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Antonio Valente l’ex dirigente ANAS l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine «al Merito della Repubblica Italiana»

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Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, con decreto del 27/12/2007 ha conferito all’ingegnere Antonio Valente l’ex dirigente ANAS l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine «al Merito della Repubblica Italiana». Non è la prima volta che ing. Antonio Valente riceve onorificenze di questa portata. Il un’altra occasione in Francia è capitato quando Valente in data 14/07/2018 viene ricevuto a Palazzo Farnese dall’Ambasciatore di Francia per conferirgli la Cittadinanza Francese.



Nato a Villa Latina, in provincia di Frosinone, il 29 maggio 1961. Diplomatosi a pieni voti presso un liceo scientifico, consegue la Laurea in Ingegneria Mineraria (indirizzo Geomeccanico) presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1988, anche in questa occasione con il massimo del punteggio.
Ad oggi vanta un’esperienza di oltre 30 anni nel mondo delle costruzioni, delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità. I campi in cui Antonio Valente è esperto sono quelli delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e di metropolitane, sia nei lavori che nella progettazione, con specializzazione nel campo delle opere in sotterraneo.

Roberto Freschet: Non più solo luoghi di pratica sportiva ma centri di wellness che richiedono adesso competenze di specialisti diversi.

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Roberto Freschet: Non più solo luoghi di pratica sportiva ma centri di wellness che richiedono adesso competenze di specialisti diversi. Si fa molta formazione ma ci sono zone d’ombra N on si tratta solo di muoversi un po’: le palestre sono diventate centri benessere di dimensioni più che rispettabili, dai 4.000 ai 5.000 metri quadri dove vengono distribuite le grandi sale per i corsi di gruppo e per l’allenamento con gli attrezzi, le salette per il personal training, almeno una piscina, ristoranti, bar, sauna, spazi adibiti all’estetica. E quindi le professioni che ruotano intorno alle attività sportive sono un ampio ventaglio, che vanno dall’addetto alle vendite di pacchetti su misura all’esperto di postura a quelle ormai tradizionali di istruttore fitness o personal trainer o dietologo. Si tratta di professionalità che intrecciano competenze diverse, anche se è bene tenere presente che le specializzazioni vanno mantenute, e che per affrontare questioni complesse non ci si può improvvisare dietologo o fisioterapista se si è un laureato in scienze motorie: «Il personal trainer bravo ha anche conoscenze di medicina, di alimentazione e di traumatologia – spiega Mimi Rodriguez Adami, direttore tecnico della Fiaf (la federazione italiana di aerobica e fitness) – ma il professionista intelligente si avvale di un’equipe di medici e di altri esperti, con cui collabora».Roberto Freschet:

Se l’accesso alle professioni del fitness richiede pertanto una laurea come corsia preferenziale, è poi opportuno specializzarsi per acquisire altre conoscenze legate al campo in cui si intende operare. Ecco perché intorno alle palestre e alle federazioni sportive fioriscono corsi di specializzazioni: è stata appena inaugurata a Milano la Virgin Active Academy. «Offriamo corsi di durata compresa tra pochi giorni e un anno – spiega il direttore delle Risorse Umane di Virgin Active, Graziano Coccettini – rivolti non solo ai personal trainer ma anche a direttori di club, assistenti di sala, istruttori e venditori».Roberto Freschet:

Del resto le professioni del fitness sono in continua evoluzione da quasi quarant’anni, ricorda Mimi Rodriguez: «Abbiamo cominciato a fine anni Ottanta, con l’aerobica: qui in Italia però il modello Jane Fonda si è evoluto più verso le coreografie che verso i saltelli anche perché molti istruttori venivano dalla danza. Dalla passione per il movimento l’aerobica si è evoluta anche grazie agli sviluppi della scienza, che permette di valutare quello che succede nel corpo».

E infatti adesso l’ultima frontiera sono gli studi e i movimenti legati alla postura, la low pressure fitness (la ginnastica per allenare i muscoli che servono a contrastare qualsiasi problema di eccesso di pressione provocata dagli esercizi fisici o dalla vita quotidiana), che richiama in qualche modo la fisioterapia, ma che è pensata per le persone sane. Oppure tutte le forme di attività legate all’acqua, che mettono insieme la passione per il nuoto con quelle per la ginnastica.Roberto Freschet:

Per i laureati in scienze motorie che intendono lavorare in un centro fitness dunque si apre un ventaglio di possibilità, che va ben oltre le due figure del personal trainer e dell’istruttore dei corsi di gruppo, o degli “addetti alle macchine”, i tecnici che seguono le persone che si allenano con gli attrezzi. Se c’è un limite a questo tipo di professioni legate strettamente all’attività fisica è però quello della precarietà del rapporto di lavoro: «Di solito in un club lavorano circa 80 persone, nel 70-75%dei casi si tratta di laureati – spiega Coccettini – Di queste 20-25 sono assunte con il contratto del commercio, mentre i personal trainer hanno un contratto di franchising, e gli istruttori lavorano a partita Iva». Un aspetto che in alcuni casi limita le potenzialità della professione, osserva Mimi Rodriguez: «A volte gli insegnanti, che sono sempre precari, sono pagati poco e male e questo può limitare le loro possibilità di aggiornamento professionale, e quindi i servizi alla clientela. Nessuno di noi è assunto perché costerebbe troppo, il nostro è tra i lavori ad alto tasso di sommerso». Allo stesso tempo, le professioni legate al fitness hanno grandi potenzialità di espansione: l’Istat stima che solo un italiano su tre pratica delle attività sportiva, dunque ci sono margini per ulteriore domanda.Roberto Freschet:

