POLE DANCE – ARGENTINO – ITALY – BRASIL

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Intervista a Pole Dance Tatiana Galati ballerina artista

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TAITIANA_GALATI_

Da quando ha scoperto la disciplina del Polo, ha sentito che era la sua passione. Non ha smesso di esplorare e lo sta ancora facendo perché crede che il palo significhi molto più di quanto sembri. Fedele al suo stile, continua a incontrare sfide per esprimere nelle sue esibizioni la sua essenza di atleta. Per la rivista POLEGOOD, di Panama, Tatiana Galati
Tatiana Galati ci diresti come è iniziata la tua relazione con la Pole Dance?

Vivo a Panama dal 2016, ho avuto un ragazzo che mi ha lasciato, ha deciso di tornare in Venezuela e rimanere, il che mi ha lasciato solo e molto depresso. Mentre ero nel mio progetto di ricostruzione personale, un giorno una ragazza (@syucasanova) ha fatto come un commento che ho fatto su Instagram, sono entrato nel suo profilo e ho visto che faceva pole dance … la mia prima reazione è stata Woow ohhh Dio che voglio fallo! … Ho contattato l’accademia che era sulle etichette e la settimana successiva ho iniziato … nell’ottobre 2017 sono entrato in Tatiana Galati@chantypolecenterpty con il professor Taneth Salazar, ho imparato davvero in fretta e ho sentito che avrei potuto dare molto di più … ma ho anche sentito che il Il professore non l’ha visto, quello che un’altra classe mi ha frustrato, e dato che è la mia storia in pole, ti dico che era tanto il mio desiderio di migliorare che di notte ho chiesto a Dio che per favore l’insegnante si rendesse conto che potevo dai di più! Che ho notato! … Il mio desiderio di continuare era molto forte … Haha, non avrei più voluto lasciarmi vincere così … Sono passati due mesi e un nuovo insegnante è arrivato all’Accademia @ jessica.bustamante (dono di Dio) e in prima classe con è cambiata in meglio! Ho deciso di spostare tutte le mie lezioni con lei perché semplicemente scorrevo; è così che la disciplina mi ha colto completamente. È stato quando ho iniziato a fare la pole, ho pensato che stesse ballando sul tubo, ma era così sbagliato … col passare del tempo, ho capito che la pole era ed è molto più che semplicemente ballare.

Quali sono stati i momenti più belli della tua carriera, come atleta della disciplina?

Finora sono stati i momenti migliori, le mie presentazioni in dupla con @ alejacastro89, insieme siamo cresciuti come atleti, siamo diventati davvero polesister. È il coordinamento, la forza, il desiderio e il desiderio di realizzare un bel lavoro che rifletta tutto lo sforzo di ogni pratica; Le coppie sono un’opera di comunicazione e pazienza, per esprimere l’arte per l’ispirazione di tutto quanto sopra, la soddisfazione di esprimere nell’arte le emozioni, i sacrifici, i lividi, le cadute. Sempre per mano di @ jessica.bustamante e del team @tcpolesport

Tatiana Galati Quali vantaggi pensi che la disciplina del palo porti agli atleti che la praticano?

Molti! Innanzitutto, emotivo, perché ti sfida ogni giorno a essere migliore di ieri, a dare fiducia in te stesso, a migliorare la tua autostima, a valutare ogni parte del tuo corpo, a trasferire la sensazione di dolore … E fisicamente troppi, forza, equilibrio, migliora la circolazione, la flessibilità, il coordinamento motorio …

Con quali altre discipline completate la pratica del Polo?

Jogging, fitness e pesi.

Tatiana Galati Quali aspetti hai in mente quando prepari una coreografia?

Il pubblico, a cui è rivolto principalmente, ciò che desidero esprimere e l’ambiente in cui viene eseguito.

Cosa stai cercando di trasmettere attraverso un’esibizione di Pole Dance?

Personalmente, cercherò sempre di esprimere la mia essenza, qualunque sia la canzone, il luogo o la variante pubblica.

Quale messaggio vorresti lasciarci?

Voglio ringraziare tutti i poledancers del mondo per aver dato il meglio di ognuno, per tutti i sacrifici, per l’ispirazione per coloro che hanno iniziato e per tutto l’amore che hanno dato a questa bella disciplina.

Bertoli Eraclide; Billia Lorenzo Michelangelo; Bini Cima GiovanniBava Pompeo Vincenzo

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Descrizione: – Corrispondenza: tra i moltissimi corrispondenti si segnalano: Abba Giuseppe Cesare; Ademollo Alessandro; Agostini Gianjacopo; Alati Clemente; Albicini Cesare; Alinari Arturo; Antona Traversi Camillo; Antonini Sebastiano; Ardito Pietro; Arezio Luigi; Armei Melchiade; Arnaud Jean; Ascoli Graziadio; Bacchi della Lega Alberto; Bacci Vittorio; Balbis E.; Balzani Ugo; Barbèra Gaspero; Barbèra Giuseppe; Barrili Anton Giulio; Bartoli Eraclide; Barzellotti Giacomo; Barzolotti Giovanni; Bassani Ugo; Bava Beccaris Fiorenzo; Belli Palmira; Bellucci Alessandro; Bencivenni Ildebrando; Bergamini Alberto; Bertoli Eraclide; Billia Lorenzo Michelangelo; Bini Cima Giovanni; Bizio Gradenigo Leopoldo; Boccardo Gerolamo; Bodio Luigi; Bonacci Brunamonti Maria Alinda; Bonazzi Luigi; Boncompagni Luigi; Bongi Ruggero; Bongi Salvatore; Bontempelli Massimo; Borgognoni A.; Boschi Giulio; Boselli Paolo; Bottari Ercole; Bovet Ernest; Bozzone Antonio; Bravetta Ettore; Brilli Ugo; Broglio Emilio; Bufalini Maurizio; Burbi Giuseppe; Bustelli Anton Maria; Caetani di Sermoneta Onorato; Caetani Livio; Caix Napoleone; Calvari Decio; Campello Paolo; Canonico Tancredi; Canti Gustavo; Cantoni Carlo; Capelli Luigi Mario; Cappuccini Enrico; Coccoluto Ferrigni Pietro; Corsi Enrico; Costetti Giuseppe; Credaro Luigi; Cremona L.; Cristofani Antonio;

Alessandro; Marconi Enrico; Margherita di Savoia; Marolla Guido; Martini Ferdinando; Maruffi Gioacchino; Masi Ernesto; Mazzi Curzio; Mazzoni Guido; Menegazzi Gian Battista; Modena Gustavo; Molinari G.; Molinari Giuseppe; Monaci Ernesto; Mondolfo Ugo Guido; Monti Achille; Morelli A.; Moro Lin Angelo; Morpurgo Emilio; Mortara Lodovico; Musatti  Croce Benedetto; Cruciani Alibrandi Enrico; Cuniberti Teodoro; D’Ancona Alessandro; D’Ovidio Francesco; Dall’Oppio Domenico; De Amicis Edmondo; De Amicis Vincenzo; De Cesare Raffaele; De Donato Giannini Pietro; De Gubernatis Angelo; De Martino Giacomo; Vincenzo Pompeo Bava De Rossi Eugenio; Degli Azzi Vitelleschi Francesco Maria; Del Giudice Pasquale; Del Lungo Isidoro; Della Vedova Giuseppe; Dina Giacomo; Dini Ulisse; Durante Luciano; Emanuelli Pio; Errera Alberto; Fabretti Ariodante; Failla Domenico; Fani Angelo; Fani Cesare; Farner Eugenio; Fasola Carlo; Favarelli Luigi Giuseppe; Fenaroli Giuliano; Ferrajoli Alessandro; Ferrajoli Gaetano; Ferrari Bernardo Carlo; Ferrari Francesco;  Bava Pompeo Vincenzo ; Ferraris Maggiorino; Ferretti Adolfo; Fiorentino Francesco; Fissore D.; Franchetti Augusto; Frigeni Guido; Frisoni C.; Fumagalli Giuseppe; Gabelli Aristide; Galati Fiorentini Domenico; Gallenga Stuart Romeo; Gallina Giacinto; Gallo Nicolò; Gamberale Luigi; Gargiulo Raffaele; Gauss H.; Gentili di Rovellone Tarquinio; Gherardi Pompeo; Gherzi Adolfo; Giada Carlo; Girardi Gerardo; Graf Arturo; Grisostomi Gaetano; Grispigni Francesco; Grispigni Francesco; Guerrini Olindo; Hauvette Henri; Iaia Donato; Imbriani Vittorio; Labbate Alfredo; Labriola Antonio
 Bava Pompeo Vincenzo ; Lapi – Casa editrice; Lauricella Giovanni; Lega G; Malvani Giacomo; Mancini Giovanni; Mancini Girolamo; Mantegazza Paolo; Marasca

