea: “Quest’anno quando sentirete il vostro nome, aspettate un minuto prima di alzarvi”.

Poi il comico ha affrontato il tema dello scandalo Weinsten e avvicinandosi alla scultura a misura naturale dello zio Oscar ha detto: “Sicuramente è l’uomo più rispettoso della città: tiene le mani ben in evidenza e soprattutto non ha pene”. Ma il tema delle molestie non è soltanto un’occasione per battute e gag Kimmel ricorda l’importanza del movimento e dei risultati che Time’s Up ha raggiunto fino ad ora con la raccolta di fondi per le vittime delle molestie. Nel suo discorso introduttivo Kimmel ha fatto anche una battuta su Chiamami col tuo nome, il film di Luca Guadagnino con cui l’Italia spera: “Non facciamo film come questo per i soldi, ma per indisporre Mike Pence” ha detto il comico con chiaro riferimento all’omofobia del vicepresidente.

Il premio per la miglior regia è andato a Guillermo Del Toro per il suo The Shape of Water: “Sono un immigrato come Selma, come Gael, come il mio amico Alejandro. Credo che la cosa bella del nostro mestiere sia cancellare le linee nella sabbia e dobbiamo continuare a farlo nostante il mondo ci dica di tracciarle più a fondo. Sono felice che qualcuno abbia creduto nella storia d’amore tra un uomo anfibio e una donna muta. Come una volta James Cagney disse “mia madre vi ringrazia, mio padre vi ringrazia e i miei fratelli e le mie sorelle vi ringraziano. Io vi ringrazio”. Tornato sul palco per ritirare la statuetta come miglior film Del Toro aggiunge: “Da ragazzino in Messico non avrei mai pensato di farcela e invece eccomi qua”.

Il miglior attore protagonista: Gary Oldman. Pronostici rispettati anche per il riconoscimento al miglior protagonista andato a Gary Oldman e alla sua straordinaria interpretazione in L’ora più buia nel ruolo di Winston Churchill. “Ho vissuto negli Stati Uniti per molto tempo e devo ringraziare per le amicizie, la famiglia, la casa e ora un Oscar che questo paese mi ha dato”. Dopo aver ricordato i propri colleghi la chiusura del discorso del ringraziamento è stato dedicato alla mamma “che è più vecchia dell’Oscar perché ha 99 anni e sta guardando la cerimonia dal divano. Grazie, mamma, per il tuo amore”.

La migliore attrice: Frances McDormand. Ancora una volta, in questa lunghissima stagione dei premi, è l’attrice dei Coen a salire sul palco e a conquistare un secondo Oscar dopo quello del 1997 per Fargo. “Ho qualcosa da dire – ha esordito l’attrice statuetta in mano – Voglio ringraziare Martin McDonagh, ogni persona in questo palazzo e poi il mio clan fatto da Joe (Coen, ndr.) e Pedro (suo figlio), so che sei fiero di me”. Dopo di che alla richiesta “voglio un po’ di prospettiva” ha chiesto a tutte le donne filmaker nominate di alzarsi in piedi, a partire dalla sua amica Meryl Streep: “Guardatevi intorno tutte noi abbiamo storie da raccontare e soldi da raccogliere per realizzarle ma non parlatene stasera ai party. Prendete appuntamenti in ufficio tra un paio di giorni”.

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Il miglior attore non protagonista: Sam Rockwell. Consegnato dalla magnifica Viola Davis in un abito rosa shocking, il premio al miglior attore non protagonista è andato a Sam Rockwell, come da previsioni. Il suo ritratto di poliziotto mammone e razzista capace però di un riscatto di Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha colpito l’Academy. Dopo un forte abbraccio con il sodale Woody Harrelson è salito sul palco con un foglio pieno di persone da ringraziare, tra cui Frances McDormand sua compagna di set commossa, e se ne è andato con una dedica commovente: “Al mio caro amico Phil Hoffman”.

Trucco e parrucco a ‘L’ora più buia’. Se molto del personaggio di Churchill è merito di Oldman un grande aiuto è venuto dal terzetto composto da Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick che infatti si è aggiudicato il premio per il miglior make up per lo straordinario lavoro che hanno fatto per trasformare Oldman nel cancelliere. La statuetta è stata consegnata da Armie Hammer e Gal Gadot.

Migliori costumi a ‘Il filo nascosto’. Con quegli abiti meravigliosi, frutti del talento cinematografico del sarto Woodcock di Il filo nascosto ma in realtà dell’abile mano del costumista Mark Bridges, l’artista americano si è aggiudicato il premio per i migliori costumi. Dal palco ha ringraziato “i suoi collaboratori e in particolare Paul Thomas Anderson per aver scritto un film così straordinario”. Con il discorso più breve della serata si è aggiudicato una moto d’acqua messo in palio da Kimmel.

E dopo il premio al Miglior documentario a ‘Icarus’ di Bryan Fogel che indaga il doping negli atleti russi, c’è stato il primo momento musicale della serata con un’intensa Mary J. Blige che ha interpretato la sua Mighty River con cui è candidata. L’attrice e cantante ha infranto un record: è la prima artista ad essere stata nominata nello stesso anno per un brano e come attrice, in questo caso miglior non protagonista per Mudbound. Il film che ha ricevuto quattro nomination, racconta gli effetti della seconda guerra mondiale su due giovani soldati che rientrati a casa vivono lo stress post traumatico. Uno bianco e l’altro nero affronteranno i pregiudizi del resto della comunità sulla loro amicizia.

