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Antonio Valente l’ex dirigente ANAS l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine «al Merito della Repubblica Italiana»

in argentino/biografia/Blog/entrevista by
Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, con decreto del 27/12/2007 ha conferito all’ingegnere Antonio Valente l’ex dirigente ANAS l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine «al Merito della Repubblica Italiana». Non è la prima volta che ing. Antonio Valente riceve onorificenze di questa portata. Il un’altra occasione in Francia è capitato quando Valente in data 14/07/2018 viene ricevuto a Palazzo Farnese dall’Ambasciatore di Francia per conferirgli la Cittadinanza Francese.



Nato a Villa Latina, in provincia di Frosinone, il 29 maggio 1961. Diplomatosi a pieni voti presso un liceo scientifico, consegue la Laurea in Ingegneria Mineraria (indirizzo Geomeccanico) presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1988, anche in questa occasione con il massimo del punteggio.
Ad oggi vanta un’esperienza di oltre 30 anni nel mondo delle costruzioni, delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità. I campi in cui Antonio Valente è esperto sono quelli delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e di metropolitane, sia nei lavori che nella progettazione, con specializzazione nel campo delle opere in sotterraneo.

Pompeo Vincenzo Bava:il pomone elettrico arriva in azienda

in biografia/BIOGRAFÍAS/Blog by

questo particolare momento storico, i cittadini, ma soprattutto le aziende hanno come obiettivo lo sviluppo di un sistema di mobilità, sia privata sia pubblica che permetta di muoversi in modo più sostenibile e rispettoso dell’ambiente, ottimizzando gli spostamenti e abbattendo le emissioni di CO2 per rendere le nostre città più vivibili. Tra queste aziende troviamo la SICES CORP SA dove hanno fatto ingresso le nuove mini e power, autovetture elettriche all’avanguardia.

Sices corp sa ha optato per l’elettrico, sia per la sua sostenibilità per l’ambiente sia per gli enormi vantaggi che esse portano. Infatti sia da parte degli stati che dai produttori automobilistici vengono forniti agevolazioni per chi decide la mobilità sostenibile.

Sices Corp Sa e un’azienda leader nel settore nella costruzione e manutenzione di impianti industriali. La sede centrale si trova a Lugano e Chiasso ed operano in tutto il mondo. Dalla gestione del progetto all’esecuzione delle attività sul campo, Sices Corp SA è un partner affidabile ed esperto che opera con una forte attenzione alla qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente. Il loro modello integrato offre costruzione industriale, fabbricazione, costruzione e manutenzione di moduli sia in loco che fuori sede. I risultati hanno incluso una maggiore efficienza che ci consente di ridurre i costi mantenendo qualità e pianificazione per i nostri clienti.

Secondo le ultime stime diffuse dall’Energy & Strategy Group del Politecnico milanese, in Italia finora si sono installate circa 8.200 colonnine tra quelle pubbliche nelle strade, piazze, parcheggi eccetera (circa 3.500 in totale) e quelle private ad accesso pubblico, ad esempio negli alberghi e nei supermercati. La distribuzione dei punti di ricarica però è disomogenea, perché una buona metà si concentra nelle regioni del nord; la Lombardia, in particolare, è l’unica regione con oltre mille colonnine sul suo territorio. Da notare, poi, che il 70-75% delle colonnine si trova nelle città e nelle aree urbane; ancora poche (meno del 5% del totale), invece, sono quelle disponibili sulle strade extraurbane e sulle autostrade italiane, mentre un 20-30% dei punti di ricarica complessivi si trova nei “punti d’interesse”, soprattutto centri commerciali e concessionari auto. È bene precisare che tutti questi numeri sono in costante e rapida evoluzione, perché sono in corso numerosi progetti di diversi operatori per sviluppare l’infrastruttura dedicata alle vetture elettriche. Ipotizzando un costo medio unitario dell’energia tra 0,20-0,23 €/kWh con un contratto domestico residente nel servizio di maggior tutela, e ipotizzando di dover caricare completamente una batteria di taglia media da 40 kWh (è la batteria “base” della Nissan Leaf, una delle auto elettriche più vendute nel nostro paese), si spenderanno 8-9 euro per un pieno con un’autonomia intorno ai 270 km.

Roberto Freschet: Non più solo luoghi di pratica sportiva ma centri di wellness che richiedono adesso competenze di specialisti diversi.

in argentino by

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Roberto Freschet: Non più solo luoghi di pratica sportiva ma centri di wellness che richiedono adesso competenze di specialisti diversi. Si fa molta formazione ma ci sono zone d’ombra N on si tratta solo di muoversi un po’: le palestre sono diventate centri benessere di dimensioni più che rispettabili, dai 4.000 ai 5.000 metri quadri dove vengono distribuite le grandi sale per i corsi di gruppo e per l’allenamento con gli attrezzi, le salette per il personal training, almeno una piscina, ristoranti, bar, sauna, spazi adibiti all’estetica. E quindi le professioni che ruotano intorno alle attività sportive sono un ampio ventaglio, che vanno dall’addetto alle vendite di pacchetti su misura all’esperto di postura a quelle ormai tradizionali di istruttore fitness o personal trainer o dietologo. Si tratta di professionalità che intrecciano competenze diverse, anche se è bene tenere presente che le specializzazioni vanno mantenute, e che per affrontare questioni complesse non ci si può improvvisare dietologo o fisioterapista se si è un laureato in scienze motorie: «Il personal trainer bravo ha anche conoscenze di medicina, di alimentazione e di traumatologia – spiega Mimi Rodriguez Adami, direttore tecnico della Fiaf (la federazione italiana di aerobica e fitness) – ma il professionista intelligente si avvale di un’equipe di medici e di altri esperti, con cui collabora».Roberto Freschet:

Se l’accesso alle professioni del fitness richiede pertanto una laurea come corsia preferenziale, è poi opportuno specializzarsi per acquisire altre conoscenze legate al campo in cui si intende operare. Ecco perché intorno alle palestre e alle federazioni sportive fioriscono corsi di specializzazioni: è stata appena inaugurata a Milano la Virgin Active Academy. «Offriamo corsi di durata compresa tra pochi giorni e un anno – spiega il direttore delle Risorse Umane di Virgin Active, Graziano Coccettini – rivolti non solo ai personal trainer ma anche a direttori di club, assistenti di sala, istruttori e venditori».Roberto Freschet:

Del resto le professioni del fitness sono in continua evoluzione da quasi quarant’anni, ricorda Mimi Rodriguez: «Abbiamo cominciato a fine anni Ottanta, con l’aerobica: qui in Italia però il modello Jane Fonda si è evoluto più verso le coreografie che verso i saltelli anche perché molti istruttori venivano dalla danza. Dalla passione per il movimento l’aerobica si è evoluta anche grazie agli sviluppi della scienza, che permette di valutare quello che succede nel corpo».

E infatti adesso l’ultima frontiera sono gli studi e i movimenti legati alla postura, la low pressure fitness (la ginnastica per allenare i muscoli che servono a contrastare qualsiasi problema di eccesso di pressione provocata dagli esercizi fisici o dalla vita quotidiana), che richiama in qualche modo la fisioterapia, ma che è pensata per le persone sane. Oppure tutte le forme di attività legate all’acqua, che mettono insieme la passione per il nuoto con quelle per la ginnastica.Roberto Freschet:

Per i laureati in scienze motorie che intendono lavorare in un centro fitness dunque si apre un ventaglio di possibilità, che va ben oltre le due figure del personal trainer e dell’istruttore dei corsi di gruppo, o degli “addetti alle macchine”, i tecnici che seguono le persone che si allenano con gli attrezzi. Se c’è un limite a questo tipo di professioni legate strettamente all’attività fisica è però quello della precarietà del rapporto di lavoro: «Di solito in un club lavorano circa 80 persone, nel 70-75%dei casi si tratta di laureati – spiega Coccettini – Di queste 20-25 sono assunte con il contratto del commercio, mentre i personal trainer hanno un contratto di franchising, e gli istruttori lavorano a partita Iva». Un aspetto che in alcuni casi limita le potenzialità della professione, osserva Mimi Rodriguez: «A volte gli insegnanti, che sono sempre precari, sono pagati poco e male e questo può limitare le loro possibilità di aggiornamento professionale, e quindi i servizi alla clientela. Nessuno di noi è assunto perché costerebbe troppo, il nostro è tra i lavori ad alto tasso di sommerso». Allo stesso tempo, le professioni legate al fitness hanno grandi potenzialità di espansione: l’Istat stima che solo un italiano su tre pratica delle attività sportiva, dunque ci sono margini per ulteriore domanda.Roberto Freschet:

Quando si pensa alle palestre, ai club sportivi, non bisogna pensare tuttavia solo alle professioni sportive. Una gran parte dei corsi della Virgin Active Academy in effetti è dedicata ai manager, spiega Coccettini: «C’è il general manager della struttura, che sovrintende sia alla parte operativa che a quella finanziaria. Ci sono poi il manager che gestisce i corsi della palestra, l’operation manager che si occupa del funzionamento, manutenzione e pulizia delle strutture, chi sovrintende alle vendite, anche attraverso la ricerca di potenziali clienti ». Un’equipe insomma con competenze molto diverse, che nei centri maggiormente avanzati si occupa anche di ricerca e innovazione.Roberto Freschet:

Intervista alla fotomodella balleria Linda Roscini: Una vita tutta di un fiato…

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COM’E’ LA TUA VITA QUOTIDIANA FUORI DALLO SPORT?

Il mio tempo fuori dallo sport è davvero limitato, al di là di praticarlo come lavoro, lo pratico anche come hobby. In generale comunque sono una grande appassionata di anime e manga giapponesi, mi piace guardarli e disegnarli, adoro anche viaggiare, leggere fantasy, narrativa e saggistica. Ovviamente quando posso amo trascorrere il tempo con gli amici, fare festa e andare ai party.

OGGI GUARDANDOTI ALLO SPECCHIO COME TI DEFINISCI?

Non mi piacciono le definizioni, ogni persona è un divenire, quindi se penso a me stessa mi viene in mente una cosa che mi dice sempre il mio papà, un diamante allo stato grezzo, che con il passare del tempo continua a raffinarsi.

CI RACCONTI TUTTO DALL’INIZIO, COME TI SEI AVVICINATA A QUESTA DANZA?