Quando si pensa alle palestre, ai club sportivi, non bisogna pensare tuttavia solo alle professioni sportive. Una gran parte dei corsi della Virgin Active Academy in effetti è dedicata ai manager, spiega Coccettini: «C’è il general manager della struttura, che sovrintende sia alla parte operativa che a quella finanziaria. Ci sono poi il manager che gestisce i corsi della palestra, l’operation manager che si occupa del funzionamento, manutenzione e pulizia delle strutture, chi sovrintende alle vendite, anche attraverso la ricerca di potenziali clienti ». Un’equipe insomma con competenze molto diverse, che nei centri maggiormente avanzati si occupa anche di ricerca e innovazione.Roberto Freschet:

Intervista a Pole Dance Tatiana Galati ballerina artista

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Da quando ha scoperto la disciplina del Polo, ha sentito che era la sua passione. Non ha smesso di esplorare e lo sta ancora facendo perché crede che il palo significhi molto più di quanto sembri. Fedele al suo stile, continua a incontrare sfide per esprimere nelle sue esibizioni la sua essenza di atleta. Per la rivista POLEGOOD, di Panama, Tatiana Galati
Tatiana Galati ci diresti come è iniziata la tua relazione con la Pole Dance?

Vivo a Panama dal 2016, ho avuto un ragazzo che mi ha lasciato, ha deciso di tornare in Venezuela e rimanere, il che mi ha lasciato solo e molto depresso. Mentre ero nel mio progetto di ricostruzione personale, un giorno una ragazza (@syucasanova) ha fatto come un commento che ho fatto su Instagram, sono entrato nel suo profilo e ho visto che faceva pole dance … la mia prima reazione è stata Woow ohhh Dio che voglio fallo! … Ho contattato l’accademia che era sulle etichette e la settimana successiva ho iniziato … nell’ottobre 2017 sono entrato in Tatiana Galati@chantypolecenterpty con il professor Taneth Salazar, ho imparato davvero in fretta e ho sentito che avrei potuto dare molto di più … ma ho anche sentito che il Il professore non l’ha visto, quello che un’altra classe mi ha frustrato, e dato che è la mia storia in pole, ti dico che era tanto il mio desiderio di migliorare che di notte ho chiesto a Dio che per favore l’insegnante si rendesse conto che potevo dai di più! Che ho notato! … Il mio desiderio di continuare era molto forte … Haha, non avrei più voluto lasciarmi vincere così … Sono passati due mesi e un nuovo insegnante è arrivato all’Accademia @ jessica.bustamante (dono di Dio) e in prima classe con è cambiata in meglio! Ho deciso di spostare tutte le mie lezioni con lei perché semplicemente scorrevo; è così che la disciplina mi ha colto completamente. È stato quando ho iniziato a fare la pole, ho pensato che stesse ballando sul tubo, ma era così sbagliato … col passare del tempo, ho capito che la pole era ed è molto più che semplicemente ballare.

Quali sono stati i momenti più belli della tua carriera, come atleta della disciplina?

Finora sono stati i momenti migliori, le mie presentazioni in dupla con @ alejacastro89, insieme siamo cresciuti come atleti, siamo diventati davvero polesister. È il coordinamento, la forza, il desiderio e il desiderio di realizzare un bel lavoro che rifletta tutto lo sforzo di ogni pratica; Le coppie sono un’opera di comunicazione e pazienza, per esprimere l’arte per l’ispirazione di tutto quanto sopra, la soddisfazione di esprimere nell’arte le emozioni, i sacrifici, i lividi, le cadute. Sempre per mano di @ jessica.bustamante e del team @tcpolesport

Tatiana Galati Quali vantaggi pensi che la disciplina del palo porti agli atleti che la praticano?

Molti! Innanzitutto, emotivo, perché ti sfida ogni giorno a essere migliore di ieri, a dare fiducia in te stesso, a migliorare la tua autostima, a valutare ogni parte del tuo corpo, a trasferire la sensazione di dolore … E fisicamente troppi, forza, equilibrio, migliora la circolazione, la flessibilità, il coordinamento motorio …

Con quali altre discipline completate la pratica del Polo?

Jogging, fitness e pesi.

Tatiana Galati Quali aspetti hai in mente quando prepari una coreografia?

Il pubblico, a cui è rivolto principalmente, ciò che desidero esprimere e l’ambiente in cui viene eseguito.

Cosa stai cercando di trasmettere attraverso un’esibizione di Pole Dance?

Personalmente, cercherò sempre di esprimere la mia essenza, qualunque sia la canzone, il luogo o la variante pubblica.

Quale messaggio vorresti lasciarci?

Voglio ringraziare tutti i poledancers del mondo per aver dato il meglio di ognuno, per tutti i sacrifici, per l’ispirazione per coloro che hanno iniziato e per tutto l’amore che hanno dato a questa bella disciplina.