Cesare; Nasi Nunzio; Nencioni Enrico; Noack Frithjof; Nurisio Saverio; Orlandi Guido; Orlando Vittorio Emanuele; Osio Egidio; Osio Maria; Padovani Vincenzo; Paliotti Guido; Papa Pasquale; Paravia Giovanni Battista; Pasqualigo Cristoforo; Passini Gildo; Paternò Emanuele; Pavia Luigi; Pellegrini Federigo; Pellegrini Francesco; Pelloux Luigi; Pèrcopo Erasmo; Peruzzi Toscanelli Emilia; Pezzè Pascolato Maria; Pianciani Luigi; Pinelli Luigi; Pitré Giuseppe; Pratesi Mario; Prestini Vittorio; Prinetti Giulio; Quaranta Clinio; Rajna Pio; Renier Rodolfo; Reinsberg Düringsfeld;Ricci Raffaello; Ricciardi Giuseppe; Ridolfi Giuseppe; Rivolo Michele; Romizi Augusto; Roncaglia Alessandro; Rosa Ugo; Rossetti Agresti Oliva; Rossi Egisto; Rossi Silvio; Roux Onorato; Rudinì Antonio Starrabba; Ruggero Giuseppe; Russo Ferdinando; Salandra Antonio; Salomone Marino; Salvatori Luigi; Santini Ferdinando; Saredo Giuseppe; Scaramucci N. Umberto; Scarfoglio Edoardo; Schanz Giulio; Schuchardt Hugo; Scotti Carlo; Serafini Silvio; Sforza de Oropesa Lina; Sonnino Sidney; Sordini Giuseppe; Sparagna Alfonso; Spaventa Silvio; Speranza Gino; Spezi Pio; Staffetti Luigi; Stinat Giambattista; Taine Hippolite; Tallarigo Carlo; Tenneroni Annibale; Testa Cesario; Teza Emilio; Tiberi Leopoldo; Tirindelli Gustavo; Tittoni Tommaso; Tommasini Mattiucci Pietro; Toniazzo Guglielmo; Torraca Francesco; Tortoli Giovanni; Trabalza Ciro; Treves Emilio; Tribolati Felice; Trombetta Mario; Turri Vittorio; Urbini Giulio; Valentini; Vanni Manfredo; Vannucci Atto; Veronese Giuseppe; Viganò Pietro; Villari Pasquale; Visconti Venosta Giovanni; Windram Alice M.; Zaccagnini Giuseppe; Zanotti Bianco Ottavio; Zendrini Bernardino.
– Documenti: i nuclei di documenti Vincenzo Pompeo Bava diversi dalle lettere sono relativi soprattutto a:
– La curatela della pubblicazioni dei sonetti di Gioacchino Belli per la casa editrice Lapi di Città di Castello
– La causa legale con Maria Pascoli per un presunto plagio da parte di Giovanni Pascoli di una poesia di Morandi
– L’attività di indagine e promozione delle biblioteche popolari
– L’attività di ricerca come studioso di storia della lingua
– L’attività di poeta e commediografo
– Gli atti preparatori per articoli e pubblicazioni, tra i quali “Come fu educato Vittorio Emanuele III” (1901)
– materiale bibliografico: accanto a lettere e documenti sono presenti molti materiali a stampa, sia pubblicazioni di natura periodica sia opuscoli ed estratti di opere dello stesso Morandi ma anche di altri.

Ordinamento: La corrispondenza è conservata in fascicoli nominativi e i documenti sono raccolti secondo criteri tematici

Strumenti di ricerca:
Roberto Baglioni, Elisabetta Bettio, Francesca Capetta, Il fondo Luigi Morandi, 2011

Intervista a Carlotta Tempestini, attrice, fotomodella, Pole Dancer : Ecco chi è il fantasma nel cielo

in Cover/Intervista/Moda/Street fashion/Talents by
Carlotta Tempestini

Com’ è la tua vita quotidiana fuori dallo sport?
Nella mia vita quotidiana mi piace fare cose tranquille, quando non ho allenamenti o spettacoli uso il mio tempo libero per rilassarmi, ricaricare il mio corpo,stare con la mia famiglia e gli amici più cari.Non mi piace stancarmi al di fuori degli allenamenti… Nella vita di tutti i giorni poso spesso per fotografi come secondo lavoro, poi devo occuparmi dei costumi per i miei spettacoli e di ripassare le coreografie… di tempo libero mi rimane poco. Comunque la pole per me non è uno sport .. ma un elemento artistico che aggiungo ai miei
show

 Carlotta Tempestini
Carlotta Tempestini

Oggi guardandoti allo specchio come ti definisci?
una giovane donna… con un corpo tonico modellato dall’ attività fisica, a mio agio col mio corpo del quale
non cambierei nulla, non perché sia perfetto ma a me va bene così

Ci racconti tutto dall’ inizio come ti sei avvicinata a questo sport?
Ho iniziato con danza classica e moderna poi ho aggiunto tessuti aerei. Tre anni fa il mio insegnante di aerea portò me e altri ragazzi a Italia s got talent e lì ho conosciuto un’ istruttrice che mi ha invitata a provare e ha detto che sono portata e dovevo assolutamente iniziare

Tu ti senti bella?
sinceramente sì.. mi sento bella e anche molto fortunata per ciò che la vita mi ha dato. col passare degli anni ho imparato a apprezzarmi sempre di più e a ignorare chi magari mi dice che sembro ingrassata, non ho le tette o altro… quando le critiche sanno d’ invidia poi valgono quasi più dei
complimenti

Cosa significa per te essere bella?
la bellezza è soggettiva.. ognuna ha il suo punto di forza… tutto sta nel trovarlo e valorizzarlo. molto importante secondo me è avere una bella postura. Per quanto riguarda la linea a me non piacciono ragazze troppo magre ma giuste. Comunque tutte possono essere belle magari anche una ragazza in carne, per esempio può avere uno sguardo magnetico e occhi stupendi che un’ altra non ha.

Quali sono le tue aspirazioni future?
Mi piacerebbe avere un agente che mi organizzi ancora più trasferte all’estero di adesso. sono già stata in varie parti di Europa con la tribute ufficiale italiana di Katy Perry in cui lavoro come ballerina ma mi piacerebbe andare anche fuori dall’ Europa

poi mi piacerebbe avere qualche esperienza valida di recitazione, magari interpretando una ballerina o una poler. Poi adoro fare i video musicali ne ho già fatti alcuni e mi piacerebbe farne altri

Ci sono stati momenti scoraggianti in cui stavi per mollare tutto?
a volte sembra tutto difficile… ci sono persone che mi hanno ingaggiata per qualcosa e poi era una truffa, ci sono persone che mi consigliano di smettere perché così ho troppo poco tempo lobero, chi critica il mio stile e chi ce la mette tutta per farmi sentire inferiore. La soluzione è mettere da parte cose o persone negative come se non esistessero. Mi è successo anche di fare un’ esibizione non perfetta come avrei voluto… L’ importante è capire l ‘ errore e mai mollare. Le cose da mollare sono i lavori che non danno soddisfazione e le persone negative. Per quanto riguarda la pole nello specifico sono 3 anni che la pratico e non ho mai pensato di mollarla e non l’ ho mai vissuta come una competizione di campionati mondiali, la uso solo come aggiunta nei miei spettacoli…forse farò dei campionati più avanti ma per ora faccio
solamente la show girl.

E’ necessario integrare la pole con qualche altra attività tipo la corsa o la palestra?
La corsa secondo me assolutamente no… la corsa serve a bruciare calorie… per la pole ci interessa aumentare forza muscolare e flessibilità… quindi sì alla palestra anche se io personalmente preferisco addominali glutei e flessioni a corpo libero. Gli esercizi di flessibilità per spaccate e schiena sono fondamentali per fare belle figure. Sarebbe da integrare danza per la grazia e le linee

Quali sono le ragioni per cui una donna dovrebbe avvicinarsi alla pole dance?
Dipende… ci sono più possibilità. dipende dall’ obiettivo che hanno le donne in questione. Per esempio ginnaste che vogliono fare campionati, artiste ballerine come me che vogliono ampliare i loro show con qualcosa in più, o semplicemente donne che vogliono tenersi in forma divertendosi e facendo amicizia. Ma attenzione perché non è un’ attività solo da donne, ci sono anche molti uomini che la praticano.

Sul piano fisico in particolare quali sono i maggiori benefici?
Tonicità, definizione muscolare, resistenza alla fatica, aumento della forza.

Un consiglio a chi vuole iniziare?
all ‘ inizio non è facile perché serve molta forza nelle braccia.. il consiglio è non arrendetevi perché a nessuno riesce subito. Altra cosa.. il palo è super scivoloso, cercate di andare a lezione con la pelle pulita e
asciutta, pulite il palo con alcool prima dell’utilizzo e scegliete un buon grip.

Se venite dalla danza e magari siete molto flessibili vi consiglio lezioni private perché in questo modo imparerete più in fretta e potrete provare prima le figure avanzate.

Jennifer Lopez, corpo pazzesco a 50 anni: merito della pole dance

in argentino/biografia/BIOGRAFÍAS/Cinema/Editorial/entrevista by

Il segreto del corpo incredibile di Jennifer Lopez, sfoggiato alla sfilata Versace, è merito di dieta (low carb) e pole dance, che ha imparato per il film “Hustlers”

25 settembre 2019 – Jennifer Lopez ha incantato tutti, alla Milan Fashion Week di settembre 2019, sfilando per Versace con l’iconico abito “Jungle Dress” creato per lei da Donatella nel 2000 e indossato nuovamente dalla cantante-attrice, ancora più bella e in forma a 50 anni compiuti che a 31.