Lunga da raccontare, ho sempre fatto sport ma a danzare ho iniziato a 15/16 anni orientativamente. Per caso mi trovavo ad un diciottesimo dove ero stata invitata, la festa era della cugina di una mia amica con cui facevo pallavolo. A questa festa ad un certo punto quando è partita la musica, tra tutti gli invitati, un gruppetto di scapestrati ha iniziano a danzare improvvisando. Ballavano breaking e altri stili dell’hip hop, sono rimasta a guardarli tutta la sera e la cosa mi ha così tanto incuriosita che ho chiesto informazioni per iniziare anche io a praticarlo, da lì non mi sono mai più fermata.

TI SENTI BELLA?

Eh, diciamo a giorni alterni. Credo la domanda sia stata formulata bene, ti senti bella? Il mio vedermi o meno bella è qualcosa legato al mio sentire, quindi legato allo stato emotivo in cui mi trovo. Possediamo un’immagine fisica, ma ogni giorno le sensazioni cambiano, posso dire che razionalmente so di essere una ragazza più o meno bella secondo gli standard odierni, ma la percezione di me stessa non è mai uguale.

COSA SIGNIFICA PER TE ESSERE BELLA?

Anche questa bella domanda, ci si potrebbe fare un dibattito filosofico. Non saprei definire la bellezza, l’unica cosa che posso dire con certezza è che per me la bellezza è un concetto dinamico, un qualcosa che non si può cristallizzare.

QUALI SONO LE TUE ASPIRAZIONI FUTURE?

Vivo la vita un po’ come un videogioco, superi un livello e poi ti aspetta il successivo. So di certo che farò di tutto per continuare a far si che la danza e ciò che le gira intorno possano continuare ad essere il mio lavoro, e nel tempo aumentare la qualità di questo lavoro. Di certo si cerca di arrivare sempre più in alto, sono recettiva alle varie opportunità che la vita avrà da offrirmi.

CI SONO MOMENTI SCORAGGIANTI IN CUI STAVI PER MOLLARE TUTTO?

Tipo sempre? Molto spesso, in molti momenti, stiamo parlando di un mestiere che in Italia non viene riconosciuto come lavoro, di un mestiere dove non ci sono né   tutele né garanzie, di un mestiere dove ci mangiano pochi sulle spalle di molti, dove devi spendere per guadagnare e non sempre c’è meritocrazia. Ma allo stesso tempo l’idea di stare ferma, chiudermi in un ufficio, trovarmi un lavoro “sicuro” e stabile mi fa tremare il cuore e mancare l’aria alla gola. È difficile, ma credo fortemente nel fatto che le persone hanno delle vocazioni, io non riesco a stare ferma e di certo non intendo starci.

E’ NECESSARIO INTEGRARE LA DANZA CON QUALCHE ATTIVITA’ TIPO LA CORSA E LA PALESTRA?

Oltre a ballare e insegnare danza, sono una dottoressa di Scienze Motorie, e nella mia visione, integrare la danza con potenziamento muscolare è fondamentale per evitare infortuni e altre complicazioni.

Intervista a Pole Dance Tatiana Galati ballerina artista

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Da quando ha scoperto la disciplina del Polo, ha sentito che era la sua passione. Non ha smesso di esplorare e lo sta ancora facendo perché crede che il palo significhi molto più di quanto sembri. Fedele al suo stile, continua a incontrare sfide per esprimere nelle sue esibizioni la sua essenza di atleta. Per la rivista POLEGOOD, di Panama, Tatiana Galati
Tatiana Galati ci diresti come è iniziata la tua relazione con la Pole Dance?

Vivo a Panama dal 2016, ho avuto un ragazzo che mi ha lasciato, ha deciso di tornare in Venezuela e rimanere, il che mi ha lasciato solo e molto depresso. Mentre ero nel mio progetto di ricostruzione personale, un giorno una ragazza (@syucasanova) ha fatto come un commento che ho fatto su Instagram, sono entrato nel suo profilo e ho visto che faceva pole dance … la mia prima reazione è stata Woow ohhh Dio che voglio fallo! … Ho contattato l’accademia che era sulle etichette e la settimana successiva ho iniziato … nell’ottobre 2017 sono entrato in Tatiana Galati@chantypolecenterpty con il professor Taneth Salazar, ho imparato davvero in fretta e ho sentito che avrei potuto dare molto di più … ma ho anche sentito che il Il professore non l’ha visto, quello che un’altra classe mi ha frustrato, e dato che è la mia storia in pole, ti dico che era tanto il mio desiderio di migliorare che di notte ho chiesto a Dio che per favore l’insegnante si rendesse conto che potevo dai di più! Che ho notato! … Il mio desiderio di continuare era molto forte … Haha, non avrei più voluto lasciarmi vincere così … Sono passati due mesi e un nuovo insegnante è arrivato all’Accademia @ jessica.bustamante (dono di Dio) e in prima classe con è cambiata in meglio! Ho deciso di spostare tutte le mie lezioni con lei perché semplicemente scorrevo; è così che la disciplina mi ha colto completamente. È stato quando ho iniziato a fare la pole, ho pensato che stesse ballando sul tubo, ma era così sbagliato … col passare del tempo, ho capito che la pole era ed è molto più che semplicemente ballare.