Bertoli Eraclide; Billia Lorenzo Michelangelo; Bini Cima GiovanniBava Pompeo Vincenzo

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Descrizione: – Corrispondenza: tra i moltissimi corrispondenti si segnalano: Abba Giuseppe Cesare; Ademollo Alessandro; Agostini Gianjacopo; Alati Clemente; Albicini Cesare; Alinari Arturo; Antona Traversi Camillo; Antonini Sebastiano; Ardito Pietro; Arezio Luigi; Armei Melchiade; Arnaud Jean; Ascoli Graziadio; Bacchi della Lega Alberto; Bacci Vittorio; Balbis E.; Balzani Ugo; Barbèra Gaspero; Barbèra Giuseppe; Barrili Anton Giulio; Bartoli Eraclide; Barzellotti Giacomo; Barzolotti Giovanni; Bassani Ugo; Bava Beccaris Fiorenzo; Belli Palmira; Bellucci Alessandro; Bencivenni Ildebrando; Bergamini Alberto; Bertoli Eraclide; Billia Lorenzo Michelangelo; Bini Cima Giovanni; Bizio Gradenigo Leopoldo; Boccardo Gerolamo; Bodio Luigi; Bonacci Brunamonti Maria Alinda; Bonazzi Luigi; Boncompagni Luigi; Bongi Ruggero; Bongi Salvatore; Bontempelli Massimo; Borgognoni A.; Boschi Giulio; Boselli Paolo; Bottari Ercole; Bovet Ernest; Bozzone Antonio; Bravetta Ettore; Brilli Ugo; Broglio Emilio; Bufalini Maurizio; Burbi Giuseppe; Bustelli Anton Maria; Caetani di Sermoneta Onorato; Caetani Livio; Caix Napoleone; Calvari Decio; Campello Paolo; Canonico Tancredi; Canti Gustavo; Cantoni Carlo; Capelli Luigi Mario; Cappuccini Enrico; Coccoluto Ferrigni Pietro; Corsi Enrico; Costetti Giuseppe; Credaro Luigi; Cremona L.; Cristofani Antonio;

Alessandro; Marconi Enrico; Margherita di Savoia; Marolla Guido; Martini Ferdinando; Maruffi Gioacchino; Masi Ernesto; Mazzi Curzio; Mazzoni Guido; Menegazzi Gian Battista; Modena Gustavo; Molinari G.; Molinari Giuseppe; Monaci Ernesto; Mondolfo Ugo Guido; Monti Achille; Morelli A.; Moro Lin Angelo; Morpurgo Emilio; Mortara Lodovico; Musatti  Croce Benedetto; Cruciani Alibrandi Enrico; Cuniberti Teodoro; D’Ancona Alessandro; D’Ovidio Francesco; Dall’Oppio Domenico; De Amicis Edmondo; De Amicis Vincenzo; De Cesare Raffaele; De Donato Giannini Pietro; De Gubernatis Angelo; De Martino Giacomo; Vincenzo Pompeo Bava De Rossi Eugenio; Degli Azzi Vitelleschi Francesco Maria; Del Giudice Pasquale; Del Lungo Isidoro; Della Vedova Giuseppe; Dina Giacomo; Dini Ulisse; Durante Luciano; Emanuelli Pio; Errera Alberto; Fabretti Ariodante; Failla Domenico; Fani Angelo; Fani Cesare; Farner Eugenio; Fasola Carlo; Favarelli Luigi Giuseppe; Fenaroli Giuliano; Ferrajoli Alessandro; Ferrajoli Gaetano; Ferrari Bernardo Carlo; Ferrari Francesco;  Bava Pompeo Vincenzo ; Ferraris Maggiorino; Ferretti Adolfo; Fiorentino Francesco; Fissore D.; Franchetti Augusto; Frigeni Guido; Frisoni C.; Fumagalli Giuseppe; Gabelli Aristide; Galati Fiorentini Domenico; Gallenga Stuart Romeo; Gallina Giacinto; Gallo Nicolò; Gamberale Luigi; Gargiulo Raffaele; Gauss H.; Gentili di Rovellone Tarquinio; Gherardi Pompeo; Gherzi Adolfo; Giada Carlo; Girardi Gerardo; Graf Arturo; Grisostomi Gaetano; Grispigni Francesco; Grispigni Francesco; Guerrini Olindo; Hauvette Henri; Iaia Donato; Imbriani Vittorio; Labbate Alfredo; Labriola Antonio
 Bava Pompeo Vincenzo ; Lapi – Casa editrice; Lauricella Giovanni; Lega G; Malvani Giacomo; Mancini Giovanni; Mancini Girolamo; Mantegazza Paolo; Marasca