“Incredibile”, il commento pressoché unanime di tutto il mondo, dopo che immagini e video dell’evento sono rimbalzati ovunque.

Questa donna non invecchia, migliora. Merito di una serenità privata ritrovata, grazie all’amore con Alex Rodriguez. Merito soprattutto del rigore e della disciplina che da sempre accompagnano la vita di Jennifer, ballerina professionista abituata ai sacrifici e alle diete rigorose, e a tanto, tanto allenamento.

Dieta e allenamento, binomio vincente per tutti. Nel caso di Jlo, si traduce in alimentazione low-carb e nell’ultimo anno, in pole dance.

La Lopez si è infatti allenata duramente per 4 mesi, in vista delle riprese del suo ultimo film Hustlers, in cui interpreta la pole dancer veterana Ramona.

Jennifer ha preso lezioni con la numero uno, la ballerina e coreografa professionista Johanna Sapakie, coreografa e performer del Cirque du Solei.

Una delle cose più difficili che io abbia mai fatto fisicamente. Ma alla fine ne è valsa la pena

Sicuramente, Jennifer, lo sottoscriviamo tutti.

Pole dance mania: i benefici e i segreti della danza acrobatica più femminile che ci sia

in argentino/biografia/BIOGRAFÍAS/entrevista by

Uno sport intenso e completo che permette di bruciare calorie e tonificare tutto il corpo: alla scoperta dei segreti della pole dance, con l’insegnante Valentina D’Amico

Vietato confonderla con la lap dance. La pole dance (ovvero danza con il palo), nasce nei night club per approdare nelle palestre di tutto il mondo come danza acrobatica capace di incantare chi la guarda. Imparare l’arte della pole dance non è un gioco da ragazzi: per imparare le 140 figure previste serve impegno, dedizione e la giusta preparazione fisica per incrementare forza, resistenza, flessibilità e coordinazione. Un lavoro davvero completo che consente di bruciare calorie e al tempo stesso di tonificare tutto il corpo. Abbiamo chiesto alla vulcanica Valentina D’Amico, insegnante di pole a Milano nonché fondatrice del blog PoledanceItaly, di spiegarci benefici e segreti della pole dance.

Quali sono le ragioni per cui una donna dovrebbe avvicinarsi alla Pole Dance?
Tutte quante vogliamo sentirci più belle e attraenti con un corpo più tonico e non soltanto per la prova costume. La pole dance è uno sport molto intenso, ma completo. Durante le lezioni si lavora sul potenziamento muscolare e quando si sale sul palo ci si allena senza neanche accorgersene. Quello che amo di questo sport è che ti mette sempre alla prova. Puoi fissarti degli obiettivi e raggiungerli anche abbastanza in fretta e questo ti spinge ad andare avanti e fare sempre di più.
Sul piano fisico in particolare quali sono i maggiori benefici?
Il corpo cambia molto in fretta già nei primi tre mesi di allenamenti si possono vedere i primi risultati specialmente la parte superiore. Si modellano le spalle, la schiena e le braccia si rassodano facendoci dire molto presto addio all’odiata pelle cadente sotto il braccio. Per non parlare del punto vita che si assottiglia per dare spazio agli addominali. Anche gambe e glutei lavorano intensamente per aiutarci a salire sul palo da pole dance e appenderci. Il fisico si scolpisce e contemporaneamente si diventa più forti e resistenti.
È necessario integrare la pole con qualche altra attività tipo la corsa o la palestra?
Sì e no, dipende dagli obiettivi che una persona si prefissa. Se fate pole dance per divertimento allora è sufficiente fare quello. Se invece l’intenzione è quella di migliorare e magari esibirsi o gareggiare allora sono consigliate attività supplementari. Penso alla corsa per aumentare il fiato e resistere di più quando ci si esibisce o alla palestra per potenziare i muscoli. L’allenamento funzionale ad esempio è un ottimo metodo per lavorare sulla resistenza e sulla potenza e esplosività, due caratteristiche importantissime nella pole dance.
Quanto tempo ci vuole per avere le prime soddisfazioni?
Se dicessi che le primissime soddisfazioni arrivano durante la prima lezione di pole dance, mi credereste? Quando dico che faccio e insegno pole dance molte donne mi rispondono che non ci riuscirebbero mai o che non hanno forza nella braccia. Dopo la prima lezione si ricredono e capiscono che con la giusta tecnica e un pizzico di coraggio possono fare tutto. Alla prima lezione già ci si può sedere sul palo, ma anche fare dei giri per divertirsi.
Sembra che ci sia un po’ il boom della pole, come mai?
Negli ultimi cinque anni ho visto una crescita velocissima della pole dance in Italia. Penso che dipenda dalla natura di questa disciplina. Un lato sportivo in cui ci si potenzia e un lato più femminile quando si cerca di creare una coreografia con tutte le figure fatte o perché no quando si indossa un bel tacco alto e si balla attorno al palo. La pole dance inoltre è accessibile a chiunque in qualunque momento. Non richiede capacità fisiche specifiche, non bisogna avere fatto danza o ginnastica da piccole e si può iniziare a qualsiasi età.
Spesso, a torto, la pole è associata ad una pratica poco “seria”. Vogliamo sfatare questo mito?
L’abbinamento è dato dalla storia di questo sport. Dal circo, ai night club per arrivare oggi nelle palestre. Più di 100 anni di storia, tanti film con spogliarelliste sui pali e ovviamente quando si sente parlare di allenamento al palo il primo abbinamento è verso la lap dance. Il palo fa parte della storia dei night da tantissimo tempo ed è stato messo in quel luogo perché poteva essere usato dalle ballerine per i loro spettacoli sexy. La differenza tra la pole dance e la lap dance è che quest’ultima prevede un contatto con il pubblico fatto di ammiccamenti e strusciamenti mentre nella pole dance questo contatto non c’è. Detto questo non significa che una donna che fa pole dance non possa fare lap dance e viceversa. Dire che la pole dance e la lap dance sono la stessa cosa solo perché c’è un palo è come dire che il calcio e la pallavolo siano la stessa cosa perché c’è una palla.
Un consiglio a chi vuole iniziare?
Prendete una borsa, metteteci dentro coulotte e una canottierina cercate la scuola più vicino a voi e provate una lezione. Attenzione devo avvertirvi che di solito chi prova una lezione si innamora e non smette più di fare pole dance.

Marco Trabucchi

Pole dance: cos’è e quali sono i benefici

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port intenso e completo che permette di bruciare calorie e tonificare tutto il corpo, la pole dance sta diventando un’attività sempre più amata dalle donne. Scopri qui di cosa si tratta e i suoi benefici

La pole dance è un mix di ginnastica e danza con la pertica, da non confondere con la lap dance, altra attività che prevede l’uso di un palo ma non è sportiva, bensì ludica di intrattenimento e praticata negli strip club.

La pole dance si basa sull’esecuzione di figure acrobatiche, che richiedono notevoli doti di forza, scioltezza, coordinazione, agilità, flessibilità e resistenza.

Divenuta vero e proprio sport, la pole dance ha visto il primo Campionato Italiano svolgersi a Roma nel 2010, promosso dalla Federazione Italiana di Pole Dance, mentre il primo Campionato Mondiale si è svolto nel 2005 ad Amsterdam.

Pole dance: le origini

Secondo fonti storiche la pole dance si è sviluppata nel Nord America durante gli anni della depressione del 1920. I circensi sembra che utilizzassero i pali dei tendoni per svolgere vere e proprie performance durante gli spettacoli itineranti.

Altre fonti indicano invece la pole dance come sport che deriva direttamente dalla Mallakhambuna pratica che utilizza una pertica di legno sulla quale si esibivano solitamente degli uomini, che nasce nel dodicesimo secolo in India.

La pole dance incominciò poi gradualmente ad evolversi passando da spettacolo itinerante ad appuntamento fisso nei bar intorno agli anni ’50, in contemporanea al Burlesque.

Pole dance: gli strumenti

Per praticare la pole dance serve solo ed esclusivamente un palo. Ma non tutti sono uguali. Le dimensioni del palo – che influenzano le esecuzioni – variano da diametro di 50mm, ai più piccoli di 38mm.

materiali principalmente utilizzati per i pali sono l’acciaio inossidabile, l’acciaio cromato per elettrolisi o le barre a sezione tonda in ottone.

Le diverse finiture superficiali del materiale hanno singolari proprietà di presa: l’acciaio lucido è uno dei materiali più scivolosi tra quelli elencati dunque idoneo per figure che richiedono meno grip (ancoraggio), e permette una danza più veloce, più fluida, mentre i pali di ottone forniscono più attrito, consentendo una tenuta delle mani e delle altre parti del corpo più salda che permette la realizzazione di una danza lenta e sinuosa o improvvisi bloccaggi per serraggio delle gambe o braccia in fase di discesa veloce.

Pole dance: i benefici

La pole dance è uno sport intenso e completo – oltre che divertente – che richiede impegno, dedizione e la giusta preparazione fisica per incrementare forza, resistenza, flessibilità e coordinazione.