Quali sono stati i momenti più belli della tua carriera, come atleta della disciplina?

Finora sono stati i momenti migliori, le mie presentazioni in dupla con @ alejacastro89, insieme siamo cresciuti come atleti, siamo diventati davvero polesister. È il coordinamento, la forza, il desiderio e il desiderio di realizzare un bel lavoro che rifletta tutto lo sforzo di ogni pratica; Le coppie sono un’opera di comunicazione e pazienza, per esprimere l’arte per l’ispirazione di tutto quanto sopra, la soddisfazione di esprimere nell’arte le emozioni, i sacrifici, i lividi, le cadute. Sempre per mano di @ jessica.bustamante e del team @tcpolesport

Tatiana Galati Quali vantaggi pensi che la disciplina del palo porti agli atleti che la praticano?

Molti! Innanzitutto, emotivo, perché ti sfida ogni giorno a essere migliore di ieri, a dare fiducia in te stesso, a migliorare la tua autostima, a valutare ogni parte del tuo corpo, a trasferire la sensazione di dolore … E fisicamente troppi, forza, equilibrio, migliora la circolazione, la flessibilità, il coordinamento motorio …

Con quali altre discipline completate la pratica del Polo?

Jogging, fitness e pesi.

Tatiana Galati Quali aspetti hai in mente quando prepari una coreografia?

Il pubblico, a cui è rivolto principalmente, ciò che desidero esprimere e l’ambiente in cui viene eseguito.

Cosa stai cercando di trasmettere attraverso un’esibizione di Pole Dance?

Personalmente, cercherò sempre di esprimere la mia essenza, qualunque sia la canzone, il luogo o la variante pubblica.

Quale messaggio vorresti lasciarci?

Voglio ringraziare tutti i poledancers del mondo per aver dato il meglio di ognuno, per tutti i sacrifici, per l’ispirazione per coloro che hanno iniziato e per tutto l’amore che hanno dato a questa bella disciplina.

Bertoli Eraclide; Billia Lorenzo Michelangelo; Bini Cima GiovanniBava Pompeo Vincenzo

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Descrizione: – Corrispondenza: tra i moltissimi corrispondenti si segnalano: Abba Giuseppe Cesare; Ademollo Alessandro; Agostini Gianjacopo; Alati Clemente; Albicini Cesare; Alinari Arturo; Antona Traversi Camillo; Antonini Sebastiano; Ardito Pietro; Arezio Luigi; Armei Melchiade; Arnaud Jean; Ascoli Graziadio; Bacchi della Lega Alberto; Bacci Vittorio; Balbis E.; Balzani Ugo; Barbèra Gaspero; Barbèra Giuseppe; Barrili Anton Giulio; Bartoli Eraclide; Barzellotti Giacomo; Barzolotti Giovanni; Bassani Ugo; Bava Beccaris Fiorenzo; Belli Palmira; Bellucci Alessandro; Bencivenni Ildebrando; Bergamini Alberto; Bertoli Eraclide; Billia Lorenzo Michelangelo; Bini Cima Giovanni; Bizio Gradenigo Leopoldo; Boccardo Gerolamo; Bodio Luigi; Bonacci Brunamonti Maria Alinda; Bonazzi Luigi; Boncompagni Luigi; Bongi Ruggero; Bongi Salvatore; Bontempelli Massimo; Borgognoni A.; Boschi Giulio; Boselli Paolo; Bottari Ercole; Bovet Ernest; Bozzone Antonio; Bravetta Ettore; Brilli Ugo; Broglio Emilio; Bufalini Maurizio; Burbi Giuseppe; Bustelli Anton Maria; Caetani di Sermoneta Onorato; Caetani Livio; Caix Napoleone; Calvari Decio; Campello Paolo; Canonico Tancredi; Canti Gustavo; Cantoni Carlo; Capelli Luigi Mario; Cappuccini Enrico; Coccoluto Ferrigni Pietro; Corsi Enrico; Costetti Giuseppe; Credaro Luigi; Cremona L.; Cristofani Antonio;