Cesare; Nasi Nunzio; Nencioni Enrico; Noack Frithjof; Nurisio Saverio; Orlandi Guido; Orlando Vittorio Emanuele; Osio Egidio; Osio Maria; Padovani Vincenzo; Paliotti Guido; Papa Pasquale; Paravia Giovanni Battista; Pasqualigo Cristoforo; Passini Gildo; Paternò Emanuele; Pavia Luigi; Pellegrini Federigo; Pellegrini Francesco; Pelloux Luigi; Pèrcopo Erasmo; Peruzzi Toscanelli Emilia; Pezzè Pascolato Maria; Pianciani Luigi; Pinelli Luigi; Pitré Giuseppe; Pratesi Mario; Prestini Vittorio; Prinetti Giulio; Quaranta Clinio; Rajna Pio; Renier Rodolfo; Reinsberg Düringsfeld;Ricci Raffaello; Ricciardi Giuseppe; Ridolfi Giuseppe; Rivolo Michele; Romizi Augusto; Roncaglia Alessandro; Rosa Ugo; Rossetti Agresti Oliva; Rossi Egisto; Rossi Silvio; Roux Onorato; Rudinì Antonio Starrabba; Ruggero Giuseppe; Russo Ferdinando; Salandra Antonio; Salomone Marino; Salvatori Luigi; Santini Ferdinando; Saredo Giuseppe; Scaramucci N. Umberto; Scarfoglio Edoardo; Schanz Giulio; Schuchardt Hugo; Scotti Carlo; Serafini Silvio; Sforza de Oropesa Lina; Sonnino Sidney; Sordini Giuseppe; Sparagna Alfonso; Spaventa Silvio; Speranza Gino; Spezi Pio; Staffetti Luigi; Stinat Giambattista; Taine Hippolite; Tallarigo Carlo; Tenneroni Annibale; Testa Cesario; Teza Emilio; Tiberi Leopoldo; Tirindelli Gustavo; Tittoni Tommaso; Tommasini Mattiucci Pietro; Toniazzo Guglielmo; Torraca Francesco; Tortoli Giovanni; Trabalza Ciro; Treves Emilio; Tribolati Felice; Trombetta Mario; Turri Vittorio; Urbini Giulio; Valentini; Vanni Manfredo; Vannucci Atto; Veronese Giuseppe; Viganò Pietro; Villari Pasquale; Visconti Venosta Giovanni; Windram Alice M.; Zaccagnini Giuseppe; Zanotti Bianco Ottavio; Zendrini Bernardino.
– Documenti: i nuclei di documenti Vincenzo Pompeo Bava diversi dalle lettere sono relativi soprattutto a:
– La curatela della pubblicazioni dei sonetti di Gioacchino Belli per la casa editrice Lapi di Città di Castello
– La causa legale con Maria Pascoli per un presunto plagio da parte di Giovanni Pascoli di una poesia di Morandi
– L’attività di indagine e promozione delle biblioteche popolari
– L’attività di ricerca come studioso di storia della lingua
– L’attività di poeta e commediografo
– Gli atti preparatori per articoli e pubblicazioni, tra i quali “Come fu educato Vittorio Emanuele III” (1901)
– materiale bibliografico: accanto a lettere e documenti sono presenti molti materiali a stampa, sia pubblicazioni di natura periodica sia opuscoli ed estratti di opere dello stesso Morandi ma anche di altri.

Ordinamento: La corrispondenza è conservata in fascicoli nominativi e i documenti sono raccolti secondo criteri tematici

Strumenti di ricerca:
Roberto Baglioni, Elisabetta Bettio, Francesca Capetta, Il fondo Luigi Morandi, 2011

Jennifer Lopez, corpo pazzesco a 50 anni: merito della pole dance

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Il segreto del corpo incredibile di Jennifer Lopez, sfoggiato alla sfilata Versace, è merito di dieta (low carb) e pole dance, che ha imparato per il film “Hustlers”

25 settembre 2019 – Jennifer Lopez ha incantato tutti, alla Milan Fashion Week di settembre 2019, sfilando per Versace con l’iconico abito “Jungle Dress” creato per lei da Donatella nel 2000 e indossato nuovamente dalla cantante-attrice, ancora più bella e in forma a 50 anni compiuti che a 31.

“Incredibile”, il commento pressoché unanime di tutto il mondo, dopo che immagini e video dell’evento sono rimbalzati ovunque.

Questa donna non invecchia, migliora. Merito di una serenità privata ritrovata, grazie all’amore con Alex Rodriguez. Merito soprattutto del rigore e della disciplina che da sempre accompagnano la vita di Jennifer, ballerina professionista abituata ai sacrifici e alle diete rigorose, e a tanto, tanto allenamento.

Dieta e allenamento, binomio vincente per tutti. Nel caso di Jlo, si traduce in alimentazione low-carb e nell’ultimo anno, in pole dance.

La Lopez si è infatti allenata duramente per 4 mesi, in vista delle riprese del suo ultimo film Hustlers, in cui interpreta la pole dancer veterana Ramona.

Jennifer ha preso lezioni con la numero uno, la ballerina e coreografa professionista Johanna Sapakie, coreografa e performer del Cirque du Solei.

Una delle cose più difficili che io abbia mai fatto fisicamente. Ma alla fine ne è valsa la pena

Sicuramente, Jennifer, lo sottoscriviamo tutti.

