POLE DANCE – ARGENTINO – ITALY – BRASIL

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La linea Sculpt del brand Yamamay si rinnova e Pole Dance

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yamamay sculpt

yamamay sculpt light

Si chiama Sculpt Light la nuova linea di casa Yamamay, già presente in tutte le boutique del famoso marchio. La brillante innovazione sta ripetendo il successo di mercato delle precedenti collezioni dell’intimo modellante contenitivo. In che cosa differisce dalle passate linee Sculpt? La novità Light sta nel nuovo tessuto Sensitive, trasparente e leggero. Un aiuto importante per la donna che ricerca comfort e praticità nella vita dinamica di tutti i giorni. Testimonial della linea Sculpt è l’attrice e modella argentina Clara Alonso che indossa i capi di Yamamay Sculpt Light durante una serie di pose da pole dance. A dimostrazione del fatto che la libertà di movimento è assicurata ed anche l’effetto shaping.

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Il brand Yamamay ha preso a cuore il lavoro di perfezionamento della sua linea modellantecontenitiva. Con l’obiettivo di fornire alle donne una lingerie che regali una totale libertà di movimento ed un’alta traspirabilità. Per questo il tessuto Sensitive ha il taglio vivo e senza cuciture, per aderire al corpo come una seconda pelle. E contiene la lycra che sostiene ma non comprime. Infatti l’effetto contenitivo è assicurato. Grazie anche al tessuto doppiato in alcuni punti cruciali che perfezionano efficacemente la silhouette e valorizzano al meglio le curve femminili.

La linea Sculpt Light

Reggiseni e slip in coordinato oltre ai body e ai leggings sono i capi che compongono questa collezione. Le varianti colore tra cui scegliere sono total black e nudo. L’intimo modellante di Yamamay esalta la femminilità della donna che sa come vuole vedersi e di fatto scolpisce, sostiene e slancia.

Polonia, il traffico si ferma: c’è la pole dance

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Come fermare automobili e pedoni? Lo sanno bene queste tre ragazze che hanno scelto come location della loro performance di pole dance un palo della segnaletica stradale, a Lodz, in Polonia. Una combinazione tra ginnastica e danza, quella della pole dance, a cui si sta appassionando un crescente numero di persone. Unico attrezzo indispensabile per allenarsi: un palo a cui avvinghiarsi. Facile, allora, che lo spazio urbano si trasformi in palestra per un giorno, come in queste immagini
(afp)

Fonte:repubblica.it

Инстаграм подсчитал упоминания аккаунтов, постов и сториз моделей в других социальных сетях и в СМИ и составил рейтинг 10 самых обсуждаемых героинь фотосессий. 10 ЭМИЛИ РАТАЙКОВСКИ

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Инстаграм подсчитал упоминания аккаунтов, постов и сториз моделей в других социальных сетях и в СМИ и составил рейтинг 10 самых обсуждаемых героинь фотосессий.

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ЭМИЛИ РАТАЙКОВСКИ

В 2017 году Ратайковски, которая, кстати, позиционирует себя не только как модель и актриса, но и как активистка (да-да, Эмили грудью вступается за феминизм), запустила собственную марку купальников, а значит, снимков в бикини стало еще больше. Правда, без ложки дегтя тоже не обошлось: в феврале 2018-го Эмили поведала инстаграму, что вышла замуж. Страшно даже предположить, как много из 16 миллионов сердец ее подписчиков были разбиты.

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ЖОЗЕФИН СКРИВЕР

Датчанка Жозефин Скривер так эффектно смотрится в нижнем белье, что когда два года назад ее назначили «ангелом» Victoria’s Secret, никто даже не удивился: поделом! С тех пор акцент на «обнаженке» в аккаунте закономерно усилился: даже когда Жозефин не демонстрирует очередной бельевой комплект, она непременно выбирает самый откровенный наряд из возможных.

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БАРБАРА ПАЛВИН

Sorpresa o no, “sparato” Barbara grazie a Justin Bieber: nel 2012, l’anno non è senza ragione, ci sono state voci circa il romanticismo del cantante canadese con il modello ungherese. Da allora, Bieber e andato, e Barbara Palvin non hanno più bisogno di un grande nome pretendente per attirare seguaci: per quel carattere di riviste maschili, e la fantasia, ci sono altre attività.

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ADRIANA LIMA

Bruciare brasiliano – la più lunga durata degli attuali “Angeli» Victoria ‘s Secret: il prossimo anno si celebrerà il 20 ° anniversario della visita a questo prestigioso incarico. E non ho intenzione di aggiungere ancora le mie ali. E perché? Oggi Adriana vale venti anni fa. E forse meglio. Le prove con un’invidiabile regolarità ricevono undici milioni di abbonati in instagram.