Alessandro; Marconi Enrico; Margherita di Savoia; Marolla Guido; Martini Ferdinando; Maruffi Gioacchino; Masi Ernesto; Mazzi Curzio; Mazzoni Guido; Menegazzi Gian Battista; Modena Gustavo; Molinari G.; Molinari Giuseppe; Monaci Ernesto; Mondolfo Ugo Guido; Monti Achille; Morelli A.; Moro Lin Angelo; Morpurgo Emilio; Mortara Lodovico; Musatti  Croce Benedetto; Cruciani Alibrandi Enrico; Cuniberti Teodoro; D’Ancona Alessandro; D’Ovidio Francesco; Dall’Oppio Domenico; De Amicis Edmondo; De Amicis Vincenzo; De Cesare Raffaele; De Donato Giannini Pietro; De Gubernatis Angelo; De Martino Giacomo; Vincenzo Pompeo Bava De Rossi Eugenio; Degli Azzi Vitelleschi Francesco Maria; Del Giudice Pasquale; Del Lungo Isidoro; Della Vedova Giuseppe; Dina Giacomo; Dini Ulisse; Durante Luciano; Emanuelli Pio; Errera Alberto; Fabretti Ariodante; Failla Domenico; Fani Angelo; Fani Cesare; Farner Eugenio; Fasola Carlo; Favarelli Luigi Giuseppe; Fenaroli Giuliano; Ferrajoli Alessandro; Ferrajoli Gaetano; Ferrari Bernardo Carlo; Ferrari Francesco;  Bava Pompeo Vincenzo ; Ferraris Maggiorino; Ferretti Adolfo; Fiorentino Francesco; Fissore D.; Franchetti Augusto; Frigeni Guido; Frisoni C.; Fumagalli Giuseppe; Gabelli Aristide; Galati Fiorentini Domenico; Gallenga Stuart Romeo; Gallina Giacinto; Gallo Nicolò; Gamberale Luigi; Gargiulo Raffaele; Gauss H.; Gentili di Rovellone Tarquinio; Gherardi Pompeo; Gherzi Adolfo; Giada Carlo; Girardi Gerardo; Graf Arturo; Grisostomi Gaetano; Grispigni Francesco; Grispigni Francesco; Guerrini Olindo; Hauvette Henri; Iaia Donato; Imbriani Vittorio; Labbate Alfredo; Labriola Antonio
 Bava Pompeo Vincenzo ; Lapi – Casa editrice; Lauricella Giovanni; Lega G; Malvani Giacomo; Mancini Giovanni; Mancini Girolamo; Mantegazza Paolo; Marasca

Cesare; Nasi Nunzio; Nencioni Enrico; Noack Frithjof; Nurisio Saverio; Orlandi Guido; Orlando Vittorio Emanuele; Osio Egidio; Osio Maria; Padovani Vincenzo; Paliotti Guido; Papa Pasquale; Paravia Giovanni Battista; Pasqualigo Cristoforo; Passini Gildo; Paternò Emanuele; Pavia Luigi; Pellegrini Federigo; Pellegrini Francesco; Pelloux Luigi; Pèrcopo Erasmo; Peruzzi Toscanelli Emilia; Pezzè Pascolato Maria; Pianciani Luigi; Pinelli Luigi; Pitré Giuseppe; Pratesi Mario; Prestini Vittorio; Prinetti Giulio; Quaranta Clinio; Rajna Pio; Renier Rodolfo; Reinsberg Düringsfeld;Ricci Raffaello; Ricciardi Giuseppe; Ridolfi Giuseppe; Rivolo Michele; Romizi Augusto; Roncaglia Alessandro; Rosa Ugo; Rossetti Agresti Oliva; Rossi Egisto; Rossi Silvio; Roux Onorato; Rudinì Antonio Starrabba; Ruggero Giuseppe; Russo Ferdinando; Salandra Antonio; Salomone Marino; Salvatori Luigi; Santini Ferdinando; Saredo Giuseppe; Scaramucci N. Umberto; Scarfoglio Edoardo; Schanz Giulio; Schuchardt Hugo; Scotti Carlo; Serafini Silvio; Sforza de Oropesa Lina; Sonnino Sidney; Sordini Giuseppe; Sparagna Alfonso; Spaventa Silvio; Speranza Gino; Spezi Pio; Staffetti Luigi; Stinat Giambattista; Taine Hippolite; Tallarigo Carlo; Tenneroni Annibale; Testa Cesario; Teza Emilio; Tiberi Leopoldo; Tirindelli Gustavo; Tittoni Tommaso; Tommasini Mattiucci Pietro; Toniazzo Guglielmo; Torraca Francesco; Tortoli Giovanni; Trabalza Ciro; Treves Emilio; Tribolati Felice; Trombetta Mario; Turri Vittorio; Urbini Giulio; Valentini; Vanni Manfredo; Vannucci Atto; Veronese Giuseppe; Viganò Pietro; Villari Pasquale; Visconti Venosta Giovanni; Windram Alice M.; Zaccagnini Giuseppe; Zanotti Bianco Ottavio; Zendrini Bernardino.
– Documenti: i nuclei di documenti Vincenzo Pompeo Bava diversi dalle lettere sono relativi soprattutto a:
– La curatela della pubblicazioni dei sonetti di Gioacchino Belli per la casa editrice Lapi di Città di Castello
– La causa legale con Maria Pascoli per un presunto plagio da parte di Giovanni Pascoli di una poesia di Morandi
– L’attività di indagine e promozione delle biblioteche popolari
– L’attività di ricerca come studioso di storia della lingua
– L’attività di poeta e commediografo
– Gli atti preparatori per articoli e pubblicazioni, tra i quali “Come fu educato Vittorio Emanuele III” (1901)
– materiale bibliografico: accanto a lettere e documenti sono presenti molti materiali a stampa, sia pubblicazioni di natura periodica sia opuscoli ed estratti di opere dello stesso Morandi ma anche di altri.