Pole dance mania: i benefici e i segreti della danza acrobatica più femminile che ci sia

in argentino/biografia/BIOGRAFÍAS/entrevista by

Uno sport intenso e completo che permette di bruciare calorie e tonificare tutto il corpo: alla scoperta dei segreti della pole dance, con l’insegnante Valentina D’Amico

Vietato confonderla con la lap dance. La pole dance (ovvero danza con il palo), nasce nei night club per approdare nelle palestre di tutto il mondo come danza acrobatica capace di incantare chi la guarda. Imparare l’arte della pole dance non è un gioco da ragazzi: per imparare le 140 figure previste serve impegno, dedizione e la giusta preparazione fisica per incrementare forza, resistenza, flessibilità e coordinazione. Un lavoro davvero completo che consente di bruciare calorie e al tempo stesso di tonificare tutto il corpo. Abbiamo chiesto alla vulcanica Valentina D’Amico, insegnante di pole a Milano nonché fondatrice del blog PoledanceItaly, di spiegarci benefici e segreti della pole dance.

Quali sono le ragioni per cui una donna dovrebbe avvicinarsi alla Pole Dance?
Tutte quante vogliamo sentirci più belle e attraenti con un corpo più tonico e non soltanto per la prova costume. La pole dance è uno sport molto intenso, ma completo. Durante le lezioni si lavora sul potenziamento muscolare e quando si sale sul palo ci si allena senza neanche accorgersene. Quello che amo di questo sport è che ti mette sempre alla prova. Puoi fissarti degli obiettivi e raggiungerli anche abbastanza in fretta e questo ti spinge ad andare avanti e fare sempre di più.
Sul piano fisico in particolare quali sono i maggiori benefici?
Il corpo cambia molto in fretta già nei primi tre mesi di allenamenti si possono vedere i primi risultati specialmente la parte superiore. Si modellano le spalle, la schiena e le braccia si rassodano facendoci dire molto presto addio all’odiata pelle cadente sotto il braccio. Per non parlare del punto vita che si assottiglia per dare spazio agli addominali. Anche gambe e glutei lavorano intensamente per aiutarci a salire sul palo da pole dance e appenderci. Il fisico si scolpisce e contemporaneamente si diventa più forti e resistenti.
È necessario integrare la pole con qualche altra attività tipo la corsa o la palestra?
Sì e no, dipende dagli obiettivi che una persona si prefissa. Se fate pole dance per divertimento allora è sufficiente fare quello. Se invece l’intenzione è quella di migliorare e magari esibirsi o gareggiare allora sono consigliate attività supplementari. Penso alla corsa per aumentare il fiato e resistere di più quando ci si esibisce o alla palestra per potenziare i muscoli. L’allenamento funzionale ad esempio è un ottimo metodo per lavorare sulla resistenza e sulla potenza e esplosività, due caratteristiche importantissime nella pole dance.
Quanto tempo ci vuole per avere le prime soddisfazioni?
Se dicessi che le primissime soddisfazioni arrivano durante la prima lezione di pole dance, mi credereste? Quando dico che faccio e insegno pole dance molte donne mi rispondono che non ci riuscirebbero mai o che non hanno forza nella braccia. Dopo la prima lezione si ricredono e capiscono che con la giusta tecnica e un pizzico di coraggio possono fare tutto. Alla prima lezione già ci si può sedere sul palo, ma anche fare dei giri per divertirsi.
Sembra che ci sia un po’ il boom della pole, come mai?
Negli ultimi cinque anni ho visto una crescita velocissima della pole dance in Italia. Penso che dipenda dalla natura di questa disciplina. Un lato sportivo in cui ci si potenzia e un lato più femminile quando si cerca di creare una coreografia con tutte le figure fatte o perché no quando si indossa un bel tacco alto e si balla attorno al palo. La pole dance inoltre è accessibile a chiunque in qualunque momento. Non richiede capacità fisiche specifiche, non bisogna avere fatto danza o ginnastica da piccole e si può iniziare a qualsiasi età.
Spesso, a torto, la pole è associata ad una pratica poco “seria”. Vogliamo sfatare questo mito?
L’abbinamento è dato dalla storia di questo sport. Dal circo, ai night club per arrivare oggi nelle palestre. Più di 100 anni di storia, tanti film con spogliarelliste sui pali e ovviamente quando si sente parlare di allenamento al palo il primo abbinamento è verso la lap dance. Il palo fa parte della storia dei night da tantissimo tempo ed è stato messo in quel luogo perché poteva essere usato dalle ballerine per i loro spettacoli sexy. La differenza tra la pole dance e la lap dance è che quest’ultima prevede un contatto con il pubblico fatto di ammiccamenti e strusciamenti mentre nella pole dance questo contatto non c’è. Detto questo non significa che una donna che fa pole dance non possa fare lap dance e viceversa. Dire che la pole dance e la lap dance sono la stessa cosa solo perché c’è un palo è come dire che il calcio e la pallavolo siano la stessa cosa perché c’è una palla.
Un consiglio a chi vuole iniziare?
Prendete una borsa, metteteci dentro coulotte e una canottierina cercate la scuola più vicino a voi e provate una lezione. Attenzione devo avvertirvi che di solito chi prova una lezione si innamora e non smette più di fare pole dance.

Marco Trabucchi

Ruth Rojas. Perseverancia y Disciplina.

in entrevista/Pole Magazine by

 Desde que descubrió la disciplina del Pole, sintió que era lo suyo. No paró de explorar y aún lo sigue haciendo porque considera que el pole significa mucho más de lo que aparenta. Fiel a su estilo, continúa encontrando desafíos para expresar en sus performances su esencia de atleta. Para POLEGOOD Magazine, desde Panamá, Ruth Rojas.

