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Sono nove titoli diversissimi fra loro ma tutti ugualmente interessanti. Tra loro c’è il film con cui corre il nostro Luca Guadagnino e la commedia dell’unica regista. Scopriamoli insieme hiamami col tuo nome, Dunkirk, Get Out, Il filo nascosto, Lady Bird, La forma dell’acqua, L’ora più buia, The Post, Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Sono questi i magnifici nove che corrono per l’Oscar come miglior film, la statuetta più importante che viene consegnata per ultima, nella lunghissima cerimonia al Dolby Theater che per il secondo anno consecutivo sarà condotta dal comico Jimmy Kimmel. Ora che i votanti dell’Academy (più di 7000 persone) hanno finito il loro compito, comincia il conto alla rovescia verso la notte del 4 marzo. Nell’attesa cerchiamo di conoscere meglio i titoli che si sfidano per il premio più importante. Il record delle nomination (13 in tutto) per l’edizione 2018 va al fantasy di Guillermo Del Toro La forma dell’acqua – The Shape of Water, storia d’amore tra una donna delle pulizie muta e un uomo pesce nell’America della Guerra fredda.

Con otto candidature c’è il film bellico Dunkirk di Christopher Nolan che racconta come durante la Seconda Guerra mondiale centinaia di migliaia di truppe alleate intrappolate sulla spiaggia francese di Dunkerque furono liberate dagli Spitfire della RAF e da centinaia di piccole imbarcazioni che misero in attop un un disperato salvataggio. Tra gli aspetti più impressionanti del film c’è la scelta di girare in esterni dove gli eventi hanno realmente avuto luogo: in Francia utilizzando la tecnologia IMAX insieme alla pellicola 65mm.

Il favorito come miglior film, almeno secondo i bookmaker e gli addetti ai lavori, è Tre manifesti a Ebbing, Missouri dell’anglo-irlandese Martin McDonagh. Protagonista Frances McDormand, favorita come miglior attrice, nei panni di una donna che lotta per avere giustizia dopo che sette mesi fa sua figlia è stata violentata e uccisa. Una dark comedy con un cast strepitoso (tre sono gli attori candidati) raccontata con un umorismo nero tagliente e corrosivo. Sette nomination.

L’ora più buia è il ritratto di Winston Churchill in uno dei momenti più difficili della storia moderna della Gran Bretagna. Gary Oldman, favorito come miglior attore interpreta il Cancelliere nel momento in cui le nazioni Alleate capitolano agli attacchi della Germania nazista e l’esercito britannico è bloccato in Francia. Col proprio partito cospirante contro Re Giorgio VI, Churchill deve affrontare il supremo dilemma: negoziare un trattato di pace con Hitler e salvare il popolo britannico, o combattere fino alla fine, contro ogni ostacolo e previsione?

Sono sei le candidature del film di Paul Thomas Anderson Il filo nascosto, sul sarto inglese Woodcock ispirato alla figura di Cristóbal Balenciaga. Lo interpreta Daniel Day-Lewis in quello che dovrebbe essere il suo ultimo ruolo, accanto a lui due personaggi femminili forti: la moglie e la sorella interpretate da Lesley Manville (candidata) e Vicky Krieps. Anderson con questo film debutta anche come direttore della fotografia.

Lady Bird, cinque candidature, è il debutto alla regia dell’attrice e sceneggiatrice Greta Gerwig (unica donna nella cinquina dei registi candidati solo quinta in tutta la storia dell’Academy) che racconta gli ultimi mesi di liceo dell’adolescente interpretata da Saoirse Ronan (candidata a miglior protagonista) e del suo conflittuale rapporto con la madre (Laurie Metcalf, ugualmente nominata come non protagonista).

Il film del regista italiano Luca Guadagnino Chiamami col tuo nome corre in quattro categorie. Il romanzo di formazione (tratto dal libro di André Aciman) di un giovane americano (Timothée Chalamet) che trascorre l’estate nella grande casa di vacanze dei genitori a Crema e la scoperta del sesso e dell’amore attraverso l’incontro con uno studente del padre (Armie Hammer). Il film è candidato oltre che per miglior film, migliore adattamento, miglior attore e miglior canzone del cantautore folk Sufjan Stevens.

Il vero outsider della gara è l’horror politico Get Out, scritto e diretto dall’ex comico afroamericano Jordan Peele. Un film antirazzista che mescola i generi (c’è anche parodia e umorismo insieme alla tenzione) per raccontare del weekend del nero Chris all’incontro con i genitori wasp della bella fidanzata, con inquientanti risvolti. Quattro nomination ma tutte importanti, compreso miglior regia e miglior protagonista, Daniel Kaluuya.

Ha soltanto due nomination il film di Steven Spielberg The Post. Candidato come miglior film e per la sua protagonista, Meryl Streep, alla sua ventunesima candidatura (un record), il film racconta i Pentagon Papers, l’inchiesta che fece emergere documenti segreti che riguardavano la guerra in Vietnam e la decisione di proseguirla sebbene fosse chiaro che non avrebbe portato la vittoria. Il film racconta l’epoca dal punto di visto dell’editrice Katharine Graham, prima donna alla guida del Washington Post.