Ordinamento: La corrispondenza è conservata in fascicoli nominativi e i documenti sono raccolti secondo criteri tematici

Strumenti di ricerca:
Roberto Baglioni, Elisabetta Bettio, Francesca Capetta, Il fondo Luigi Morandi, 2011

Intervista a Carlotta Tempestini, attrice, fotomodella, Pole Dancer : Ecco chi è il fantasma nel cielo

in Cover/Intervista/Moda/Street fashion/Talents by
Carlotta Tempestini

Com’ è la tua vita quotidiana fuori dallo sport?
Nella mia vita quotidiana mi piace fare cose tranquille, quando non ho allenamenti o spettacoli uso il mio tempo libero per rilassarmi, ricaricare il mio corpo,stare con la mia famiglia e gli amici più cari.Non mi piace stancarmi al di fuori degli allenamenti… Nella vita di tutti i giorni poso spesso per fotografi come secondo lavoro, poi devo occuparmi dei costumi per i miei spettacoli e di ripassare le coreografie… di tempo libero mi rimane poco. Comunque la pole per me non è uno sport .. ma un elemento artistico che aggiungo ai miei
show

 Carlotta Tempestini
Carlotta Tempestini

Oggi guardandoti allo specchio come ti definisci?
una giovane donna… con un corpo tonico modellato dall’ attività fisica, a mio agio col mio corpo del quale
non cambierei nulla, non perché sia perfetto ma a me va bene così

Ci racconti tutto dall’ inizio come ti sei avvicinata a questo sport?
Ho iniziato con danza classica e moderna poi ho aggiunto tessuti aerei. Tre anni fa il mio insegnante di aerea portò me e altri ragazzi a Italia s got talent e lì ho conosciuto un’ istruttrice che mi ha invitata a provare e ha detto che sono portata e dovevo assolutamente iniziare

Tu ti senti bella?
sinceramente sì.. mi sento bella e anche molto fortunata per ciò che la vita mi ha dato. col passare degli anni ho imparato a apprezzarmi sempre di più e a ignorare chi magari mi dice che sembro ingrassata, non ho le tette o altro… quando le critiche sanno d’ invidia poi valgono quasi più dei
complimenti

Cosa significa per te essere bella?
la bellezza è soggettiva.. ognuna ha il suo punto di forza… tutto sta nel trovarlo e valorizzarlo. molto importante secondo me è avere una bella postura. Per quanto riguarda la linea a me non piacciono ragazze troppo magre ma giuste. Comunque tutte possono essere belle magari anche una ragazza in carne, per esempio può avere uno sguardo magnetico e occhi stupendi che un’ altra non ha.

Quali sono le tue aspirazioni future?
Mi piacerebbe avere un agente che mi organizzi ancora più trasferte all’estero di adesso. sono già stata in varie parti di Europa con la tribute ufficiale italiana di Katy Perry in cui lavoro come ballerina ma mi piacerebbe andare anche fuori dall’ Europa

poi mi piacerebbe avere qualche esperienza valida di recitazione, magari interpretando una ballerina o una poler. Poi adoro fare i video musicali ne ho già fatti alcuni e mi piacerebbe farne altri

Ci sono stati momenti scoraggianti in cui stavi per mollare tutto?
a volte sembra tutto difficile… ci sono persone che mi hanno ingaggiata per qualcosa e poi era una truffa, ci sono persone che mi consigliano di smettere perché così ho troppo poco tempo lobero, chi critica il mio stile e chi ce la mette tutta per farmi sentire inferiore. La soluzione è mettere da parte cose o persone negative come se non esistessero. Mi è successo anche di fare un’ esibizione non perfetta come avrei voluto… L’ importante è capire l ‘ errore e mai mollare. Le cose da mollare sono i lavori che non danno soddisfazione e le persone negative. Per quanto riguarda la pole nello specifico sono 3 anni che la pratico e non ho mai pensato di mollarla e non l’ ho mai vissuta come una competizione di campionati mondiali, la uso solo come aggiunta nei miei spettacoli…forse farò dei campionati più avanti ma per ora faccio
solamente la show girl.

E’ necessario integrare la pole con qualche altra attività tipo la corsa o la palestra?
La corsa secondo me assolutamente no… la corsa serve a bruciare calorie… per la pole ci interessa aumentare forza muscolare e flessibilità… quindi sì alla palestra anche se io personalmente preferisco addominali glutei e flessioni a corpo libero. Gli esercizi di flessibilità per spaccate e schiena sono fondamentali per fare belle figure. Sarebbe da integrare danza per la grazia e le linee

Quali sono le ragioni per cui una donna dovrebbe avvicinarsi alla pole dance?
Dipende… ci sono più possibilità. dipende dall’ obiettivo che hanno le donne in questione. Per esempio ginnaste che vogliono fare campionati, artiste ballerine come me che vogliono ampliare i loro show con qualcosa in più, o semplicemente donne che vogliono tenersi in forma divertendosi e facendo amicizia. Ma attenzione perché non è un’ attività solo da donne, ci sono anche molti uomini che la praticano.

Sul piano fisico in particolare quali sono i maggiori benefici?
Tonicità, definizione muscolare, resistenza alla fatica, aumento della forza.

Un consiglio a chi vuole iniziare?
all ‘ inizio non è facile perché serve molta forza nelle braccia.. il consiglio è non arrendetevi perché a nessuno riesce subito. Altra cosa.. il palo è super scivoloso, cercate di andare a lezione con la pelle pulita e
asciutta, pulite il palo con alcool prima dell’utilizzo e scegliete un buon grip.

Se venite dalla danza e magari siete molto flessibili vi consiglio lezioni private perché in questo modo imparerete più in fretta e potrete provare prima le figure avanzate.