 

Ruth nos contarías como se inició tu relación con el Pole Dance?

Tengo desde el 2016 viviendo en Panamá, yo tenía un novio que me dejó, decidió regresar a Venezuela y quedarse, cosa que me dejó sola y realmente deprimida. Mientras estaba en mi proyecto de reconstrucción personal, un día una chica (@syucasanova) le dió like a un comentario que hice en instagram, me metí en su perfil y ví que ella hacía pole dance… mi primera reacción fue Woow ohhh Dios yo quiero hacer eso!… Contacté a la academia que salía en las etiquetas y a la siguiente semana empecé… en Octubre del 2017 entré a @chantypolecenterpty con la profesora Taneth Salazar, yo realmente aprendía rápido y sentía que podía dar mucho más… pero también sentía que la profe no lo veía, una que otra clase me frustraba, y ya que es mi historia en el pole, le cuento que era tanto mi deseo de mejorar que en las noches le pedía a Dios que por favor la profe se diera cuenta que yo podía dar más! Que lo notara!… Mis ganas de seguir eran bien fuertes… Jaja no me iba a dejar ganar así no más… Pasaron dos meses y llegó una nueva profesora a la academia @jessica.bustamante (regalo de Dios) y en la primera clase con ella todo cambió para mejor! Decidí mover todas mis clases con ella porque yo simplemente fluía; así me atrapó por completo la disciplina. Es que cuando empecé a hacer pole, pensé que solo era bailar en el tubo, pero estaba tan errada… al pasar el tiempo, entendí que el pole era y es mucho más que solo bailar.

Cuáles fueron los mejores momentos de tu carrera, como atleta de la disciplina?

Han sido hasta ahora los mejores momentos, mis presentaciones en dupla con @alejacastro89, juntas hemos crecido como atletas, nos hemos vuelto realmente polesisters. Es la coordinación, fuerza, ganas y anhelos de lograr hacer un trabajo hermoso que refleje todo el esfuerzo de cada práctica; las duplas son un trabajo de comunicación y paciencia, para expresar arte por la inspiración de todo lo anterior dicho, la satisfacción de expresar en arte las emociones, sacrificios, moretones, las caídas. Siempre de la mano de @jessica.bustamante y el equipo de @tcpolesport

Qué beneficios consideras que aporta la disciplina del pole a los atletas que la practican?

Muchos! Primero, emocionales, porque te reta todos los días a ser mejor que ayer, aportando seguridad en ti mismo, a mejorar tu autoestima, valorar cada parte de tu cuerpo, a trasladar la sensación de dolor… Y fisicamente muchos también, fuerza, equilibrio, mejora la circulación, flexibilidad, coordinación motriz…

Con qué otras disciplinas complementas la práctica del Pole?

Trote, acondicionamiento físico  y pesas.

Qué aspectos tienes en cuenta a la hora de preparar una coreografía?

El público, a quien va dirigido principalmente, lo que deseo expresar y el ambiente donde se realice.

Qué buscas transmitir a través de una performance de Pole Dance?

En lo personal siempre buscaré expresar mi esencia, sea la canción que sea, lugar o público variante.

Cómo describirías el desarrollo de la disciplina del Pole en Panamá?

El desarrollo de la disciplina en Panamá está creciendo rápidamente, realmente la nueva generación está empapada de lo que es el pole como disciplina deportiva! Y nosotras como atletas también damos el ejemplo, varias academias le están dando una buena representación a la disciplina entre ellas @tcpolesport academia donde yo entreno, esta academia como sus iniciales, nace del cambio “the change” “TC”… Con la iniciativa de la profe @jessica.bustamante @jav.fit @alejacastro89 @ariialejandra… Me siento orgullosa de formar parte de este grupo!

Qué mensaje te gustaría dejarnos?

Quiero agradecer a todos los poledancers del mundo por dar lo mejor de cada uno, por todos los sacrificios, por la inspiración para quienes comenzamos y por todo el amor que han entregado a esta hermosa disciplina.

CREDIT PHOTOS: Carlos Hawkins @ironpolephotography

 

FICHA PERSONAL

Nombre Completo: Ruth Nathaly Rojas Asuaje
Fecha de Nacimiento: 06.12.88
Donde Naciste: Barquisimeto, Venezuela.
Donde vives: Panamá, Panamá.
Signo del zodíaco: Sagitario.
Música preferida: Escucho todo tipo de música.
Hobby: Viajar.

 

Gracias Ruth por permitirnos conocer parte de tu historia.

Vanesa S. Zylinski – POLEGOOD Magazine.

La fuerza, está en tu interior. Miri Hernández

in entrevista/Pole Magazine by

Confiesa que desde pequeña se sentía atraída por el mundo del Pole  y cuando tuvo la oportunidad de tomar su primera clase, el enamoramiento fué espontáneo. Desde España, una historia por conocer…

Miri Hernández, para POLEGOOD.

Miri, nos contarías como se inició tu relación con el Pole? 

