mercati immobiliari più attraenti d’Europa

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mercati immobiliari più attraenti d’Europa

Con la crisi finanziaria del 2007, i prezzi delle abitazioni in tutto il mondo sono scesi in maniera significativa.

Da quel momento in poi, però, le sorti dei diversi paesi sono andate in direzioni molto diverse. Questo ha creato, ad oggi, un serio differenziale di performance tra i migliori e peggiori paesi in Europa per performance del mercato immobiliare.

Abbiamo discusso di questi temi con Davide Buccheri, un esperto di mercati finanziari che ha lavorato nella City of London, presso M&G Investments, dove si occupava di prodotti cartolarizzati.

“In Europa la situazione è un po’ particolare, in quanto abbiamo due gruppi assai distinti di paesi. Quelli più internazionali, legati al mercato del credito internazionale, e quelli con un focus più domestico.”

“La loro performance è ovviamente stata assai diversa. Il primo gruppo di paesi, infatti, è stato colpito in pieno dalla crisi finanziaria, con forti cali nei prezzi delle abitazioni nel 2008. Gli esempi più chiari di paesi in questo gruppo sono probabilmente il Regno Unito e la Norvegia.”

“Il secondo gruppo di paesi, invece, è caratterizzato da un mercato del credito più chiuso e con focus domestico. Ciò ha voluto dire che questi mercati non sono stati colpiti assai duramente dalla crisi. L’esempio più chiaro di questo trend è la Germania, ma ci metterei dentro anche il Portogallo probabilmente.”

“In questo secondo gruppo, la performance del settore immobiliare non è stata colpita molto dalla crisi del 2008. Vi è stato, però, un calo sostanziale a partire dal 2010 – 2011. Questo è il periodo in cui la crisi del debito greco è venuta a galla.”

“Quest’incertezza attorno al debito sovrano ha causato in Europa certamente più danni che la crisi dei mutui americani. Infatti, l’aumento degli spread sovrani ha causato un aumento sostanziale dei pagamenti dovuti sui mutui, sia esistenti che nuovi. Questo ha da un lato portato ad un aumento sostanziale dei default, e dall’altro ad una diminuzione drammatica della domanda. Mettendo assieme questi due trend, otteniamo delle condizioni orribili per il mercato immobiliare, che hanno infatti portato al suo crollo in diversi paesi della periferia Europea.”

“E’ interessante come tutto questo non abbia praticamente toccato Norvegia e Regno Unito che, dopo un’iniziale crollo nel 2008, hanno avuto una performance del settore immobiliare molto forte per il decennio successivo.”

“I paesi periferici, invece, sono rimasti in una situazione di stallo fino alla fine del 2013. Da quel momento in poi, anche loro sembrano aver trovato la formula giusta per far ripartire il mercato immobiliare.”

Come investitori, quindi, dove ci lascia tutto questo? Secondo Davide Buccheri, i paesi della periferia hanno ancora spazio di crescita. “Sono almeno 3 anni indietro nel ciclo quando li compariamo a Regno Unito e Norvegia. Alcuni di questi paesi, come ad esempio l’Italia, sono ancora ai livelli di prezzo del 2011. Se dovessi scegliere un mercato su cui puntare, questi sembrano decisamente una proposizione attraente per un investitore.”

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