Tutto ciò consente di bruciare calorie e al tempo stesso di tonificare tutto il corpo. Già nei primi tre mesi di allenamento si potranno notare i primi risultati: le spalle si modellano, la schiena e le braccia si rassodano, il punto vita si assottiglia, gambe e glutei si scolpiscono e contemporaneamente diventano più forti e resistenti.

Se la pratica ti incuriosisce e vuoi iniziare non ti resta che prendere una borsa, metterci dentro una coulotte e una canottiera e cercare la scuola più vicina per provare una lezione. Complice il boom avuto in questi anni, non faticherai a trovare una struttura seria in cui metterti alla prova.

Ex dirigente anas Antonio Valente La capacità di creare un’infrastruttura, e quindi un servizio, che acquisisca la qualità della resilienza rappresenta

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La capacità di creare un’infrastruttura, e quindi un servizio, che acquisisca la qualità della resilienza rappresenta un nuovo tema di studio e applicazione, e richiede l’esercizio di una progettazione in grado di prevedere, anticipare e analizzare fenomeni che potrebbero generare situazioni di crisi.

L’esperienza in tema di dissesti e disastri ambientali ha mostrato che gli elementi agenti sulla vulnerabilità del territorio sono spesso riconducibili a fattori di origine naturale, quali particolari caratteristiche geomorfologiche e condizioni di instabilità dei versanti, eventi meteorologici inattesi e fattori connessi all’antropizzazione del territorio.

Durante la progettazione di opere di ingegneria civile si tiene perciò conto di tutti questi fattori e si agisce individuando le caratteristiche più opportune da fornire all’opera per favorire la rapidità di risposta alle situazioni di crisi.

1.LE OPERE IN SOTTERRANEO

Come puntualizzato più volta da Ing. Antonio Valente Le opere in sotterraneo si inseriscono nel territorio per creare vie di comunicazione nei casi in cui non è possibile, o comunque non è soddisfacente in termini di esigenze progettuali, la scelta di un percorso di superficie. L’impiego di questo tipo di opere ha fornito nuovi strumenti a favore dell’ottimizzazione della scelta del tracciato, sia in termini di inserimento nel territorio che di passaggio in zone difficili, ad esempio nel caso di interferenza con versanti con particolari condizioni di instabilità, contribuendo ad indirizzare la progettazione delle infrastrutture verso standard qualitativamente crescenti.

L’esperienza ha inoltre evidenziato la capacità delle gallerie, se adeguatamente progettate e inserite nel territorio, di essere “resilienti”, in grado cioè di garantire un servizio, in condizioni di sicurezza, anche a seguito di eventi eccezionali, quali i dissesti ambientali o il sisma.

Poi Antonio Valente illustra Si  due casi in cui questo aspetto è stato direttamente e indirettamente sperimentato. Il primo esempio riguarda il progetto del nuovo valico del Col di Tenda, pensato come importante collegamento transalpino in sotterraneo capace di garantire il servizio anche a seguito di eventi che compromettano la funzionalità di una delle due canne, e durante le stesse lavorazioni. Il secondo caso è invece quello di una galleria già in funzione che è stata interessata dagli eventi sismici del 2009 nel territorio de l’Aquila, e che ha mostrato un comportamento strutturale resiliente alle intense sollecitazioni, senza subire danni tali da comprometterne la sicurezza funzionale.

2.GALLERIA DEL COL DI TENDA

Ecco perché spiega Antonio Valente ex dirigente anas che La galleria di valico del Colle di Tenda ha rappresentato, fin dalla sua costruzione negli anni 1873-1882, uno dei principali valichi delle Alpi del sud, poiché si colloca su una direttrice che consente il collegamento diretto della pianura padana (provincie di Cuneo e Torino) con la Costa Azzurra e la costa ligure, attraverso le propaggini occidentali delle Alpi Marittime lungo la valle Vermenagna (in Italia) e la valle della Roya (in Francia). In particolare, attraverso la S.S.20, dalla città di Cuneo si raggiunge il Colle di Tenda in direzione sud, si supera la galleria di valico ed il confine (1.320 m.s.l.m.)e si prosegue in Francia lungo la RN204. Questo collegamento fa parte dell’itinerario europeo E74.

La progettazione delle nuove gallerie del Col di Tenda si è resa perciò necessaria per adeguare uno dei collegamenti più antichi ed importanti tra due nazioni confinanti, Francia e Italia, alle moderne esigenze di sicurezza che la circolazione stradale esige. In particolare risultava ormai evidente l’inadeguatezza della sagoma limite, che non consentiva il transito nei due sensi di marcia dei mezzi pesanti, e la vetustà strutturale, manifestatasi con dissesti iniziati a metà del secolo scorso.

L’esigenza di un progetto per un nuovo collegamento nasceva dalle indicazioni espresse dalla Commissione Intergovernativa per il Miglioramento dei Collegamenti Franco-Italiani nelle Alpi del Sud (CIG), per la quale “la sicurezza del tunnel stradale del Tenda rappresentava una priorità assoluta”. Pertanto, sin dalla prima riunione d’insediamento della CIG si procedeva all’esame delle soluzioni progettuali elaborate nell’anno 2000 dal gruppo di lavoro Italo-Francese (ANAS-DDE-CETU) per la messa in sicurezza e la ricostruzione del tunnel stradale del Colle di Tenda.

Figura 2: Galleria esistente

Successivamente la CIG decideva di costituire un gruppo di lavoro dedicato allo sviluppo del progetto preliminare dell’opera, il quale in seguito individuerà come preferibile la soluzione “Alta”, cioè una configurazione composta da due gallerie mono-direzionali ad una corsia di traffico, prevedendo la realizzazione di una canna nuova e l’alesaggio del tunnel esistente.

Tale decisione fu confermata dai due Governi e venne dato mandato di procedere con le attività di progettazione e di acquisizione dei permessi necessari per l’avvio dei lavori nei due paesi.

Si decise inoltre di procedere con un appalto unico che comprendesse tutti i lavori previsti, sia in territorio italiano sia in quello francese, in sotterraneo e all’aperto, e all’Italia andò la responsabilità di procedere alle attività di gara d’appalto, di affidamento dei lavori e di controllo degli stessi secondo un rapporto internazionale regolato da un trattato appositamente redatto; si decise che, acquisiti tutti i pareri e le autorizzazioni delle rispettive nazioni, il progetto definitivo sarebbe stato redatto dall’ANAS, per essere poi messo in gara secondo gli standard e le normative italiane.

3.STORIA GALLERIA DEL COL DI TENDA

L’importanza del Colle di Tenda, come fondamentale via di transito si evince dalla ricca storiografia che tiene memoria delle vicissitudini di questa zona col succedersi dei poteri. Già nel 1614, durante il Ducato dei Savoia, si diede inizio ai primi tentativi di scavo, tuttora visibili, della galleria; nell’anno 1633 una relazione inviata dall’auditore Buonfiglio al duca di Savoia, con un aggiornamento dei lavori effettuati e delle spese sostenute, descrive com’erano stati scavati solo pochi metri di galleria, proponendo di tentare un nuovo scavo in un’altra zona del colle. Le testimonianze dei primi tentativi sono visibili alla quota 1.470 dove è presente un foro con un raggio di circa 2,50 metri che si addentra nella roccia per qualche decina di metri; il tentativo è stato abbandonato probabilmente per le difficoltà incontrate, poiché ci si è imbattuti nei flysch argillosi attraverso un visibile piano di sovrascorrimento invece che nei tenaci calcari giurassici. Questo primo tentativo fu abbandonato nell’anno 1784 sotto il regno di Vittorio Amedeo III Re di Sardegna.

Solo successivamente ci fu l’effettiva volontà di realizzare il collegamento tra i due versanti; nel 1873 il Parlamento italiano approvò il progetto dell’ingegnere Giovanni Delfino e si diede inizio ai lavori che terminarono nel 1882, con la realizzazione di un traforo di 3.186 m, ad una quota di circa 1.300 m. Si riportano alcuni disegni del progetto dell’epoca:

Figura 3: Progetto del tunnel esistente

Le numerose difficoltà che furono affrontate e la sequela dei numerosi “accidenti” sono stati raccontati nei lavori di Baldacci & Franchi del 1900 e di Sacco del 1905, collegandole principalmente a fornelli, venute d’acqua improvvise e copiose, deformazione degli ammassi.

4.PROGETTO GALLERIA DEL COL DI TENDA

In questa situazione è stato fondamentale ripensare e progettare un collegamento che fosse in grado di garantire il servizio, anche in condizioni eccezionali, inserendolo in un contesto già delineato.

La soluzione progettuale adottata prevedeva la realizzazione di una nuova galleria naturale in affiancamento a quella esistente, e l’allargamento dell’attuale traforo; le due canne dovevano avere un interasse di 30 metri ed essere tra loro collegate da by-pass pedonali e carrabili.

Nella fattispecie l’intervento ha previsto l’adeguamento della galleria esistente e il raddoppio con una seconda canna, in modo da assicurare due vie di passaggio che rispettassero i più moderni standard di sicurezza, e in grado di mantenere il traffico continuo durante le lavorazioni e nel caso di blocco di una delle due canne per un qualsiasi evento eccezionale e distruttivo, compresi incendi, dissesti o altri eventi naturali. La sezione tipo corrente è riportata di seguito:

Figura 4: Sezione tipo di progetto definitivo del nuovo tunnel

5.PECULIARITÀ DELLA DOTAZIONE DI SICUREZZA DELLA GALLERIA DEL COL DI TENDA

Il progetto prevedeva quindi l’esercizio della canna esistente durante i lavori per la realizzazione della nuova e lo spostamento del traffico sulla nuova durante i lavori di alesaggio dell’esistente.