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HALEY BALDWIN

famiglia nota (padre – Stephen Baldwin, zio – più volte raffigurante Trump Alec), la famosa ragazza (sulla manopola di velocità – Kendall e Gigi), un noto ex-fidanzato (l’onnipresente Bieber) – che si basano sul popolare Hailey Baldwin. In instagram, tuttavia, devi sbuffare. Ed è qui che vengono in aiuto di numerosi selfie e le foto in costume da bagno, che la ragazza con un passato danza classica e il modello attuale sembra essere un milione.

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KARA DELEVIN

Decidendo di conquistare Hollywood e le sue controparti europee, con l’attività di modellismo, la 25enne inglese praticamente ha legato. Se per le riviste è ancora almeno rimosso (alla fine, Kara ha un contratto con Dior), poi sul podio esce ora in esclusiva per un grande amore. Ad esempio, a Christopher Bailey, che ha affidato alla ragazza di chiudere il suo spettacolo finale per Burberry. Quindi è più piacevole per 41 milioni di persone avere accesso giornaliero all’archivio fotografico regolarmente aggiornato Delevin in instagrama.

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BELLA HADID

La sorella minore Hadid sa come si prega di 17 milioni di fedeli fan: eccola sta proponendo in biancheria intima o prima o dopo la festa Dior, ma – a piedi un minuscolo bikini in vacanza. Quindi non crederai subito che in un’intervista a Bell con un’invidiabile regolarità si lamenta della sua eccessiva timidezza. Tuttavia, che instagram non è un modo per combatterlo?

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GISELE BÜNDCHEN

Due anni fa, il modello di punta principale Zero ufficialmente detto addio al podio, ma è infinitamente gambe lunghe e forti pressioni possono ancora ammirare in instagrame. Bundchen, tra l’altro, è un raro modello, che è condiviso con gli abbonati non solo foto di se stessa: ci sono bambini e il marito, giocatore di football (quarterback Gisele sposato New England Patriots Tom Brady), e anche coltivate nei propri cetrioli giardino. In generale, non dire che non ti abbiamo avvertito.

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GIGI HADID

Questa ragazza nell’istagram è strettamente legata al caso: ogni seconda foto è un promemoria di relazioni amichevoli con questo o quel marchio. Sembra che la vita di Gigi sia continua collaborazione e contratti pubblicitari: con Tommy Hilfiger, Stuart Weitzman, Reebok. Tuttavia, un tale impegno per la modellistica fornisce 38 milioni di follower con regolari reportage fotografici da riprese, proiezioni e presentazioni, il che significa che non c’è nulla di cui lamentarsi.

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KENDALL JENNER

Dopo lo scandalo dello scorso anno con Pepsi, Kendall si è notevolmente dimesso e ha persino iniziato a perdere la settimana della moda. Ma nel suo Instagram-conto la vita è ancora in pieno svolgimento: c’è lei pone in costume adamitico e presenta una abbronzatura in rosso – come Pamela Anderson in “Baywatch” – costume da bagno, o addirittura in qualsiasi conveniente opportunità che vanta la stampa e altre parti il suo corpo cesellato.

Aarifa Bhinderwala: la pioniera del ballerino indiano

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Aarifa Bhinderwala: la pioniera del ballerino indiano

(CNN)Alla fine di una corsia polverosa al largo di una frenetica autostrada in un sobborgo di Mumbai, è un condominio dall’aspetto molto ordinario. Una musica piena di soul esce da una finestra. Ma in un appartamento al primo piano sta accadendo qualcosa di molto insolito .

All’interno della luminosa camera da letto blu di Aarifa Bhinderwala, non c’è un letto, un armadio o un tavolo – solo quattro pali di acciaio lucido che si estendono dal pavimento al soffitto. Bhinderwala, 28 anni, ha dormito su un materasso nel soggiorno per anni.
Dalla sua camera da letto, pratica e insegna lo sport della pole dance.
È un’occupazione controversa per una donna in India, che ha ancora dei valori conservatori quando si tratta di norme di genere.
Ma Bhinderwala dice che non è in grado di distruggere gli stereotipi o sfidare le percezioni.
“Lo faccio perché lo amo”, dice. “Sono un romantico senza speranza, tutto ciò che faccio nasce dall’amore”.

Pole position

La relazione amorosa di Bhinderwala con la pole dance è iniziata tre anni fa mentre visitava sua sorella a Perth, in Australia. Ha visto una pubblicità per una lezione di pole dance e ha deciso di provarla.
“Mi piaceva l’atmosfera della classe: le luci, la musica, le donne di tutto il mondo, l’alta energia – era come una festa”, dice. “L’ho trovato affascinante.”