Me inicié en el pole cuando vivía en Las Palmas de Gran Canaria hace tres años, desde pequeña siempre me sentí atraída por este maravilloso mundo, cuando veía peliculas como stripteasse o showgirls y un día casualmente ví en facebook un studio cerca de donde yo estaba, fue entonces cuando decidí probrar una clase … ese día salí tan emocionada y feliz, que automáticamente me compré una barra para practicar en casa.

Cuáles fueron los mejores momentos de tu carrera, como atleta de la disciplina?

Todos los momentos han sido emocionantes, pero el día que recibí mi titulo de instructor fué sin duda el que más destacaría de ellos.

 Qué beneficios consideras que aporta la disciplina del pole a los atletas que la practican?

 Trabajas todos los músculos de tu cuerpo, mejora tu coordinación, tu flexibilidad, quemas calorias, mejoras tu autostima, te superas a tí misma, haces amistades, y sobre todo haces mucho ejercicio y sin darte cuanta ha pasado una hora y media y te lo has pasado genial. 

Con qué otras disciplinas complementas la práctica del Pole?

 Complemento el pole con musculación, streching, contemporáneo y floorwork, acudo al gimnasio de 4 a 5 veces por semana.

 Qué aspectos tienes en cuenta a la hora de preparar una coreografía de Pole Exotic?

 A la hora de preparar mis coreografías solo tengo en cuenta una cosa…la música, curiosamente la inspiración me llega en el coche de camino al trabajo cuando escucho algún tema.

 Qué mensaje te gustaría dejarnos ?

Muchas de mis amigas, conocidos e incluso gente por las redes sociales me preguntan…¿como lo haces? ¿de donde sacas la fuerza?¿crees que yo podría? el mensaje que os dejo es el mismo que les dejo a todos ellos/as “no importa que no practiques deporte, no importa tu peso, altura o tu edad, la fuerza está en tu interior, la exterior ya saldrá sola”

 Tienes experiencia en competencias?

 No he competido aún por falta de tiempo, pero está en mis objetivos a corto plazo.

 

FICHA PERSONAL

Nombre Completo: Miriam Hernández Suárez

Fecha de Nacimiento? 01/11/81

Donde Naciste?: Santa Cruz de Tenerife (islas canarias)

Signo del zodíaco? Scorpio

Música preferida? R & B

Hobby?  Cine, Patinaje, Manualidades.

 

 

Gracias Miri por permitirnos conocer parte de tu historia.

Vanesa S. Zylinski- POLEGOOD Magazine

 

Lilian. English Passion

in entrevista/Pole Magazine by

“Never walk in someone else’s shadow, we’re all different and unique.”  These are the words of Lilian, passionate about the discipline of Pole, who does not hesitate to pursue her dreams … her desires.

 From London, Polegood invites you to know her history.

Lily, would you tell us how you got to Pole Dance?

I had always wanted to pole dance, however I was always been concerned about how my family, friends and work would react.  When my mum passed away, it left an unimaginable void in my life. It also made me realise that ”we’re here today and gone tomorrow”. I saw a taster session on Groupon, and booked it. I loved it, and I’ve not looked back since, and this was three years ago.

How is your life outside of sport?

I have two children, one in their early twenties, and the other under ten.

I work full time. My role involves implementing company’s quality controls and policies using a risk based approach.

In addition to the above, I’m studying to qualify in my profession, and I am the wife of a very supportive husband. He’s been my confidant, and my voice of reason throughout my journey.

Within your career as an athlete of the Pole, what moments would you highlight?

Hahaha, in the first three months of pole I took the plunge and bought myself some 8inch pleaser (the heavy clear ones) I think the norm is to gradually work your way up, but I went straight for the 8’s. They were soo heavy,  and at that time I could barely invert.  I suffered my first groin strain just lifting my leg! hahaha.

That aside, I’ve had the honour of performing at Miss Pole UK, London’s first Floorplayuk, Dance Filthy UK, most recently the Uks first Black Girls pole event hosted at Polefit in London, and collaborating with some fantastic and extremely talented photographers to produce some great work.

According to your experience, what are the benefits that the disciple of Pole Dance brings to the athletes who practice it?

For me personally, I’d say my body’s changed and my overall fitness has improved exponentially, and I’m almost 40.

I’m a late starter, but I see the benefit in terms of being able to focus on my fitness goals, since my family is already established.

Also, I’ve grown to love myself the way I am, after two kids the bodies not what it was, and I accept that now, and embrace my body.

I got caught up in the hype, then I realised that by doing so, I was losing my identity. I’m soo over the hype, and just embracing who I am.

It’s help me to become more assertive (when i have to be) throughout my life, and given me an awareness of my surroundings I never had before.

How do you see the development of the discipline of Pole, in London?

Wow, I had no idea of the size of the pole community, and I guess because I’d been so focused on my development, that until recent events I hadn’t seen and realised how much was going on in London.

I’m a pretty reserved person, and not really so much in the pole mix, but for the fact that such significant pole competitions and shows are coming, and are hosted here in London, this leads me to believe that we’re definitely well connected globally.

I’m a little young in this game to really comment anymore than that.

With what other disciplines do you complement this activity?

Hahaha none at the moment, apart from rolling around on the floor at home, while the family sleep. I’m not keen on the gym, and I feel that I’ve seen more improvements in terms of my health and fitness just through pole dancing.