Questa situazione ha richiesto uno specifico studio delle problematiche legate alla sicurezza e delle dotazioni impiantistiche, perciò è stato redatto un apposito “documento di sicurezza” che ne contiene i risultati, comprensivi di una analisi di rischio, sulla base della normativa europea e in accordo con le “Linee guida per la progettazione della sicurezza nelle gallerie stradali” emanate dall’ANAS.

Fondamentale è stato quindi prevedere, per tutta la durata delle lavorazioni, dotazioni impiantistiche che garantissero:

  • sicurezza degli operatori, degli utenti e degli impianti;
  • affidabilità degli impianti e massima continuità di servizio;
  • scelta di apparecchiature improntata a criteri di elevata qualità, semplicità e robustezza, per sostenere le condizioni di lavoro più gravose;
  • semplicità ed economia di manutenzione;
  • risparmio energetico;
  • cura dei vincoli architettonici, in modo da non interferire negativamente con il contesto ambientale.

Perciò in considerazione della necessità di mantenere il collegamento tra i due versanti sempre in esercizio, di assicurare tutti gli standard di sicurezza richiesti, consentendo l’accesso più veloce possibile alle dotazioni di sicurezza via via disponibili insieme all’avanzamento dei lavori, e nel rispetto degli accordi binazionali sanciti, è stata prevista l’istallazione delle opere impiantistiche in fasi successive.

Per ciascuna fase sono state individuate le opere previste e gli elaborati di progetto sono stati suddivisi per evidenziare la programmazione delle opere da realizzare in ciascuna di esse.

6.FASI REALIZZATIVE

Nella prima fase è prevista la realizzazione di nicchie, all’interno della galleria esistente, durante la chiusura notturna, in corrispondenza della localizzazione dei by-pass che verranno successivamente scavati dalla nuova canna, e completati nella canna esistente, con limitata interferenza con il traffico veicolare.

Figura 5:Realizzazione delle nicchie e scavo della nuova galleria

Successivamente verrà scavata la nuova galleria e i by-pass saranno completati e attrezzati con gli impianti di sovrappressione ed i sistemi di sicurezza; solo ad uno stato sufficientemente avanzato delle lavorazioni, è prevista la messa in servizio.

La realizzazione dei by-pass pedonali e carrabili di collegamento tra il nuovo tunnel ed il tunnel esistente avverrà in maniera progressiva; in questo modo i by-pass già realizzati possono essere utilizzati quali “luoghi sicuri temporanei” per la messa in sicurezza degli utenti presenti nel tunnel esistente, in caso di incendio o di altra emergenza, mentre i by-pass carrabili già realizzati possono essere utilizzati dai mezzi di soccorso per accedere al tratto dell’evento nel caso in cui non riescano ad accedere dalla stessa canna interessata. Lo schema di intervento previsto è sintetizzato di seguito:

Figura 6:Primo schema di utilizzo delle vie di fuga

Per rendere possibile quanto sopra, il progetto del nuovo tunnel e le prescrizioni di capitolato per l’esecuzione dei lavori di scavo prevedono quanto segue:

  • presenza di squadre di soccorso in prossimità di entrambi gli imbocchi, dotate di mezzi in grado di entrare nella galleria interessata dalle nuove lavorazioni;
  • l’organizzazione del cantiere e l’addestramento delle maestranze per consentire l’uso del percorso pedonale protetto e l’accesso dei mezzi di soccorso nell’area di cantiere in caso di emergenze esterne alle singole pertinenze del cantiere (traffico veicolare sulla galleria esistente) senza che gli operai ed i mezzi di cantiere siano di ostacolo;
  • attrezzature di by-pass con le dotazioni impiantistiche e di ventilazione in grado di realizzare dei “luoghi sicuri temporanei”, per il tempo sufficiente all’arrivo dei soccorsi;
  • utilizzo dei by-pass pedonali consentito ad una distanza di 300m dal fronte di scavo della nuova galleria, di conseguenza, le condizioni di sicurezza della galleria esistente verranno incrementate al crescere del numero dei by-pass pedonali;
  • la galleria è sottoposta ad un grado di sorveglianza D4 “sorveglianza umana permanente” dalla SOC ANAS di Torino.

I by-pass pedonali, per funzionare come “luoghi sicuri temporanei” saranno dotati di un sistema di ventilazione in grado di mantenere la sovrappressione dei by-pass stessi, e di una zona filtro interposta tra il locale previsto per ospitare gli utenti e la galleria interessata dal traffico bidirezionale e potenzialmente interessata dall’evento incendio.

Di conseguenza l’impianto di ventilazione garantirà le seguenti modalità di funzionamento:

  • esercizio normale: garantire un adeguato ricambio dell’aria necessario a mantenere accettabili condizioni termoigrometriche e di qualità dell’aria;
  • esercizio in emergenza: garantire la sovrappressione del luogo sicuro temporaneo per impedire l’ingresso dei fumi prodotti da un eventuale incendio presente nella galleria con presenza di traffico, oltre ad assicurare una adeguata qualità dell’aria per il tempo necessario all’arrivo dei soccorsi dalla galleria interessata dalle lavorazioni.

Non è previsto alcun sistema di sovrappressione dei by-pass carrabili che, perciò, verranno utilizzati unicamente da personale autorizzato (squadre di soccorso, pompieri, ecc.).

Le istruzioni che verranno fornite agli utenti presenti nel by-pass inviteranno ad attendere l’arrivo dei soccorsi, però, per volere dei Vigili del Fuoco, la porta di uscita dal by-pass verso il cantiere non verrà bloccata. Sarà quindi possibile che qualche utente entri nel nuovo tunnel e, per evitare che si riversi nell’area di cantiere, è stata predisposta una protezione del percorso pedonale all’interno del tunnel in costruzione, realizzata mediante barriere in calcestruzzo con profilo new jersey come mostrato nell’immagine successiva:

Figura 7:Schema del collegamento durante le operazioni di scavo del nuovo tunnel

Questa protezione, di fronte ai by-pass carrabili è di tipo amovibile (barriere di plastica di colore bianco-rosso). In caso di emergenza, inoltre, l’Impresa dovrà interrompere le lavorazioni ed i movimenti di mezzi per evitare rischi agli utenti ed agevolare l’accesso in cantiere dei mezzi di soccorso.

La fase sarà terminata quando il nuovo fornice sarà completamente scavato e pronto per essere messo in funzione.

Una volta ultimata la nuova galleria verrà deviato il traffico con senso bidirezionale per i veicoli leggeri e con senso unico alternato per i mezzi pesanti e, contemporaneamente, verrà predisposto il funzionamento del sistema di sovrappressione per un eventuale incendio nella nuova galleria.

Le lavorazioni si sposteranno nella galleria esistente, con l’avanzamento dei fronti di allargamento da entrambi i versanti.

In questa fase, i by-pass pedonali saranno tutti completati e funzionanti, in modo da garantire le condizioni di “luogo sicuro temporaneo” per gli utenti che utilizzano la nuova galleria in presenza di traffico bidirezionale, e l’impresa dovrà preoccuparsi di mantenerli agibili, ad eccezione di quelli direttamente interessati dal cantiere.

I by-pass già realizzati saranno utilizzati quali “luoghi sicuri temporanei” per la messa in sicurezza degli utenti presenti nel tunnel esistente, in caso di incendio o di altra emergenza, dove questi attenderanno l’arrivo delle squadre di soccorso, mentre i by-pass carrabili già realizzati saranno utilizzati dai mezzi di soccorso per accedere al tratto dell’evento nel caso in cui non riescano ad accedere percorrendo il tunnel esistente a causa di qualche impedimento.

Figura 8: Alesaggio della galleria esistente

Si riporta lo schema delle condizioni di disponibilità delle vie di fuga per questa fase:

Figura 9: Secondo schema di utilizzo delle vie di fuga

I by-pass che si trovano “a monte” del fronte di allargamento della vecchia galleria collegano la nuova canna al cantiere della vecchia canna già allargata, da dove gli utenti possono essere agevolmente recuperati dalle squadre di soccorso; quelli che si trovano “a valle” del fronte di allargamento della vecchia galleria collegano la nuova canna ad un tratto della vecchia canna nella sua configurazione attuale. I due by pass che si trovano in corrispondenza di un fronte di alesaggio (per complessivi 4 by pass), saranno interdetti all’uso mediante il blocco della porta dal lato della galleria aperta al traffico. Le istruzioni che verranno fornite agli utenti presenti nel by-pass che si trovano “a monte” del fronte di alesaggio inviteranno gli utenti stessi a sostare nel by pass ed attendere l’arrivo dei soccorsi. Però, per volere dei Vigili del Fuoco, la porta di uscita da verso il cantiere non verrà bloccata; sarà quindi possibile che qualche utente contravvenga alle istruzioni ricevute ed entri nel tunnel esistente aprendo la porta di uscita. Per evitare che questo si riversi nell’area di cantiere è prevista la messa in opera di una protezione del percorso pedonale all’interno del tunnel in costruzione realizzata mediante barriere amovibili.