Bhinderwala fa sembrare facile l'inversione.

Dopo un paio di settimane, ha raggiunto la sua prima inversione: una posizione di testa rovesciata sul palo. In precedenza, non aveva mai fatto una verticale.
Per i successivi due anni e mezzo, mentre ha completato il suo Master in sociologia all’Università di Mumbai, Bhinderwala ha fatto il giro tra India e Australia, dove ha frequentato corsi di pole dance, diventando infine ballerina di livello avanzato.
“Poling ha trasformato la persona dentro di me, sia fisicamente che mentalmente”, dice Bhinderwala alla CNN, nel mezzo esibendo una serie di mosse acrobatiche.
“È edificante, autorizzante e umiliante”, afferma Bhinderwala. “È una sensazione incredibile quando impari a tenere e controllare il tuo peso corporeo nell’aria, cammini con una rinnovata fiducia in se stessi”.

Bhinderwala gestisce uno degli unici studi di danza del palo di Mumbai.

Bhinderwala ha iniziato a coreografare la propria routine polare con una serie di colonne sonore di musica – soul, jazz, vecchio stile Hindi. È diventato una forma d’arte.

Pole dancing in India

Anche se le origini della pole dance si possono far risalire all’antico sport indiano di mallakhamb, in cui i lottatori si allenano eseguendo ginnastica su pali di legno, la pole dance nella maggior parte del 20 ° secolo era associata a squallidi locali notturni.
Negli ultimi due decenni, tuttavia, la danza polare o verticale, come si è anche detto, si è evoluta in uno sport, fornendo un allenamento ad alta intensità che sviluppa la forza centrale e richiede un coordinamento estremo.
Le donne, a quanto pare, stanno riprendendo il palo e trasformandolo in qualcosa di positivo.
Nel 2008, Katie Coates e Tim Trautman hanno fondato la International Pole Sports Federation (IPSF) con sede nel Regno Unito e l’organizzazione stabilita per standardizzare regole, regolamenti, sistemi di punteggio, politiche e formazione dei giudici . Oggi, ci sono più di 30 campionati nazionali, un campionato mondiale e un quadro di coaching e di valutazione, secondo il sito web della federazione.
Nel 2015, l’IPSF afferma che più di 2.500 atleti hanno gareggiato in 26 paesi per qualificarsi per i Campionati del Mondo “con un numero crescente di uomini e bambini” che hanno preso parte. L’IPSF afferma che il suo obiettivo a lungo termine è l’inclusione della pole in eventi sportivi internazionali come i Giochi Olimpici.
Coates dice alla CNN che non ha mai sentito parlare di nessuno dall’India in competizione in pole.
“L’India è un’enorme popolazione demografica, saremmo lieti se venisse catturato lì”, dice.
A Mumbai – una città di almeno 18,5 milioni di persone – la CNN può trovare solo prove di due studi di danza. Bhinderwala ne gestisce uno e Shilpa Rane, 44 anni, gestisce l’altro.

Bhinderwala mostra le sue mosse fuori dallo studio.

Dopo essersi allenata nella pole dance negli Stati Uniti e nel Regno Unito, è stata una delle prime donne a insegnarla a Mumbai nel 2002. A quel tempo, dice, il mercato non era pronto per questo.
“Non è stato considerato qualcosa di buono per ragazze”, dice alla CNN.
Secondo Rane, gli atteggiamenti stanno cambiando. Dice che le donne indiane urbane riconoscono la pole dance come una forma di forma fisica e sono pronte ad abbracciarla.
Bhinderwala tiene lezioni di gruppo tre volte alla settimana e si allena per due ore al giorno. Non fa pubblicità ai suoi corsi – dice che non ne ha bisogno.

Bhinderwala pratica due ore al giorno.

Una gamma eclettica di donne assiste, da donne d’affari e dottori a casalinghe e modelle. Anche la loro età varia: lo studente più anziano di Bhinderwala ha 49 anni.

Andando virale

Bhinderwala ha iniziato a ottenere riconoscimenti a Mumbai quando la società dei media, Culture Machine, ha presentato il suo viaggio sul suo canale digitale per donne, Blush.
Nel video , Bhinderwala afferma: “Non tutte le persone coperte sono conservatrici e non tutte le persone che indossano abiti più succinti hanno una mentalità molto ampia”.
Ad oggi, è stato visto oltre 1,3 milioni di volte.

Bhinderwala nel mezzo di un'altra delle sue complicate mosse.