Jennifer Lopez, corpo pazzesco a 50 anni: merito della pole dance

in argentino/biografia/BIOGRAFÍAS/Cinema/Editorial/entrevista by

Il segreto del corpo incredibile di Jennifer Lopez, sfoggiato alla sfilata Versace, è merito di dieta (low carb) e pole dance, che ha imparato per il film “Hustlers”

25 settembre 2019 – Jennifer Lopez ha incantato tutti, alla Milan Fashion Week di settembre 2019, sfilando per Versace con l’iconico abito “Jungle Dress” creato per lei da Donatella nel 2000 e indossato nuovamente dalla cantante-attrice, ancora più bella e in forma a 50 anni compiuti che a 31.

“Incredibile”, il commento pressoché unanime di tutto il mondo, dopo che immagini e video dell’evento sono rimbalzati ovunque.

Questa donna non invecchia, migliora. Merito di una serenità privata ritrovata, grazie all’amore con Alex Rodriguez. Merito soprattutto del rigore e della disciplina che da sempre accompagnano la vita di Jennifer, ballerina professionista abituata ai sacrifici e alle diete rigorose, e a tanto, tanto allenamento.

Dieta e allenamento, binomio vincente per tutti. Nel caso di Jlo, si traduce in alimentazione low-carb e nell’ultimo anno, in pole dance.

La Lopez si è infatti allenata duramente per 4 mesi, in vista delle riprese del suo ultimo film Hustlers, in cui interpreta la pole dancer veterana Ramona.

Jennifer ha preso lezioni con la numero uno, la ballerina e coreografa professionista Johanna Sapakie, coreografa e performer del Cirque du Solei.

Una delle cose più difficili che io abbia mai fatto fisicamente. Ma alla fine ne è valsa la pena

Sicuramente, Jennifer, lo sottoscriviamo tutti.

Pole dance mania: i benefici e i segreti della danza acrobatica più femminile che ci sia

in argentino/biografia/BIOGRAFÍAS/entrevista by

Uno sport intenso e completo che permette di bruciare calorie e tonificare tutto il corpo: alla scoperta dei segreti della pole dance, con l’insegnante Valentina D’Amico

Vietato confonderla con la lap dance. La pole dance (ovvero danza con il palo), nasce nei night club per approdare nelle palestre di tutto il mondo come danza acrobatica capace di incantare chi la guarda. Imparare l’arte della pole dance non è un gioco da ragazzi: per imparare le 140 figure previste serve impegno, dedizione e la giusta preparazione fisica per incrementare forza, resistenza, flessibilità e coordinazione. Un lavoro davvero completo che consente di bruciare calorie e al tempo stesso di tonificare tutto il corpo. Abbiamo chiesto alla vulcanica Valentina D’Amico, insegnante di pole a Milano nonché fondatrice del blog PoledanceItaly, di spiegarci benefici e segreti della pole dance.

Quali sono le ragioni per cui una donna dovrebbe avvicinarsi alla Pole Dance?
Tutte quante vogliamo sentirci più belle e attraenti con un corpo più tonico e non soltanto per la prova costume. La pole dance è uno sport molto intenso, ma completo. Durante le lezioni si lavora sul potenziamento muscolare e quando si sale sul palo ci si allena senza neanche accorgersene. Quello che amo di questo sport è che ti mette sempre alla prova. Puoi fissarti degli obiettivi e raggiungerli anche abbastanza in fretta e questo ti spinge ad andare avanti e fare sempre di più.
Sul piano fisico in particolare quali sono i maggiori benefici?
Il corpo cambia molto in fretta già nei primi tre mesi di allenamenti si possono vedere i primi risultati specialmente la parte superiore. Si modellano le spalle, la schiena e le braccia si rassodano facendoci dire molto presto addio all’odiata pelle cadente sotto il braccio. Per non parlare del punto vita che si assottiglia per dare spazio agli addominali. Anche gambe e glutei lavorano intensamente per aiutarci a salire sul palo da pole dance e appenderci. Il fisico si scolpisce e contemporaneamente si diventa più forti e resistenti.
È necessario integrare la pole con qualche altra attività tipo la corsa o la palestra?
Sì e no, dipende dagli obiettivi che una persona si prefissa. Se fate pole dance per divertimento allora è sufficiente fare quello. Se invece l’intenzione è quella di migliorare e magari esibirsi o gareggiare allora sono consigliate attività supplementari. Penso alla corsa per aumentare il fiato e resistere di più quando ci si esibisce o alla palestra per potenziare i muscoli. L’allenamento funzionale ad esempio è un ottimo metodo per lavorare sulla resistenza e sulla potenza e esplosività, due caratteristiche importantissime nella pole dance.
Quanto tempo ci vuole per avere le prime soddisfazioni?
Se dicessi che le primissime soddisfazioni arrivano durante la prima lezione di pole dance, mi credereste? Quando dico che faccio e insegno pole dance molte donne mi rispondono che non ci riuscirebbero mai o che non hanno forza nella braccia. Dopo la prima lezione si ricredono e capiscono che con la giusta tecnica e un pizzico di coraggio possono fare tutto. Alla prima lezione già ci si può sedere sul palo, ma anche fare dei giri per divertirsi.
Sembra che ci sia un po’ il boom della pole, come mai?
Negli ultimi cinque anni ho visto una crescita velocissima della pole dance in Italia. Penso che dipenda dalla natura di questa disciplina. Un lato sportivo in cui ci si potenzia e un lato più femminile quando si cerca di creare una coreografia con tutte le figure fatte o perché no quando si indossa un bel tacco alto e si balla attorno al palo. La pole dance inoltre è accessibile a chiunque in qualunque momento. Non richiede capacità fisiche specifiche, non bisogna avere fatto danza o ginnastica da piccole e si può iniziare a qualsiasi età.
Spesso, a torto, la pole è associata ad una pratica poco “seria”. Vogliamo sfatare questo mito?
L’abbinamento è dato dalla storia di questo sport. Dal circo, ai night club per arrivare oggi nelle palestre. Più di 100 anni di storia, tanti film con spogliarelliste sui pali e ovviamente quando si sente parlare di allenamento al palo il primo abbinamento è verso la lap dance. Il palo fa parte della storia dei night da tantissimo tempo ed è stato messo in quel luogo perché poteva essere usato dalle ballerine per i loro spettacoli sexy. La differenza tra la pole dance e la lap dance è che quest’ultima prevede un contatto con il pubblico fatto di ammiccamenti e strusciamenti mentre nella pole dance questo contatto non c’è. Detto questo non significa che una donna che fa pole dance non possa fare lap dance e viceversa. Dire che la pole dance e la lap dance sono la stessa cosa solo perché c’è un palo è come dire che il calcio e la pallavolo siano la stessa cosa perché c’è una palla.
Un consiglio a chi vuole iniziare?
Prendete una borsa, metteteci dentro coulotte e una canottierina cercate la scuola più vicino a voi e provate una lezione. Attenzione devo avvertirvi che di solito chi prova una lezione si innamora e non smette più di fare pole dance.