Completato l’allargamento della galleria esistente e il traffico verrà gestito in senso monodirezionale sulle due canne, come previsto nel progetto per la configurazione finale e le condizioni di utilizzo delle vie di fuga saranno quelle tipiche di una galleria a doppia canna:

Figura 10: Fase finale

Figura 11: Terzo schema di utilizzo delle vie di fuga

Tutti gli impianti verranno eserciti tramite un sistema di controllo centralizzato, in grado di gestire il funzionamento della galleria in modo automatico, con la sorveglianza di personale specializzato in un’apposita sala di controllo. L’impianto di Gestione Tecnica Centralizzata (GTC) assumerà il compito di controllare e di gestire tutti gli impianti tecnologici della galleria, attraverso diverse attività tra loro strettamente interconnesse.

La gestione dell’intera galleria sarà effettuata da un unico Centro di Controllo , presidiato 24 h su 24, localizzato presso la sede ANAS di Torino; saranno comunque disponibili, presso gli edifici tecnologici localizzati in corrispondenza degli imbocchi lato Italia e lato Francia, postazioni di comando locale. Da tali postazioni, non presidiate, sarà possibile verificare lo stato dei sottosistemi presenti in galleria, aggiornare e riconfigurare i software di gestione ed attivare le procedure per il controllo e comando in locale degli impianti a servizio della galleria. Fermo restando l’elevato livello di autonomia operativa degli impianti installati, tutte le procedure di allarme, che comportano l’interdizione del traffico in galleria, devono essere confermate dagli operatori presenti nel Centro di Controllo . L’architettura del sistema non può prescindere dalla considerazione che la galleria in esercizio sarà gestita con un sistema di telecontrollo, che dovrà essere mantenuto in vita fino all’entrata in servizio del nuovo sistema.

Per ogni singola fase, si prevede un’evoluzione combinata tra l’implementazione tecnologica e l’evoluzione funzionale, che integra i vari componenti man mano resi operativi in cantiere; il centro operativo di Torino dovrà essere mantenuto costantemente in collegamento con la galleria nelle sue varie fasi di sviluppo.

Tutte le operazioni saranno eseguite senza vincoli rispetto alle altre attività costruttive e, quindi, tutta l’implementazione verrà fatta in parallelo; stesso criterio viene imposto per l’esercizio e per il traffico, che non deve subire interruzioni specifiche a questa attività.

Tutti i componenti impiantistici devono essere di facile integrazione secondo il profilo dato ed essere finalizzati a non compromettere, per nessun motivo ed in alcun momento, la sicurezza degli utenti, oltre agli addetti ai lavori, per tutto il periodo.

La video sorveglianza sarà integrata su una rete specifica e separata dall’automazione.

L’intero sistema sarà organizzato in modo da poter supportare un guasto senza penalizzare le funzioni di sicurezza tipiche presenti e con la capacità di mantenere costante il controllo dall’esterno. Le eventuali necessità di automazione di cantiere (ad esempio: ventilazione, booster, fronte scavo, ecc.) saranno gestite su un sistema separato e indipendente.

Figura 12: Sezione funzionale tipo

In definitiva, vista l’importanza del collegamento transalpino, la progettazione delle opere civili e degli impianti, la programmazione della loro realizzazione e successiva messa in funzione è stata finalizzata a mantenere sempre attiva la circolazione tra i due versanti, garantendo sempre la sicurezza tramite apposite dotazioni impiantistiche e la raggiungibilità delle vie di fuga.

7.GALLERIA DI MONTELUCO E GLI EVENTI SISMICI DEL 2009

Il secondo esempio di comportamento resiliente che si vuole proporre è rappresentato dalla galleria Monteluco, sulla S.S. 17, di competenza del Compartimento ANAS de l’Aquila. L’opera è lunga 1850 m e si sviluppa in direzione circa Est-Ovest tra le progressive stradali km 33+100 e km 34+950 (crescenti verso Est) ed è stata interessata dalle sollecitazioni dovute agli eventi sismici che si sono manifestati nella zona de l’Aquila, culminati nell’evento del 6 Aprile 2009, con epicentro ad appena 3 km dall’opera.

La galleria è stata oggetto di studio, monitoraggio e misurazioni nella fase immediatamente successiva all’evento, allo scopo di verificarne la sicurezza strutturale e l’agibilità, in quanto costituiva un’importante via di collegamento.

Figura 13:sequenza sismica nei giorni 3-4-5 aprile  (29 eventi) e del 6 aprile (225 eventi)

Figura 14: distanza dell’epicentro dalla galleria Monteluco: 3 km

Le operazioni di monitoraggio sono iniziate in data 14 aprile 2009 con il rilievo del quadro fessurativo, l’istallazione delle basi di misura sulle fessure e le relative letture di zero, e si sono protratte fino al 1 settembre. In particolare l’osservazione ha interessato un tratto lungo 450 m, tra le progressive 33+155 e 33+605, individuato come settore particolarmente danneggiato dai tecnici ANAS.

8.RILIEVI E MONITORAGGI

Nella fase iniziale sono state indicate sul rivestimento della galleria le distanze progressive locali, la cui origine è stata posta all’inizio del tratto interessato da monitoraggio, a progressiva 33+155, e sono stati installati i punti di misura. Con questi riferimenti è stato possibile procedere con la mappatura degli elementi rilevati e dei punti di misura.

Nel rivestimento in calcestruzzo si sono create numerose fessure, e si è osservata la dislocazione dei conci in corrispondenza delle riprese di getto; gli elementi osservati sono stati  mappati su una apposita griglia, realizzata disegnando lo sviluppo dell’intradosso della galleria su di un piano orizzontale; le linee verticali indicano le progressive, mentre le linee orizzontali distinguono la calotta, i reni ed i piedritti.

Figura 15: griglia adottata per il rilievo visivo e sviluppo sul piano dell’intradosso della galleria

Nella figura seguente è mostrato, come esempio, una porzione del rilievo, dove sono state schematizzate le fessure, le riprese di getto ed i punti di misura degli spostamenti delle fessure.

Figura 16: esempio di rilievo in forma digitale.

9.SISTEMI DI MISURA

Nei 450 m di galleria, oggetto del monitoraggio, sono state posizionate, in una prima fase, le basi di misura distometriche, costituite da riscontri a cavallo della fessura, da utilizzare come sedi per il posizionamento di un calibro digitale con precisione al centesimo di mm, in modo tale da rilevare gli spostamenti in direzione normale rispetto alla traccia della fessura sul paramento della galleria. Successivamente sono stati installati dei fessurimetri elettrici, costituiti da un trasduttore di spostamento di tipo potenziometrico solidarizzato ad un lato della fessura e un riscontro a battuta solidarizzato all’altro lato della fessura, in modo da misurare gli spostamenti relativi dei due bordi della fessura.

In definitiva sono state posizionate 51 basi di misura distometriche per calibro, ubicate sul lato destro e sul lato sinistro (guardando verso Est), all’altezza sia del piedritto che del rene, con una base di riferimento sul calcestruzzo intatto, necessaria per il controllo e l’eventuale correzione di eventuali fenomeni di deriva strumentale; tra le basi di misura al rene, quelle su fessure ritenute più importanti (in numero di 5), sono state sostituite da fessurimetri elettrici.

10.RISULTATI

I valori di distanza misurati direttamente con calibro digitale e indirettamente mediante centralina per fessurimetri elettrici, sono stati elaborati per ottenere gli scostamenti (delta) rispetto alla lettura di zero; sono stati misurati valori positivi, corrispondenti all’apertura della fessura, e valori negativi corrispondenti alla chiusura, entrambi in direzione normale rispetto al piano della fessura.

Si sono ottenuti grafici del tipo di quello riportato di seguito:

Figura 17: andamento degli spostamenti monitorati

Si vede che l’entità degli spostamenti risulta sempre piuttosto ridotta, entro i 4 decimi di millimetro in apertura e i 6 decimi di millimetro in chiusura; si sono inoltre individuati tre periodi contraddistinti da differenti andamenti degli spostamenti:

  • 1° periodo: 14 aprile  –  29 aprile
  • 2° periodo: 29 aprile  –  18 giugno
  • 3° periodo: 18 giugno  –  1 settembre

E’ stato osservato che durante il primo periodo si è avuta una apertura di molte delle fessure, soprattutto nei punti di misura più prossimi all’imbocco Ovest, ossia tra le progressive 33+155 e 33+400; per alcune fessure si sono misurati gli spostamenti positivi massimi nel primo periodo di osservazione (valori superiori a 0.20 mm), e in definitiva gli spostamenti di apertura rilevati entro la data del 29 aprile costituiscono i valori massimi di apertura rilevati in tutto il periodo del monitoraggio. Nel periodo successivo si ha invece una generalizzata inversione di tendenza, e si assiste alla chiusura di quasi tutte le fessure monitorate. L’entità massima degli spostamenti di chiusura è pari ad un valore di 0.59 mm e quasi il 50% di tutte le fessure è stata soggetta ad una chiusura di almeno 0.20 mm; tra queste sono presenti tutte le riprese di getto su cui è stata posta una base di misura.