“Speriamo che (Bhinderwala) incoraggi le donne ad esprimersi in qualsiasi modo desiderino e (ispirandole a) non essere impantanate dal dogma”, dice Akanksha Seda, creative e channel director di Blush. Bhinderwala ha sicuramente conquistato un pubblico. I lividi e le bruciature – lei li chiama le sue medaglie per inchiodare ogni mossa. Nafisa Bhinderwala, madre di Aarifa
Su Instagram , ha circa 6.000 follower ai quali pubblica regolarmente foto e video mentre esegue movimenti complicati.
“Mi aspettavo un sacco di reazione”, dice. “Invece, le persone commentano le mie forze e dicono: ‘Questo è così duro, sei così forte'”.
La sua più grande fan è sua madre, Nafisa Bhinderwala, un’insegnante di scuola in pensione.
“Sono una madre orgogliosa quando la vedo in cima al palo, in equilibrio su un arto e facendo inversioni e godendo di tutto: i lividi e le ustioni – li chiama le sue medaglie per inchiodare ogni mossa”.
Nafisa è a conoscenza dell’associazione negativa che la pole dance ha avuto in India, ma non è confusa.
“Sono orgoglioso che mia figlia abbia scelto qualcosa di diverso, sta rompendo i miti sulla pole dance e ha tutto il mio sostegno”, ha detto alla CNN.

Ruolo maschile sul palo

Per aiutare il suo sport a diventare meglio riconosciuto e rispettato, Bhinderwala vuole rimuovere l’iper-sessualità associata alla pole dance.
Un modo per raggiungerlo, dice, sarebbe quello di far ballare gli uomini in pole dance – anche se Bhinderwala deve ancora avere un uomo in una delle sue lezioni, sta lavorando a un programma che spera piacerà agli uomini.
Bhinderwala spera di sradicare l’immagine negativa dello sport.
La pole dance sta gradualmente diventando più popolare tra gli uomini nel circuito internazionale. Trentacinque uomini si sono registrati per partecipare ai Campionati Mondiali di Pole Sport in Olanda quest’anno. Nel 2012, il primo anno in cui è stata introdotta una categoria maschile, solo cinque uomini hanno preso parte, secondo Coates.
Bhinderwala dice che la pole dance ha insegnato le sue lezioni sulla perseveranza, il duro lavoro e il perdono. E non è per i deboli di cuore: la pelle lividi e brucia facilmente mentre impara a padroneggiare lo sport.
“Rispetto il mio corpo così tanto”, dice Bhinderwala. “Ci ho messo tanto, il mio corpo mi ha insegnato a perdonare, perché mi perdona.”

Maneskin, per loro uno Speciale Webnotte: la band e un successo che non si ferma più

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Una bomba come non se ne vedevano da tempo. A X Factor ma anche, più in generale, in circolazione. Odore di novità, non le solite cose, qualcosa che sfiora la rivoluzione. Måneskin: basta il nome per scatenare scene di isteria. Le donne, soprattutto, per Damiano: dalle nonne alle nipoti passando per mamme sorelle cugine. Ma pure chi s’intende di musica, performance, presenza scenica. A loro è dedicato lo Speciale Webnotte di stasera, in streaming  Damiano, Victoria, Thomas e Ethan saranno in studio con Ernesto Assante per raccontare la loro avventura, i progetti, il tour. E parlare di un successo sorprendente.

band romana, composta da giovanissimi (solo Damiano ha diciott’anni, gli altri fra i 16 e i 17) rappresenta una novità nel panorama pop italiano con quel mix di indie rock, reggae, pop, con la vocalità soul del frontman. I riferimenti di storia dello stile nel mondo del rock, del cinema, delle arti performative sono continui e rivisitati in maniera innovativa, personale. Il loro EP di debutto, Chosen, uscito a metà dicembre, ha conquistato il Disco d’oro. Il singolo Chosen un Disco di platino, oltre 7 milioni di visualizzazioni e altrettanti streaming su Spotify. Un successo di pubblico straordinario. Per il firmacopie alla Feltrinelli di Bari, ad esempio, sono state chiuse due strade per motivi d’ordine pubblico.Il singolo è stato scritto e prodotto dagli stessi Måneskin, così come la seconda traccia Recovery. Prodotto da Lucio Fabbri e contenente anche le cover assegnate alla band da Manuel Agnelli durante X Factor, il disco raggruppa: Vengo dalla Luna (Caparezza), Beggin’ (Frankie Valli & Four Seasons), Let’s get it started (The Black Eyed Peas), Somebody told me (The Killers), You need me, I don’t need you(Ed Sheeran).