Marco Trabucchi

Pole dance: cos’è e quali sono i benefici

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port intenso e completo che permette di bruciare calorie e tonificare tutto il corpo, la pole dance sta diventando un’attività sempre più amata dalle donne. Scopri qui di cosa si tratta e i suoi benefici

La pole dance è un mix di ginnastica e danza con la pertica, da non confondere con la lap dance, altra attività che prevede l’uso di un palo ma non è sportiva, bensì ludica di intrattenimento e praticata negli strip club.

La pole dance si basa sull’esecuzione di figure acrobatiche, che richiedono notevoli doti di forza, scioltezza, coordinazione, agilità, flessibilità e resistenza.

Divenuta vero e proprio sport, la pole dance ha visto il primo Campionato Italiano svolgersi a Roma nel 2010, promosso dalla Federazione Italiana di Pole Dance, mentre il primo Campionato Mondiale si è svolto nel 2005 ad Amsterdam.

Pole dance: le origini

Secondo fonti storiche la pole dance si è sviluppata nel Nord America durante gli anni della depressione del 1920. I circensi sembra che utilizzassero i pali dei tendoni per svolgere vere e proprie performance durante gli spettacoli itineranti.

Altre fonti indicano invece la pole dance come sport che deriva direttamente dalla Mallakhambuna pratica che utilizza una pertica di legno sulla quale si esibivano solitamente degli uomini, che nasce nel dodicesimo secolo in India.

La pole dance incominciò poi gradualmente ad evolversi passando da spettacolo itinerante ad appuntamento fisso nei bar intorno agli anni ’50, in contemporanea al Burlesque.

Pole dance: gli strumenti

Per praticare la pole dance serve solo ed esclusivamente un palo. Ma non tutti sono uguali. Le dimensioni del palo – che influenzano le esecuzioni – variano da diametro di 50mm, ai più piccoli di 38mm.

materiali principalmente utilizzati per i pali sono l’acciaio inossidabile, l’acciaio cromato per elettrolisi o le barre a sezione tonda in ottone.

Le diverse finiture superficiali del materiale hanno singolari proprietà di presa: l’acciaio lucido è uno dei materiali più scivolosi tra quelli elencati dunque idoneo per figure che richiedono meno grip (ancoraggio), e permette una danza più veloce, più fluida, mentre i pali di ottone forniscono più attrito, consentendo una tenuta delle mani e delle altre parti del corpo più salda che permette la realizzazione di una danza lenta e sinuosa o improvvisi bloccaggi per serraggio delle gambe o braccia in fase di discesa veloce.

Pole dance: i benefici

La pole dance è uno sport intenso e completo – oltre che divertente – che richiede impegno, dedizione e la giusta preparazione fisica per incrementare forza, resistenza, flessibilità e coordinazione.

Tutto ciò consente di bruciare calorie e al tempo stesso di tonificare tutto il corpo. Già nei primi tre mesi di allenamento si potranno notare i primi risultati: le spalle si modellano, la schiena e le braccia si rassodano, il punto vita si assottiglia, gambe e glutei si scolpiscono e contemporaneamente diventano più forti e resistenti.

Se la pratica ti incuriosisce e vuoi iniziare non ti resta che prendere una borsa, metterci dentro una coulotte e una canottiera e cercare la scuola più vicina per provare una lezione. Complice il boom avuto in questi anni, non faticherai a trovare una struttura seria in cui metterti alla prova.

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