Nell’ultimo periodo del monitoraggio, quello compreso tra il 18 giugno ed il 1 settembre, la maggior parte delle fessure sono risultate stabili, con l’eccezione di alcune per le quali si è osservata una apertura di oltre 0.20 mm. Nonostante ciò si è potuto concludere che, in quasi tutti i casi, non si assiste alla compensazione degli spostamenti di chiusura avvenuti nel periodo precedente.

In definitiva è stato possibile concludere che l’andamento temporale degli spostamenti osservato si può attribuire in massima parte ad un effetto stagionale, dovuto alle variazioni termiche all’interno della galleria, che sono state prossime a quelle osservabili all’aria aperta grazie alla presenza in galleria di un sistema di ventilazione che tende a riequilibrare le temperature interna ed esterna. Inoltre non è stato possibile cogliere una correlazione tra gli spostamenti delle fessure osservati e gli eventi sismici del periodo di monitoraggi.

Lo studio condotto ha quindi evidenziato la capacità dell’opera di sopportare gli effetti di un sisma molto intenso, assorbendo l’energia principalmente attraverso la dislocazione dei conci in corrispondenza delle riprese di getto, contenendo la diffusione della fessurazione, a vantaggio della resistenza strutturale e della funzionalità, che non sono state compromesse.

11.CONCLUSIONI

I due casi descritti sono esempio di come i recenti sviluppi nelle metodologie di progettazione hanno influenzato gli standard realizzativi, le metodologie esecutive e le dotazioni impiantistiche e di sicurezza; questo ha portato ad un uso del suolo e del sottosuolo più efficace e consapevole, che sfrutta le gallerie come una risorsa per un migliore uso ed inserimento dell’infrastruttura stradale nel territorio e non le considera più come una maggiore fonte di difficoltà e pericoli ma , grazie all’azione di fattori protettivi, permettono importanti collegamenti anche in caso di dissesti, con un effetto resiliente.

“Positano Gourmet” Al Ristorante La Serra Con Gli Stellati Tramontano E Barthe

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I sapori della cucina Mediterranea incontrano la creatività di quella francese in una serata a picco sul mare della Costiera Amalfitana. Terzo appuntamento con “Positano Gourmet, a cena con le stelle”, la rassegna culinariache si svolge da tre anni al ristorante stellato Michelin “La Serra” dell’Hotel Le Agavi di Positano (via G. Marconi, 169 – www.leagavi.it – 089 81 19 80) con l’incontro di venerdì 13 settembre alle ore 20,30 tra l’executive chef Luigi Tramontano e lo chef Romain Barthe dell’Auberge de Clochemerle nel Beaujolais.

Pur avendo due filosofie diverse di cucina entrambi gli chef brillano per creatività e rispetto della stagionalità dei prodotti. Tramontano, ad esempio, ha scelto come aperitivo un tonno marinato con pistacchi, salsa di frutti di bosco e meringhe salate alla menta.  Barthe punta su un bonbon di cavolfiore alla vaniglia e gel al limone. La “sfida” proseguirà tra funghi, manzo e salsa genovese per poi culminare nei dolci con fichi e cioccolata fondente. A “La Serra” tutto sarà accompagnato come di consueto dai vini selezionati da Nicoletta Gargiulo.

Sfruttando gli ultimi scampoli d’Estate, gli ospiti potranno ancora optare per una tavolo in terrazza dove è possibile ammirare tutta la splendida baia di Positano. Mentre chi sceglie di restare in sala rimarrà incantato dai suoi colori, dalle cupole decorate con foglie dorate al pavimento in maiolica azzurra.

Ultimo appuntamento con “Positano Gourmet” il 10 ottobre con lo chef Angelo Carannante del Caracol a Bacoli.

Menù del 13 settembre

Aperitivo

–        Tonno marinato con pistacchi, salsa di frutti di bosco e meringhe salate alla menta (Chef Luigi Tramontano)

–        Cubo di lardo, con caviale Oscietra e salsa Bercy  (Chef Luigi Tramontano)

–        Tartelletta con cheese cake caprese (Chef LuigiTramontano)

–        Bonbon di cavolfiore alla vaniglia e gel al limone (Chef Romain Barthe)

Menu

–       Fungo, fungo, fungo… (Chef Luigi Tramontano)

–        Fagottelli ripieni di salsa  genovese con pollanca e cipolla ramata di Montoro  (Chef Luigi Tramontano)

–        Filletto di manzo arrosto alla noce di cocco, semola speziata con uvetta di Corinto, confettura di melanzane e cumino (Chef Romain Barthe)

–        Fichi e fichi d’india (Chef Luigi Tramontano)

–       Variazione di cioccolato fondente della Maison Valrhona (Chef Romain Barthe)80%Awesome

Antonio Valente Nel quarto capitolo viene dettagliato lo Standard ANAS Gallerie Esistenti,

in Tessuti aerei by

elettrici, caratteristiche ignifughe degli impianti e una parte importante viene dedicata al Sistema di Controllo e Supervisione. Nel quarto capitolo viene dettagliato lo Standard ANAS Gallerie Esistenti, suddividendo le Misure Strutturali (numero di canne e di corsie, caratteristiche geometriche della struttura galleria, banchine, uscite di emergenza, piazzole di sosta, sistema di drenaggio) e le Misure Impiantistiche. Le principali problematiche inerenti la messa a norma delle gallerie esistenti sono di diversa natura. Il primo problema è sicuramente di natura

finanziaria, vista la situazione economico-finanziaria mondiale e visto il numero di gallerie presenti in Italia, che sono la maggioranza rispetto alla somma di tutti gli altri paesi Europei. Le sole gallerie della rete Tern in Italia sono 517, per un totale di circa 608 Km, di cui corre l’obbligo di adeguamento alla Direttiva Europea ed al Decreto Legislativo 264/06 entro il 2019. I vari gestori (ANAS e Concessionarie Autostradali) hanno iniziato da tempo l’adeguamento, ma molto c’è ancora da fare sia per l’elevato numero sia per la mancanza di adeguati finanziamenti. Le problematiche tecniche sono più facilmente risolvibili, ed a parte la forte incidenza sul traffico che comportano tali lavori sulle gallerie in esercizio, soprattutto nel caso di singola canna, le tipologie d’intervento, sia di natura strutturale sia di natura impiantistica, vengono decise sulla base anche dell’analisi di rischio e di un’analisi costi-benefici. Con l’inserimento di una metodologia di analisi di rischio si è voluto definire uno strumento che caratterizzi la galleria stradale evidenziandone i fattori di rischio e che possa fornire eventuali livelli o condizioni di sicurezza equivalente. In particolare, nelle gallerie esistenti, vi possono essere casi limite che non è possibile trattare con un approccio di tipo sistemico; in queste situazioni si potranno avere, quindi, soluzioni “ad hoc” giustificate da una analisi di rischio specifica e da un’analisi costi-benefici. C’è da considerare che sull’attuale rete in esercizio di ANAS vi sono più di mille gallerie per circa 610 Km, e vi sono casi in cui si deve adeguare anche il tracciato, come ad esempio sulla Autostrada Salerno -Reggio Calabria, con l’abbandono delle vecchie gallerie e la costruzione di nuove di lunghezza maggiore. Le due Circolari emanate dall’ANAS individuano un approccio sistemico nella formulazione dei contenuti per la progettazione o l’adeguamento della sicurezza nelle gallerie, fissando le condizioni di applicazione e dettagliando gli obiettivi da perseguire. Il testo delle Linee Guida ANAS supera gli ambiti del Decreto Legislativo, che ricordiamo trova applicazione sulle tratte denominate TERN, ovvero i corridoi europei, e descrive le modalità progettuali per la messa in sicurezza di tutte le gallerie ANAS già in esercizio o di futura realizzazione su qualunque tratta.

Biografia Dal 1989 al 1995 Antonio Valente è Responsabile Tecnico dei Lavori e dell’Ufficio Progettazioni e Ricerche dell’Impresa ANAS GEOSUD SpA,

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La prima attività professionale che svolge dopo la laurea è in collaborazione con il Prof. Renato Ribacchi, Ordinario di Meccanica delle Rocce del Dipartimento di Ingegneria

Antonio Valente è un ingegnere e Top Manager italiano. Nasce a Villa Latina, in provincia di Frosinone, il 29 maggio 1961. Diplomatosi a pieni voti presso un liceo scientifico, consegue la Laurea in Ingegneria Mineraria (indirizzo Geomeccanico) presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1988, anche in questa occasione con il massimo del punteggio.

Ad oggi vanta un’esperienza di oltre 30 anni nel mondo delle costruzioni, delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità. I campi in cui Antonio Valente è esperto sono quelli delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e di metropolitane, sia nei lavori che nella progettazione, con specializzazione nel campo delle opere in sotterraneo.

I primi lavori di Antonio Valente

La prima attività professionale che svolge dopo la laurea è in collaborazione con il Prof. Renato Ribacchi, Ordinario di Meccanica delle Rocce del Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della sua università. Valente si occupa, nel campo della meccanica delle rocce, dei problemi di stabilità, rilievi e caratterizzazione geomeccanica di ammassi rocciosi di varie gallerie e dighe.