Adesso li aspetta un tour per 21 date in tutta Italia. Dopo l’annuncio, i biglietti sono finiti in sei ore. Si parte sabato 17 febbraio 2018 dall’Afterlife di Perugia, poi il 24 all’Hart di Napoli, il 25 al Demodè di Bari, il 2 marzo a I Candelai di Palermo, sabato 3 al Land – La Nuova Dogana di Catania, l’8 al The Cage Club Club di Livorno, il 9 al Viper di Firenze, l’11 al Vox Club di Nonantola, il 15 e 17 al Locomotiv di Bologna, il 18 al Campus Industry Music di Parma, a Milano suoneranno il 21 e 23 marzo e il 20 aprile in Santeria Social Club, il 24 marzo saranno al New Age Club di Treviso, il 26 al Liv Club di Bassano del Grappa, il 30 marzo all’Hiroshima di Torino e il 31 al Crazy Bull di Genova. Tre date a Roma, dove la band si esibirà al Quirinetta il 6, 7, e 22 aprile. Per chi proprio non riesce ad aspettare: oggi alle 21,

Double texture, undone waves, ricci e trecce: le acconciature primavera e estate secondo Toni & Guy

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Bellezza autentica, unica e personale, adatta a ciascuno e completamente sostenibile e “urban street style”. Questo il messaggio che vuole lanciare Toni & Guy con la sua collezione di hairstying per la primavera e estate 2018. Alla cui creazione abbiamo assistito  e che vi raccontiamo attraverso le immagini e le parole di chi l’ha inventata e realizzata

er la prossima primavera e estate noi di Toni & Guy stiamo lavorando sul richiamo alla naturalezza ma con la costante attenzione ai particolari, ai dettagli. Perché questo è quello che ci piace fare». Così esordisce Fabrizio Palmieri, Artistic Director di Toni & Guy Italia nel descriverci i look messi a punto per la prossima stagione, durante quelli che Charity Cheah, co-founder di Toni & Guy Italia ha descritto come “bootcamp creativi”, ovvero progetti creativi di gruppo formati da una squadra di “menti creative” sparse in tutta Italia e che per l’occasione operano uno scambio di idee, ispirazioni e creatività da cui scaturiscono quelle che saranno poi le tendenze di stagione. «Con questa filosofia noi cerchiamo non di imporre la tendenza, ma di adattare e tradurre le correnti che giungono dalla strada e dalle passerelle con un approccio sartoriale, tailor made», spiega ancora Charity Cheah.

Double texture, undone waves, ricci e trecce: le acconciature primavera e estate secondo Toni & Guy

Bootcamp al quale abbiamo partecipato, vivendo in prima persona il lavoro di creazione dei nuovi look primavera e estate, la cui parola chiave è “urban street style”, un mood, spiega Fabrizio Palmieri, che è emerso dalle ultime passerelle e che sembra prefigurare quasi un ritorno al ’68, con una maggiore attitudine e un richiamo verso le cose più naturali e vissute: «Le tendenze nascono dal basso per arrivare in alto. C’è la ricerca di qualcosa di naturale ma con uno spirito urbano che dà modo di interpretare questi look con molta semplicità. Questo è il messaggio che vogliamo dare: l’acconciatura non deve essere un qualcosa di studiato e eccessivamente lavorato, ma si può ottenere con poco lavoro e molta naturalezza» Il risultato è la creazione di moderni hairlook, super glam ma dotati di un marcato urban appeal, caratterizzati da molteplici effetti come la doppia texture, mat e wet e numerosi stili, che vanno dalle onde alle trecce, alle ponytails, ai ricci, alle frange e ai ciuffi. L’importante è che alla base ci sia sempre il concetto di “tailor made”, ci tiene a precisare Palmieri, partire da una tendenza ma per personalizzarla, su qualunque persona, lunghezza, texture: «Si utilizzano delle tecniche interessanti nei backstage ma tutto nasce dalla spontaneità e i look attuali sono proprio street, non derivano da diktat dei designer ma arrivano direttamente dalle ragazze, anche dalle modelle nei backstage che in un certo modo già indossano queste acconciature. Quello che vogliamo fare noi questa stagione è cercare di dare un tocco professional attraverso prodotti e tecniche che vengono realizzate in poco tempo (nei blackstage) ma che tutte possono realizzare, perché tutti possano sentirsi modelle per un giorno». Quali sono, dunque, le tendenze di questa stagione e come si realizzano i look?