Triplo premio tecnino per Dunkirk, il film bellico di Chris Nolan sullo straordinario sforzo fatto per portare in salvo centinaia di migliaia di soldati britannici e francesi dalle spiagge francesi sotto l’attacco dei tedeschi. Miglior montaggio sonoro è andato a Alex Gibson e Richard King mentre Gregg Landaker, Gary A. Rizzo e Mark Weingartern sono stati premiati per il suono. Il film di Nolan ha vinto anche per il miglior montaggio di Lee Smith.

Ilpremio per la miglior scenografia è andata allo scenografo Paul Denham Austerberry e agli arredatori Shane Vieau e Jeffrey A. Melvin che hanno ricostruito l’America anni Sessanta di The Shape of Water e il mondo subacqueo dell’uomo – pesce. Un po’ di delusione per l’Italia che aveva l’arredatrice friulana Alessandra Querzola candidata per Blade Runner 2049. Appena il trio ha lasciato il palco sono apparis Gael Garcia Bernal con il chitarrist

a . L’attore messicano ha intonato Remember me dal cartoon Coco e poi ha passato la palla alla cantante Natalia Lafourcade che ha proseguito il brano in spagnolo tra ballerini e scenografie tratte dal film. Con pioggia di coriandoli finali.

Miglior film straniero è il cileno Una donna fantastica del regista Sebastián Lelio, che ha per protagonista Marina una transgender la cui vita viene sconvolta quando l’uomo che lei ama muore improvvisamente.  È in quel momento che la sua natura transgender la metterà di fronte ai pregiudizi della società in cui vive.Il premio per la miglior attrice non protagonista è andato a Allison Janney, madre manipolatrice di Tonya, il film sulla pattinatrice Tonya Harding. “Ho fatto tutto da sola… – ha scherzato sul palco l’attrice – niente potrebbe essere più lontano dalla realtà”. E lì è iniziato un lunghissimo elenco di ringrazimenti che hanno coinvolto anche la sua collega di set Margot Robbie.

A tutta animazione. Il premio per il miglior corto cartoon va al maestro dell’animazione Glen Keane (La bella e la bestia, La Sirenetta) e a Kobe Bryant per l’autobiografico Dear Basketball, mentre il premio per il miglior lungometraggio di animazione è andato, come da previsioni, a Coco, il gioiello Pixar – Disney. Sul palco sono saliti la produttriceDaniela Vega, prima presentatrice trans nella storia degli Academy, ha poi introdotto la performance del brano Mystery of love di Sufjan Stevens dalla colonna sonora di Chiamami col tuo nome con una prescrizione: “Siete pronti ad aprire il vostro cuore?”. Poi è arrivato il momento del premio per i migliori effetti speciali attribuito al Blade Runner di Denis Villeneuve e ai suoi quattro maghi degli effetti John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover. Arrivato alla sua quattordicesima nomination Roger Deakins ha vinto finalmente il suo primo Oscar per la fotografia di Blade Runner 2049.

Dopo un momento

goliardico in cui il conduttore ha trascinato un manipolo di star, compreso Del Toro e Margot Robbie, in un vicino cinema a distribuire snack e scegliere uno spettatore per presentare il prossimo premio. L’Oscar al miglior corto documentario è andato Heaven is a traffic jan on the 405 di Frank Stiefel mentre quello al miglior cortometraggio a The Silent Child di Chris Overton e Rachel Shenton che ha fatto il suo discorso di ringraziamento con il linguaggio dei segni proprio in omaggio a quei bambini, come il protagonista del loro film, non possono sentire

Per il movimento Time’s Up sul palco sono salite Anna Sciorra (“che bello rivedervi tutti, è passato un po’ di tempo”), Ashley Judd e Salma Hayek che hanno ricordato che in questi mesi “molti hanno detto la loro verità e lentamente una nuova strada è emersa, nuove e differenti voci sono emerse che insieme finalmente possono dire Time’s Up”. Hayek si è augurata che i prossimi 90 anni possano essere di “diversità e uguaglianza”. Tutte e tre queste attrici hanno denunciato Harvey Weinstein di molestia.

Il premio per la miglior sceneggiatura originale è andata all’horror politico del regista afroamericano Jordan Peele Get Out. Peele dal palco ha detto: “Ho scritto questa sceneggiatura venti volte perché mi sembrava impossibile funzionasse, quindi dedico questo premio a chi mi ha permesso di far sentire la mia voce”.

La musica struggente di Alexandre Desplat per The Shape of Water ha vinto l’Oscar per miglior colonna sonora e ha ringraziato il regista Del Toro per avergli ispirato questa “melanconia dell’amore”. Mentre la migliore canzone è stata giudicata, a sorpresa, Remember me dal cartoon Coco. La firma la coppia artistica ma anche nella vita Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez che hanno salutato le figlie in platea.

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