Gli anni ’90

Dal 1989 al 1995 Antonio Valente è Responsabile Tecnico dei Lavori e dell’Ufficio Progettazioni e Ricerche dell’Impresa GEOSUD SpA, con sede in Roma. La società operava prevalentemente nel settore dei lavori specializzati per la costruzione di opere in sotterraneo, opere di ingegneria geotecnica, stabilità e recupero ambientale del territorio, consolidamenti dei terreni, consolidamento delle strutture murarie ed in cemento armato, il recupero statico, fondale ed architettonico di opere civili, monumentali ed archeologiche.

Antonio Valente

Antonio Valente

Tra i principali lavori seguiti in questi anni vi sono: la progettazione ed esecuzione di pozzi profondi nelle subalvee dei fiumi Sinni ed Agri con relativi impianti e condotte; opere speciali di consolidamento dei terreni per lo scavo di diverse gallerie per lavori di espansione della Metropolitana di Roma; il raddoppio della linea ferroviaria Bologna-Verona; diversi progetti e lavori di consolidamento, recupero statico ed ambientale di infrastrutture ed edifici in varie zone d’Italia.

Dal 1989 al 1994 inoltre, collabora anche con la società E.G.O. srl (Elettrogeochimica – Geotecnica – Organizzazione di Ricerca Scientifica), in qualità di Responsabile del Settore Ricerche ed Innovazioni e dal 1993 anche in qualità di Responsabile del Laboratorio Geotecnico.

La seconda metà degli anni ’90

Come Dirigente Responsabile della sede di Roma (Direttore Tecnico), dal marzo 1995 al marzo 2000, della ROCKSOIL S.p.A., Società di Consulenza ed Assistenza Tecnica nel campo della Geoingegneria e delle Opere in Sotterraneo, Antonio Valente svolge attività di progettazione per diverse opere infrastrutturali nel campo delle metropolitane, ferrovie, strade ed autostrade. In particolare si occupa della progettazione esecutiva e costruttiva delle gallerie dell’alta velocità Roma-Napoli e di alcuni tratti delle metropolitane di Roma e Napoli.

Antonio Valente negli anni anni 2000

Dal 2000 al 2002 è Dirigente nella Società Trasporti Automobilistici SpA – Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma (oggi “Roma Metropolitane”), e Responsabile della Struttura Nuove Linee Metro della Direzione Ingegneria (Direttore Tecnico).

Nell’ambito delle sue principali funzioni è Responsabile di Commessa e di Progetto della progettazione preliminare della Linea “C” della Metropolitana di Roma per le tratte funzionali T1, T2, T3, T6, T7 e diramazione C1. I numeri di questa esperienza contano: un importo lavori di circa 3,2 miliardi di euro; 31,8 Km di linea metropolitana; 32 stazioni.

Dal febbraio 2002 viene assunto in ANAS come Dirigente con contratto a tempo indeterminato; pochi mesi dopo viene nominato Responsabile del Servizio Progettazione della Direzione Centrale Programmazione e Progettazione. Nel 2005 è nominato Coordinatore della stessa Direzione e ad interim Responsabile del Servizio Progettazione.

Nel settembre 2008 viene nominato Amministratore Delegato della Società Concessioni Autostradali Piemontesi S.p.A. – società costituita al 50% da ANAS e 50 % dalla Regione Piemonte tramite la controllata S.C.R. SpA. In questi anni sviluppa un’importante esperienza nel campo del PPP – Project Financing di opere infrastrutturali autostradali.

Dal 2005 al 2009 è Coordinatore del Gruppo di Lavoro per la redazione delle Linee Guida per la progettazione della Sicurezza nelle Gallerie Stradali, emanate nel novembre 2006 e nel dicembre 2009 dall’ANAS.

Dal 2004 al 2008 è Capo Delegazione del Gruppo di Lavoro Italo-Francese per il “Nuovo Tunnel del Tenda”. Nel 2008 Antonio Valente è nominato dal Presidente della C.I.G., membro del Gruppo di Lavoro sulle “prospettive di traffico nelle Alpi del Sud” nell’ambito della Commissione Intergovernativa Italo-Francese per il miglioramento dei collegamenti nelle Alpi del Sud.

Riconoscimenti nazionali

Il Presidente della Repubblica, con decreto in data 27/12/2007, ha conferito all’Ing. Antonio Valente l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “al Merito della Repubblica Italiana”.

Pochi anni dopo, nel 2013, gli viene conferita l’Onorificenza di Ufficiale dell’Ordine “al Merito della Repubblica Italiana”.

Gli anni 2010

Dal 2008 e fino a tutto il 2015 è Vice Presidente della (C.I.G.) Commissione Intergovernativa per il miglioramento dei collegamenti franco-italiani nelle Alpi del sud, nominato con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Dal 2007 e fino al gennaio 2013 è Vice Direttore della Direzione Centrale Progettazione dell’ANAS SpA, con anche l’incarico di Responsabile della Vice Direzione Ingegneria Specialistica della stessa Direzione. A partire dal 2003 sino a tutto il 2012, la Direzione Progettazione ha approvato 331 progetti nei vari livelli di progettazione, per un importo totale di circa 76.7 miliardi di euro. In particolare i progetti esecutivi approvati per appalto lavori di infrastrutture stradali sono stati 113 per un importo di 13.45 miliardi di euro.

Valente ha personalmente firmato come Progettista, progetti per circa 20 miliardi di euro e diretto attività di lavori come Responsabile del Procedimento per circa 2.5 miliardi di euro.

Dal 2013 al 2015 è Vice Direttore Centro Nord della Direzione Centrale Nuove Costruzioni dell’ANAS SpA presso la Direzione Generale con sede a Roma.

Nell’Area Centro Nord ha la responsabilità dello sviluppo e controllo dei cantieri: budget, produzioni con controllo mensile dello stato di avanzamento dei lavori, interfaccia diretta della Direzione ANAS con RUP, Direzione lavori ed Impresa per tutte le problematiche inerenti il cantiere, controllo ed istruttoria delle perizie di variante, discussione sulle riserve. Nel 2015 segue circa 40 cantieri per lavori di realizzazione di infrastrutture stradali per un importo di circa 2,5 miliardi di Euro, mentre negli anni 2013 -2014 segue circa 60 cantieri per un importo di circa 3,5 miliardi di euro.

Conclude le attività in ANAS alla fine del 2015 per proprie dimissioni.

L’ingegner Valente è nominato Presidente del Comitato Tecnico Nazionale “Gestione delle Gallerie Stradali” e Membro rappresentante dell’Italia in seno al corrispondente Comitato Internazionale dell’Associazione Mondiale della Strada – AIPCR per i due quadrienni 2008-2011 e 2012-2015. E’ membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana Gallerie per i trienni 2004-2006, 2007-2009, 2010 – 2012 e 2013-2015.

L’ing. Valente in questi anni è inoltre tra i membri coordinatori a livello internazionale del “Manuale delle Gallerie Stradali” redatto nell’ambito dell’AIPCR (PIARC) in diverse lingue internazionali.

La seconda metà degli anni 2010

Dal 2016 fino al 15 settembre 2017 svolge attività di libera professione principalmente come consulenza nel campo delle opere infrastrutturali in sotterraneo, sia per scavi meccanizzati che per scavi in tradizionale, sia in Italia che all’estero.

In particolare da settembre 2016 a giugno 2017 coordina e realizza diversi progetti per conto di società francesi a Parigi, per offerte tecniche per gare d’appalto per i lavori della nuova Metropolitana Grand Paris Express. Antonio Valente si occupa principalmente della progettazione e programmazione dei lavori delle gallerie e delle stazioni.

Dal mese di luglio 2017 fino al 15 settembre 2017 è in Algeria, collaborando con SWS Engineering SpA, e svolgendo attività di assistenza e consulenza tecnica in cantiere (Bureau Controle Externe) per lo scavo di 4 gallerie autostradali a tre corsie della lunghezza totale di circa 9.6 Km, nel lotto di 53 Km di nuova Autostrada in costruzione a sud di Algeri, tra La Chiffa e Berrouaghia (Algeri – Medea).

Dal settembre 2017 lavora come Direttore Tecnico e Sviluppo con CIPA , Impresa specializzata nei lavori di genio civile e di lavori in sotterraneo; è inoltre Responsabile per i lavori in Francia – Area Manager Francia (Directeur France) di CIPA Sarl.

Antonio Valente risiede stabilmente a Parigi dove si occupa della gestione dei lavori in cantiere (Responsabile di Commessa – Directeur de Projet), dei rapporti con i clienti per tutte le questioni tecniche ed economiche e per l’acquisizione di nuovi lavori.

Pubblicazione scientifiche di Antonio Valente

Nel corso della sua lunga e brillante carriera, Antonio Valente ha pubblicato oltre 40 articoli su varie riviste scientifiche nel settore delle infrastrutture ed in particolare della Geotecnica e delle Gallerie, presentandoli anche a vari Convegni Nazionali ed Internazionali di settore.

I suoi articoli riguardano varie problematiche nel campo delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e metropolitane, con particolare riguardo agli aspetti progettuali, di costruzione e di sicurezza delle gallerie.

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