Double texture, undone waves, ricci e trecce: le acconciature primavera e estate secondo Toni & Guy

MIX DI TEXTURE

«Ci sono sempre dei forti cambiamenti e dei forti mix in atto e uno di questi riguarda la mescolanza di tessiture, wet e mat, che si ottiene tramite l’uso di tecniche diversificate ma anche con prodotti diversificati – spiega Fabrizio Palmieri -. Con l’utilizzo del gel possiamo ottenere dei look molto forti sulle attaccature, quindi lasciare dei segni con un pettine largo fino a metà testa e una texture più morbida, quindi più opaca, sul resto delle lunghezze, utilizzando magari dei sea salt spray che danno l’effetto un po’ vissuto, beach, come può accadere al mare».

Double texture, undone waves, ricci e trecce: le acconciature primavera e estate secondo Toni & Guy

UNDONE WAVES

«Onde “sfatte”, non costruite, lievemente accennate, eleganti e caratterizzate da un forte spitiro urban per hairlook morbidi e naturali».

WAVY PONYTAIL

«Una delle tendenze forti delle ultime stagioni sono state le onde che per questa stagione abbiamo applicato anche alle code di cavallo, basse e non troppo alte, con un nodo stretto e con la parte restante dei capelli lasciata morbida e ondulata, lavorata con un ferro grande per ottenere una tessitura naturale. Non c’è l’idea dello sleek, della pulizia ricercata sulle lunghezze ma di un effetto molto semplice e adattabile a qualunque persona e lunghezza».

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BOYISH BANGS

«Un’altra delle tendenze molto forti vista di recente sui catwalks internazionali è l’introduzione di “boyish bangs”, frange e ciuffi ribelli. Bangs è il termine americano, fringe in inglese e frangia o ciuffo in italiano. La tendenza è un look un po’ boyish, maschile ma con tocchi di femminilità, ma con un’allure femminile».

SWEPT OVER

«Quello che vediamo frequentemente nel backstage è l’utilizzo di quelle che vengono definite “babes hair”, attaccature morbide nella zona frontale e l’idea creativa è quella di prendere quei capelli e creare un look che si chiama Swept Over, che significa prendere delle ciocche di capelli e portarle da un lato all’altro del volto o davanti, con effetto vedo-non-vedo. Noi le abbiamo usate per mettere in risalto i lineamenti della nostra modella e quindi contornare il viso attraverso l’uso di un gel o di uno spray molto leggero».

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MESSY BUN

«A volte si è stanchi di creare delle acconciature troppo classiche e con gli chignon, o le varie forme come banane e french twist, a volte si diventa troppo retrò. Allora l’alternativa è prendere i capelli, annodarli su se stessi, lasciare le punte fuori per creare delle forme anche semplici ma morbide e soprattutto personalizzate. L’uso dei prodotti è fondamentale nell’ottenere dei look effortless, perché spesso il rischio quando si raccolgono i capelli è di creare degli up-dos troppo sofisticati. C’è una linea molto sottile tra un look che ricorda il mondo delle sfilate e un qualcosa di retrò. Perché è bello prendere idee dal passato, ma l’importante è filtrarle e renderle moderne».

MESSY SHORT

«Recentemente, negli ultimi due anni, abbiamo visto irrompere nel mondo della moda le insta face, ragazze giovani e giovanissime che hanno una popolarità sui social media e una loro immagine definita e che i designer hanno preso come ispirazione. Tra queste, abbiamo visto molti tagli corti ma dalla forte femminilità e la nostra idea è stata quella di creare un mood boyish con touch femminile, che è il nostro modo di vedere e interpretare il corto oggi, magari con un tocco messy e irregolare».

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CURLS

«Ricordo, negli anni passati, arrivare nei backstage delle ragazze ricce non prese in considerazione per la loro chioma naturale. Io ho sempre amato i capelli ricci e vedo negli ultimi tempi sempre più donne ricce. Ci piace lasciarle naturali, riprendendo il movimento naturale dei loro curls per lasciarli vivere. Quindi si registra un ritorno al riccio in chiave naturale, riprenderne la struttura e renderla semplice. Valorizzare la propria naturalezza è il messaggio che vogliamo dare e se la natura ci ha dato delle caratteristiche particolari, perché non metterle in risalto?».

MULTI BRAIDS E TINY BRAIDS

«Anche le trecce, must have delle ultime stagioni, tornano ma in versione multi o tiny, tante piccole treccine che insieme formano scenografiche acconciature, look sperimentali e originali. Le tiny braids vengono utilizzate anche per dettagli al centro della testa o sulle tempie».