How would you define your style as a dancer?

I love sexy flow, incorporating floor work with pole. I wouldn’t say I have a style persay, I’m just very passionate about music, and love all genres.
Put the music on and I’ll just dance to it wherever I am. I just love to dance whatever the style.

A message that you want to leave us?

 I have two:
1) Don’t be afraid to try things that are outside of your comfort zone.
It will be uncomfortable (it’s meant to be), but you will progress. Yes you’ll make mistakes along the way, but I believe that behind every mistake there is a lesson to be learnt.  This is my life moto.

2) Never walk in someone else’s shadow, we’re all different and unique. Seek inspiration and admiration from others, and strive to be the best “you” can be.

CREDIT PHOTOS: Michael Hodgson Ph. – @thenomadiclondoner – @medejaphotography – @dzhey_photography

PERSONAL INFORMATION

Full Name: polepassionldn
Where were you born?: London
Birthdate: Summer 🌞
Where do you live?: London
Zodiac sign?: Libra
Awards, mention them: none at the moment, but the experience has been invaluable.

Thank you Lily, for allowing us to spread a little bit of your story.

Vanesa S. Zylinski- Polegood Magazine.

CAROLINA MIRALLES, Entrenadora de Talentos.

in argentino/entrevista/Pole Magazine by

“Hay que perseguir todo aquello que se desee y no abandonarlo por más que haya obstáculos en el camino a conseguirlo”. Carolina Miralles, es personal trainer y dedica gran parte de su tiempo a preparar atletas del Pole Sport para diferentes competencias. Desde Córdoba, Argentina, nos cuenta cómo llegó a la disciplina, y todos los aspectos que se deben tener en cuenta para un entrenamiento personalizado.

POLEGOOD los invita a conocerla.

Carolina, podrías contarnos cómo se inició tu relación con la disciplina del Pole?

Todo comenzó cuando en el año 2010 me vine a vivir a Córdoba, una amiga me habló de esta disciplina y me convenció para ir a probar una clase. En ese momento, no estaba muy convencida, a decir verdad, tampoco conocía mucho de que se trataba. Mi pensamiento cambió totalmente luego del primer contacto con el pole y ya no pude dejar. Luego hice el instructorado y comencé a dar clases.

Qué significa entrenar a atletas del pole?

 La intención de esta propuesta es poder brindar herramientas mediante la preparación física para que aquellos alumnos que deseen desenvolverse en el Pole Sport, ya sea a nivel competitivo o amateur, puedan lograr un mayor y mejor desempeño en sus performances, pudiendo así soportar y/o vencer diferentes tipos de obstáculos: duración de la coreografía, trucos, pasaje de un truco a otro, secuencias, etc.

Qué aspectos se deben tener en cuenta para preparar a un atleta de la disciplina?

A la preparación del deportista debemos verla como un proceso que conduce al cumplimiento de las metas planteadas, es decir, a la obtención de un óptimo rendimiento deportivo.

La preparación del deportista consta en lo fundamental de las preparaciones: física, técnica, táctica y psicológica. Destaco esta última, ya que mi entrenado debe de estar “entero psicológicamente” al momento de la competencia.

La Preparación Física es un proceso orientado al fortalecimiento de los órganos y sistemas, a una elevación de sus posibilidades funcionales, al desarrollo de las capacidades motoras como la fuerza, velocidad, resistencia y flexibilidad. Tiene su punto de partida esencialmente en el desarrollo del individuo, en la búsqueda de formar las bases de las capacidades motoras condicionales y coordinativas como escalón que posibilitará precisar el desarrollo y aprendizaje de la técnica y la táctica.

Dentro de las diferentes opciones deportivas, cuál seleccionas para practicarla?… Porqué?

El Pole Sport es una excelente opción ya que se trabaja fuerza, resistencia, flexibilidad, coordinacion, etc, y además es una actividad en la que clase a clase te tiene un desafóo nuevo y eso hace que sea mas divertido y uno quiera progresar constantemente.

Además yo también hago musculación y crossfit, lo cual me parece sumamente interesante para complementar con el pole ya que se trabajan casi las mismas capacidades.

De acuerdo a tu experiencia, que mensaje motivador podrías dejarnos para aquellos que quieren iniciarse en la práctica de éste deporte?

“ Siempre parece imposible, hasta que se hace” (Nelson Mandela). Todo lo que creamos sucederá, a la larga o a la corta. Hay que perseguir todo aquello que se desee y no abandonarlo por más que haya obstáculos en el camino a conseguirlo. Tener presente que aún sin opciones, aún queda una más.

CREDIT PHOTOS: Gonzalo Gastón Nanni @logam.nanni

FICHA PERSONAL

Nombre Completo: Andrea Carolina Miralles

Fecha de Nacimiento? 05/10/1981

Lugar de Nacimiento?: Nací en Mendoza pero vivi siempre en San Luis

Lugar de Residencia? Córdoba

Signo del zodíaco? Libra

Música preferida? Joaquin Sabina

Hobby? Entrenar y disfrutar mi tiempo libre

 

 

Gracias Carolina por permitirnos conocer parte de tuhistoria.

Vanesa S. Zylinski- POLEGOOD Magazine

 

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