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Come può una ragazza o una donna normale adattare tutti questi look alla vita di tutti i giorni?
«Il concetto di “adattare” è molto importante per Toni & Guy – spiega Charity Cheah -. Non vogliamo essere una voce autorevole ma senza cuore e capacità di adattamento, vogliamo essere autorevoli certo, ma andare oltre la moda e pensare alle persone vere, con i loro pregi e difetti. Questo secondo me è il fattore vincente: la bellezza oggi deve essere autentica, sostenibile e dunque usiamo prodotti naturali quando possibile, ma soprattutto personale, non si può più copiare una bellezza altrui. Infatti con la scelta delle modelle ho voluto seguire un approccio street, niente regole, abbiamo mischiato anche abbigliamento sportswear con il griffato, tacchi e sneakers, colori fluo e gessati, perché oggi tutto va ma l’importante è stare bene. La filosofia di Toni & Guy è “Feel Good Look Good”, perché per prima cosa dobbiamo sentirci bene. E con questa filosofia abbiamo celebrato i nostri primi 20 anni».
Come è avvenuta la scelta delle modelle?
«Abbiamo cercato di scegliere modelle non convenzionali, ragazze caratterizzate da uno stile street, magari con qualche ‘difetto’ inteso come tratto distintivo o caratteristica speciale che abbiamo voluto mettere in risalto. Perché noi crediamo nell’unicità delle persone, soprattutto oggi che non va più la bellezza stereotipata come negli anni Novanta, quando dominava la perfezione delle super modelle, oggi sei bella perché sei un mix di più etnie, con tutti i pregi e di difetti, capelli rossicci, labbra grandi, lentiggini e perché oggi la bellezza è essere unica, autentica e avere la sicurezza di essere se stesse. Inoltre, nel Dna di Toni & Guy c’è la volontà di rappresentare un linguaggio, un messaggio adattabile a tutti. Noi siamo il simbolo dello street style cool, che si caratterizza per un mix di stile, glamour ed energia e crediamo che oggi la bellezza debba essere autentica, sostenibile ma, soprattutto, personale», conclude Charity Cheah.

Milano Fashion Week 2018: tra technicolor e allure retrò

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Guardare al passato. Questo il messaggio che sembrano trasmettere i beauty look che hanno sfilato sulle passerelle milanesi per l’autunno e inverno 2018/19. Tra Jackie che diventa un’aliena e il neo-grunge rivisitato in chiave urban, più qualche tocco retrò e l’imporsi di un’estetica ibrida che parte da una pelle sempre più eterea e perfetta.

a donna è al centro del pensiero e dell’ispirazione che anima le collezioni e soprattutto le passerelle del prossimo autunno e inverno, compresi i beauty look. Ovvio, direte? Non del tutto, se si pensa che spesso l’estetica, quella letterale che attiene all’ambito della bellezza, soccombe a retropensieri e a messaggi non sempre di facile definizione. A Milano, invece, seppur non sempre e non del tutto evidente, dai backstage è emersa la voglia, da parte di hair dresser e make up artist, di mettere al centro la femminilità nelle sue varie sfaccettature, anche le più azzardate: da Jackie e Marilyn che sembrano essere fuggite da un quadro di Andy Warhol per approdare sulla passerella di Moschino alle urban warriors di Max Mara, dalle cyborg di Alessandro Michele alle nuove urban girl di Alberta Ferretti e Fendi. Fino, ovviamente, a colei che il #MeToo lo porta sui catwalk da anni, Miuccia Prada, che ha trascorso la carriera a esplorare il mondo femminile, mutevole e sempre in bilico tra forza e femminilità e che oggi più di tutti può permettersi di dire: “Il punto principale del mio lavoro è cercare di capire come le donne possono essere potenti ma anche femminili e rispettarle senza dover pensare che i vestiti siano una frivolezza. Perché devono essere sexy senza paura”.

L’IBRIDO DI GUCCI

Il terzo occhio sulla fronte della modella di Gucci è quello che più ha attirato gli sguardi (ci scusiamo per il facile gioco di parole), più vero del vero e con un preciso messaggio che parte dal concept che ha animato l’intera sfilata, ambientata in una sala operatoria e ispirata dai filosofi Michel Foucault e Donna J. Haraway, in particolare il suo saggio del 1984 “A Cyborg Manifesto”, una branca del pensiero femminista che studia il rapporto tra scienza e identità di genere per sottolineare l’individualismo e il fatto che “siamo tutti ibridi”, come ha spiegato lo stilista, Alessandro Michele, al New York Times: “Siamo tutti il ??Dr. Frankenstein delle nostre vite. Inventare, assemblare, sperimentare attraverso i vestiti”.  Dunque l’estetica non poteva che seguire questa idea e il lavoro svolto dai beauty maker, come l’hair stylist Paul Hanlon che ha dovuto nascondere le chiome sotto i copricapi della collezione o lasciarli sciolti in maniera del tutto decostruita nei pochi casi in cui le teste erano libere. Per non parlare del trucco, all’insegna del no-make up, con la pelle luminosa e quasi dewy, una quasi impercettibile ombreggiatura sulle palpebre e un balsamo per le labbra. Più un tratto deciso di eyeliner nero in rarissime eccezioni.

FOCUS OCCHI

Vince l riproposizione di grandi classici, dunque, a proposito di make up e di acconciature. L’eyeliner, innanzitutto, oggetto di sperimentazioni già da qualche stagione, perché in fondo emblema di femminilità, anche nelle versioni più originali, come da Antonio Marras, che propone soluzioni differenziate all’insegna del punk, con code e tratti grafici, spesso doppi e sovrapposti, tra nero, arancione e burgundy. Carattere sembra invece esprimere la soluzione adottata da Tom Pecheux per le warriors urbane di Max Mara: cat liner e smokey eyes nero e fumoso, leggermente imperfetto. Più classica invece la proposta, sempre di Pecheux, per Alberta Ferretti, con un tratto di eyeliner a virgola, black ink, il tutto accompagnato da una pelle del viso perfettamente naturale e labbra nude. Audaci i jeweled eyes di alcune modelle di Prada messi a punto da Path McGrath, in colori fluo come la collezione, viola, verde, arancio e con applicazioni di cristalli Swarovski. Colori realizzati con i pigmenti Mothership Eye Palettes in edizione limitata della collezione della make up artist, che spesso sperimenta nei backstage i suoi futuri e attesissimi prodotti. L’effetto? “Ziegfeld Girl, sportivo, ma elegante in mood showgirl”, ha spiegato McGrath.

JACKIE, ALIENA IN TECHNICOLOR

Tra gli spettacoli più interessanti le replicanti di Jacqueline Kennedy (con qualche incursione di Marilyn Monroe) sulla passerella Moschino che, secondo il pensiero dello stilista Jeremy Scott, volevano simboleggiare la sublimazione del fake portata ai massimi livelli nell’era Trump: “Trump ci sta sommergendo con teorie cospirative e notizie false, quindi sto riportando alla madre di tutte le teorie cospirazionali: la morte di Marilyn e JFK più la credenza che il presidente abbia condiviso il segreto governativo dell’esistenza degli alieni con la star”. Mettendo proprio Jackie, il terzo incomodo tra i due, nei panni dell’aliena. Un concetto un po’ complicato ma dall’effetto assicurato poiché a parte le replicanti di Jackie con tanto di parrucca uguale all’iconica acconciatura bouffant della first lady (più la bionda Marilyn impersonata da Gigi Hadid), ecco delle Jackie aliene che sembrano appena uscite dal leggendario dipinto pop di Andy Warhol e dipinte da capo a piedi di blu, verde, arancione, mescolarsi agli “originali”, appunto. Per le quali la make up artist Kabuki si è attenuta all’estetica dell’epoca, con eyeliner a virgola d’ordinanza, fard e labbra rosate.

LE ACCONCIATURE, TRA GRUNGE E RETRÒ

L’effetto bagnato è stato tra i più visti sulle passerelle, proposto da Guido Palau, Paul Hanlon, Sam McKnight, ovvero i più grandi hair stylist, con qualche puntatina nel passato con chiome raccolte dall’allure retrò, le immancabili onde e delle trecce messe a punto da Eugene Souleiman per Jil Sander che si libravano letteralmente nell’aria, sospese e lucide, come se fossero state investite da una folata improvvisa di vento. Un effetto scenografico perfetto per il mood minimale della sfilata. Tutt’altro messaggio invece quello derivante dalla passerella di Max Mara, che ha visto impegnato Sam McKnight in una sorta di evoluzione del look grunge anni ‘90, non più composto da ciocche “dirty”, ma perfette nella loro imperfezione. Un semi-raccolto che parte con piccoli torchon nella parte anteriore della testa, annodati poi appena sopra la nuca e arricchiti da extension lavorate piatte e texturizzate con del gel effetto bagnato e della lacca per tenerle rigide. L’effetto è stato decisamente scenografico, tra i più interessanti. Wet finish anche per Prada, anzi total wet pettinato all’indietro, come spiega l’hairstylist Guido Palau: “È come quando si esce dalla doccia e ci si passa le mani tra i capelli”, aggiungendo che l’acconciatura cattura in pieno “il Miuccia style”. Infine, le teste bon ton di Antonio Marras, con raccolti vagamente anni ’40 con due torchon ai lati della testa tipici di quegli anni, messi a punto da James Pecis e che vogliono richiamare le passeggere di una nave emigranti del passato, con i loro raccolti leggermente spettinati dal vento e spruzzati dall’acqua di mare.

fonte:http://d.repubblica.it

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